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Lepori Dimitri

Page history last edited by dimadam 9 years, 2 months ago

PORTFOLIO

Ad ogni incontro devi esprimere i tuoi pensieri sul film proposto editando questa pagina e scrivendo nello spazio sotto a ciascuna domanda

 


12 ottobre 2010: CARO DIARIO di Nanni Moretti, Italia 1993 (IV episodio: Medici) 30'

 

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

Il film non mi è piaciuto affatto il personaggio interpretato da Nanni Moretti è noioso, la storia narrata nel film è sterile e l'obiettivo prefissosi dal regista credo sia stato mancato, per quanto mi riguarda il film è un flop dal punto di vista del rapporto medico paziente poichè è questo il tema trattato e stigmatizzato.

In generale il film è lento si svolge quasi senza un intento preciso nella trama dove gli eventi si susseguono come un elenco di eventi a cui va incontro Nanni Moretti.

 

 

 

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

Il film non mi ha fatto riflettere più di tanto sul rapporto medico paziente ne tanto meno sulla professione medica.

L'unico raffronto interessante è stato il rapporto,messo in evidenza, tra i medici occidentali e quindi il loro modo di approcciare il paziente e quello dei medici cinesi agopuntori a cui si rivolge in ultima istanza Nanni Moretti.

Forse Nanni Moretti voleva mettere in risalto la distanza presente tra i pazienti e i medici degli ospedali o comunque i medici occidentali, che invece di ascoltare i pazienti o prestare loro reali attenzioni, sono intenti a prescrivere farmaci (per qualche tornaconto personale con le case farmaceutiche) e liquidare il soggetto malato al più presto,il paziente diventa un caso da risolvere un numero, non una persona da curare da consolare e da accompagnare nella malattia fino alla guarigione ove possibile.A questa visione fredda e grigia si contrappone il calore e "l'umanità" della controparte medica cinese la quale non risolve il problema del protagonista del film ma comunque con le loro maniere affabili e le loro attenzioni lasciano un ricordo positivo nel soggetto e una traccia di calore umano nei suoi ricordi.

 

 

 

 

Allega tutte le integrazioni che vuoi (articoli di giornale, riferimenti a film, documentari o video, citazioni da libri, poesie, immagini, siti web, ecc.)

 

 

 


19 ottobre 2010: UN MEDICO UN UOMO di Randa Haines, USA 1991, 124'

 

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

Questo forse è il film che più mi ha colpito, sia per la trama che è una vicenda molto toccante ed una storia di crescita personale del protagonista che vive una vera metamorfosi che lo porterà ad essere molto più vicino ai pazienti; sia per la storia di amicizia profonda che si instaura tra lui e la ragazza con il cancro.

Il film è ottimo da punto di vista della regia, la storia è fluida non sono presenti scene lente che spezzerebbero la continuità e l'interesse verso il film stesso, la storia narrata è avvincente e coinvolge lo spettatore,il personaggio principale del chirurgo è un soggetto interessante ed una entità cinematografica di spessore catalizza l'attenzione e si muove bene all'interno della vicenda narrata.Il mio giudizio è estremamente positivo è un film bello e di spessore che fa riflettere e da soddisfazione!!!

 

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

Ho apprezzato sopratutto la scena finale dove il protagonista fa porre gli specializzandi nei panni dei pazienti per sensibilizzarli verso la figura del paziente,vestendo i panni del malato lui vuole mostrare loro come si sta dall'altra parte della barricata, le sensazioni, le paure, le impressioni che provano i pazienti affetti da varie patologie.

Il rapporto medico paziente è messo in ottima evidenza, la necessità del rapporto umano del medico verso il paziente, il bisogno del paziente di essere capito, seguito, rispettato , rassicurato  sono tutte attenzioni fondamentali da parte del medico a cui in teoria egli non dovrebbe venire mai meno.

La metamorfosi subita dal protagonista a causa della malattia che contrae e sopratutto della amicizia che stringe con la ragazza affetta dal cancro lo cambieranno profondamente, facendogli pensare di più al prossimo e alla sofferenza dei malati, costringendolo ad avvicinarsi di più alle persone intese come portatrici di emozioni e paure e non come casi da guarire.E' un film estremamente istruttivo, interessante e il suo messaggio è positivo, porre attenzione al prossimo e vederlo come una persona e non un caso o una malattia è una lezione necessaria per la professione medica.

 

 

 

 

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16 novembre 2010: IL GRANDE COCOMERO di Francesca Archibugi, Italia 1993, 96'

 

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

Un gran bel film anche se a tratti pesante sia per scene troppo lunghe,ovvero dove l'azione dei soggetti si dilunga in una ricerca non troppo breve della conclusione della stessa, sia per il tema trattato,la vita e la carriera di questo psichiatra infantile e della sua vicenda che lo vede alle prese con una ragazzina molto difficile da gestire di nome Pippi.Il film nel complesso mi è piaciuto è stata resa bene la complessità del rapporto tra un medico adulto e i suoi pazienti bambini,due mondi tra loro molto differenti, il personaggio di Pippi poi catalizza tutta l'attenzione dello spettatore sia perchè è in rilievo rispetto agli altri bambini e sia perchè ha un rapporto differente con il mondo degli adulti.E' una pellicola importante non tanto per riflettere sul rapporto medico paziente ma piùttosto sulla complessità del carattere umano(vedi Pippi) e sulle basi psicologiche del rapporto interpersonale, in oltre risulta in rilievo la facilità con la quale si èemarginati se portatori di patologie mentali molto difficili da accettare dagli altri cosidetti normali e spesso pure dal nucleo familiare.E' un film sostanzioso e pieno di significati stratificati a più livelli riconoscibili nello svolgersi della storia......detto ciò non lo rivedrei mai più!!!!

 

 

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

Rispetto a tutti gli altri film qui è posto l'accento sul mondo dei bambini malati e più in particolare sui bambini affetti da patologie mentali,campo difficile da affrontare, mi ha colpito molto la dedizione del protagonista che è ovviamente uno psichiatra infantile, fa sempre di tutto nonostante tutto per i suoi piccoli pazienti malati. Il rapporto in oltre prima conflittuale e poi più disteso e decisamente buono in fine tra lui e Pippi è posto come emblema della difficoltà a volte estrema di poter capire un bambino affetto da patologie mentali(nel caso di Pippi è andata bene) e la difficoltà ancora più grande di guadagnare la sua fiducia e poter cosi intraprendere una cura di qualche tipo.

L'impegno e lo zelo,nonostante tutte le difficoltà, ostentati dallo psichiatra sono ammirevoli(anche se credo che dopo qualche anno si farebbe ricoverare lui,siamo di carne e ossa mica d'acciaio) poichè è resa molto bene ed in modo veritiero la fatica e le difficoltà della sua professione!!!!! 

 

 

 

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30 novembre 2010: LA FORZA DELLA MENTE di Mike Nichols, USA 2001, 99'

 

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

Film da vedere assolutamente almeno una volta, la storia narrata è terribile per la sua durezza sia per la solitudine nel vivere la propria malattia da parte della protagonista, per il modo in cui è vista e trattata da parte di tutto l'ambiente ospedaliero(alla stregua di una cavia da laboratorio) medici, infermieri ecc, sia ovviamente per la storia trattata cioè quella di una persona affetta da cancro che si sottopone a dolorose cure sperimentali, a cui resiste solo con la sua forza di volontà e grazie ad un carattere solido ed incrollabile, il film mi è piaciuto molto anche se ripeto può apparire molto crudo e veramente duro, è una critica non troppo velata ad un certo tipo di mentalità medica e forse più in generale ad una tendenza della mentalità scientifica moderna, la perdita del calore umano e del rapporto con il soggetto curato, la sua inevitabile disumanizzazione da parte dello staff medico e non solo, forse è colpa della routine o forse del semplice fatto che ci si abitua a tutto e specialmente nella carriera medica si necessita di un necessario distacco dal paziente per poter essere oggettivi e professionali.

E' una pellicola curata e importante fa riflettere molto e avvicina lo spettatore ad un mondo forse non troppo conosciuto dai più, ho apprezzato molto la figura dell'infermiera Susi ,se non ricordo male questo è il suo nome, essa rappresenta un oasi di umanità(che forse è l'unica vera cura,  a che serve accanirsi contro una malattia se poi perdiamo noi stessi sia nel rapporto con gli altri sia mentalmente) in ambiente duro e freddo come quello nel quale si trova proiettata la protagonista.

 

 

 

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

Credo che non metta troppo in buona luce la professione del medico, è molto critico come film dando un taglio spietato nei confronti dei medici troppo impegnati ad avere risultati,dati e risposte positive da parte del paziente senza nemmeno curarsi di come egli stia o cosa provi, l'argomento è lo stesso sempre: la perdita del rapporto uomo-uomo tra medici e pazienti, tutto segue regole e protocolli, procedure ed orari è una routine fredda ed uguale giorno dopo giorno, francamente è condivisibile la criticità del regista verso la figura del medico ma non credo che sia una legge estendibile universalmente come si potrebbe invece evincere dal film........

Il personaggio della donna, la protagonista è assolutamente di rilievo, incrollabile nonostante le sofferenze fisiche e non solo, nonostante tutto e tutti lei si dimostra una persona che conserva la propria dignità.La bellezza di questo film va al di là della storia che è impressa nella pellicola e si spinge fino ai meandri della mente dello spettatore, è inevitabile essere messi davanti al problema del cancro, della crudeltà dei fatti, è un film che fa riflettere e colpisce nel profondo.

 

 

 

 

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22 Marzo 2011: MEDICI PER LA VITA di Joseph Sargent, USA 2004, 110'

 


Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

Non credo che questo film sia importante tanto per il fatto che parli di medici e quindi possa essere di qualche utile riflessione sulla carriera medica ma piuttosto è di rilievo perchè narra le vicende di un uomo che dal nulla e da perfetto nessuno ottiene enormi risultati dalla propria vita e dalle persone che lo circondano.E' un bel film che parla di tenacia, rispetto e forza morale e di spirito, mi è piaciuto molto il rapporto che si instaura tra il professore ed il protagonista....di iniziale normale collaborazione fino a giungere ad una profonda amicizia basata sul rispetto reciproco e sulla reciproca stima.Se poi si pensi che è una storia vera..........bhe tanto di cappello.

 


La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

Non troppe direi...........visto che a mio avviso non è rilevante questa chiave di lettura per tale pellicola, forse è più appropriato dire che questo film è un prezioso insegnamento sulla forza di volontà e sul perseguire i proprio scopi sempre e comunque nonostante tutto e tutti, il protagonista non ha certo avuto vita facile, ambiente di lavoro duro ed ostile, nessun riconoscimento per il lavoro svolto(se non ad un passo dalla morte), probabilmente sotto pagato e deriso.... ma incurante di tutto anche se le situazione complessiva non credo lo facesse gioire troppo ha proseguito nel suo operato dimostrando a tutti, detrattori e non, chi lui fosse.

 

 

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"Io so dal più profondo di me stesso che la morte è una cosa che voglio assolutamente combattere." Alfred Blalock, Medici per la vita

 

5 Aprile 2011: L'OLIO DI LORENZO di George Miller, USA 1993, 129'


Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

Un film che non vorrei più rivedere.......terribilmente straziante ,orrendamente vero.La figura del padre di Lorenzo è eccezionale di una forza travolgente(mi è sempre piaciuto come attore Nick Nolte) quello che fa per salvare il figlio è al limite dell'impossibile per qualsiasi persona normale, egli ama intensamente suo figlio e lotta contro tutto e tutti anche contro sè  stesso per salvarlo.Il film è estremamente toccante e spietato le scene di sofferenza del ragazzo sono impressionanti, pensare poi che è una storia vera.........mamma mia che angoscia.........comunque, è un bellissimo film per i temi trattati e le tante possibili interpretazioni per la forza dimostrata dal padre e dalla madre di Lorenzo, è inutile aggiungere che avvicina molto lo spettatore al dolore patito dalle persone soggette a determinate patologie come accade per Lorenzo.

 

 


La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

Direi proprio nulla visto che i medici erano tali solo perchè avevano un camice nel film, chiederei invece cosa uno possa pensare della figura dei genitori di Lorenzo e del bambino stesso che patisce dolori infernali e rimane attaccato alla vita con le unghie ed i denti è impressionante la serie di patimenti che egli patisce e altrettanto lo è la determinazione del padre e della madre che vanno a studiare (con tutte le difficoltà che comporta, sembra quasi impossibile quello che hanno fatto) e studiare ad informarsi e ricercare a lottare come leoni..........per poi giungere alla cura quasi insperata, cosi semplice e naturale(non troppo dire) che pare uno scherzo macabro del fato.E' una bellissima storia vera, mi ha colpito molto la visione di questo film.

 

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19 Aprile 2011: PATCH ADAMS di Universal, USA 1998, 115'

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

 

 

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

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