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Barletti Valentina

Page history last edited by valentina 8 years, 10 months ago

PORTFOLIO

Ad ogni incontro devi esprimere i tuoi pensieri sul film proposto editando questa pagina e scrivendo nello spazio sotto a ciascuna domanda

 


12 ottobre 2010: CARO DIARIO di Nanni Moretti, Italia 1993 (IV episodio: Medici) 30'

 

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

 

Per prima cosa mi sento di dire che è stato un buon inizio per CIN@MED, e se il buon giorno si vede dal mattino.... non vedo l'ora di poter vedere i prossimi film! dico questo perché sinceramente ero molto scettica riguardo a questo cineforum e l'idea che fosse "obbligatorio" mi pesava molto... ora, dato che il mio pregiudizio era (per adesso..!) infondato sono più contenta! ;)

Allora, venendo al sodo, devo dire che questo capitolo del film mi ha:

-divertito, perché di recente ho avuto un'esperienza simile con più di un dermatologo e allergologo...  addirittura mi hanno prescritto alcune delle medicine citate nel film!

-lasciata incredula, infatti finché un'amica non mi ha spiegato che la storia era veramente accaduta al regista, ho creduto che il peregrinare del protagonista fosse un'esagerazione fatta ad hoc per rendere più "grottesco" il film; ovviamente sapere la verità mi ha anche amareggiata.

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

 

Le prime riflessioni (o meglio domande) che ha scaturito nella mia mente questo film sono state: <<anche adesso che siamo nel 2010 succedono queste cose?>>, <<riuscirò, io, quando sarò medico (se mai lo diverrò -giusto per scaramanzia!-) a non essere superficiale come quei medici?>>, <<sarò in grado di ascoltare il paziente e di ricavare dalle sue parole notizie essenziali per orientarmi verso una indagine e una diagnosi corretta?>>.

Adesso non sono in grado di rispondere a queste domande ma è certo che mi impegnerò affinché io possa essere in futuro un medico più disponibile, onesto e sensibile di quelli incontrati da Nanni Moretti nella sua triste esperienza. 

Come mi ha detto lo scorso anno un cardiologo: <<saper fare le giuste domande (sintetiche e mirate) al paziente e poi ASCOLTARLO, senza "suggerirgli indirettamente" le risposte da dare, è il metodo più efficace per FARE BENE l'anamnesi e giungere ad una diagnosi corretta>>. Infatti, come questo cardiologo mi ha detto, accade talvolta che durante l'anamnesi è lo stesso medico a portare il paziente -influenzandolo con commenti o domande- a dare determinate informazioni (magari anche non del tutto vere) che poi portano ad una diagnosi "scontata" e sbagliata.

Confido nel fatto che siano casi rari....

 

Allega tutte le integrazioni che vuoi (articoli di giornale, riferimenti a film, documentari o video, citazioni da libri, poesie, immagini, siti web, ecc.)

 

le orecchie...

USIAMOLE!

 

 

   


19 ottobre 2010: UN MEDICO UN UOMO di Randa Haines, USA 1991, 124'

 

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film? 

Dopo aver visto questo film sento di poter dire: <<da adesso facciamo sul serio!>> ...infatti, benchè il film di Moretti ci avesse fatto riflettere a lungo, non era certamente tragico...ecco: dopo la visione di questo film nell'aula, guardandoti intorno, vedevi qualche occhio lucido e ti sentivi un pò di "nodo alla gola"... 

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

Dal film trapela questa sorta di definizione di <<paziente>>, colui che deve accettare e (subire) ogni trattamento propinato con distacco e senza troppe spiegazioni e soprattutto senza umanità.

Ciò è di un cinismo assurdo. Quando però è il medico ad essere catapultato dal ruolo di abile chirurgo a quello di "semplice paziente" le cose cambiano... durante le visite e le analisi conosce June una ragazza colpita da un tumore incurabile al cervello e tra loro si instaura una bella amicizia che porta l'irreprensibile dottore a rivedere quello che è stato il suo modo di pensare fino ad allora.  

Ecco quindi che già dal secondo film si vede un grande tema del cin@med.

Questo film conferma l'importanza dell' empatia nella relazione tra medico e paziente. In medicina l'empatia è considerata un elemento fondamentale della relazione di cura che permetterebbe al curante di comprendere i sentimenti e le sofferenze del paziente, incorporandoli nella costruzione del rapporto di cura ma senza esserne sopraffatto. L'empatia nella relazione di cura è stata messa in relazione a migliori risultati terapeutici, migliore soddisfazione del paziente e a minori contenziosi medico-legali tra medici e pazienti. Un buon medico non è colui che alza un muro di incomunicabilità verso i pazienti per difendersi dai sentimenti che essi possono suscitare in lui, così da non correre il rischio di farsi coinvolgere, ma è quella persona che apre gli occhi sui valori dei rapporti umani di comprensione e di solidarietà con i malati, acquistando tratti comprensivi e dimensioni di umana pietà. Spesso basta davvero poco per stare meglio con noi stessi e con gli altri e soprattutto basta poco per rendere felice chi abbiamo vicino: un sorriso,una stretta di mano,un cenno di comprensione. 

 

 

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16 novembre 2010: IL GRANDE COCOMERO di Francesca Archibugi, Italia 1993, 96'

 

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

Non è un film che ho apprezzato particolarmente...

.però ci fa vedere ancora un altro aspetto della medicina e soprattutto dell'essere medico.

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

In questo film la figura del dottore è rassicurante, finalmente siamo difronte ad un medico buono! 

Non è superbo, non indossa il camice, né lo stetoscopio, la vicinanza ai piccoli malati è totale, al contrario di tutti gli altri medici dei film, il senso di superiorità verso i pazienti e verso il prossimo in generale, non esiste.

La passione verso i pazienti è il vero motore che spinge il medico ad andare avanti, l’affetto che nutre per loro è fortissimo (probabilmente perchè colma alcuni suoi vuoti personali...). 

E' un medico che soprattutto ascolta i malati e di conseguenza impara e cresce con loro.... 

 

 

 

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Una gran parte di quello che i medici sanno, è insegnata loro dai malati.

Marcel Proust, I Guermantes, 1920

 

 


30 novembre 2010: LA FORZA DELLA MENTE di Mike Nichols, USA 2001, 99'

 

Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

 

Sicuramente è il film che mi/ci ha fatto soffrire di più...

E' il film che ci ha mostrato la "meccanica" routine ospedaliera: ripetere sempre le stesse domande all'assistito, sommergerlo di esami, analisi ecc.; ci ha mostrato come il paziente diventa una mera cavia sulla quale testare nuove terapie (questo nel caso di Vivien, la protagonista, è dovuto alla gravità del suo cancro e all'inesistenza per questo di cure ordinarie); ci ha mostrato come una figura "umana" (nel senso caratteriale...), rappresentata nel film dall'infermiera Susie, possa essere FONDAMENTALE per la salute psichica dell'assistito.                                   

 

 

La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

 

Le riflessioni che seguono la visione del film riguardano appunto la "meccanicità" con la quale un medico, talvolta, agisce; la gradulale mancanza e infine perdita di sensibilità verso coloro (gli assistiti) che hanno perso la salute "del corpo" e sperano di mantenere almeno quella "della mente" e la dignità.

Mi impegnerò quindi in futuro a non comportarmi come il personale medico rappresentato in questo film e spero che faranno altrettanto i miei compagni-colleghi.

 

 

 

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"Quando noi consideriamo una realtà animata (animale o umana) da un punto di vista o da uno schema di riferimento puramente esterno, senza sforzarci di capirla dall'interno per via empatica, noi la riduciamo allo stato di oggetto."

Carl Rogers, Psicoterapia e relazioni umane, 1965


 

 

22 Marzo 2011: MEDICI PER LA VITA di Joseph Sargent, USA 2004, 110'


Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

 

Questo film mi ha molto emozionata, è un film molto bello che affronta una pluralità di argomenti sia in campo medico che etico e morale....


La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

 

Innanzi tutto la visione del film mi ha fatto "rivalutare" la figura del medico-CHIRURGO, io ho sempre creduto i chirurghi più dediti alla meccanica del corpo umano che ad altri aspetti... in realtà da questa storia si colgono molte qualità che invece i chirurghi devono avere: il coraggio, la precisione, l'umiltà.

La storia che questo film ci racconta inoltre è una storia vera e quindi più realistica delle altre mostrate nei precedenti film...si vedono meno personaggi "esasperati" nei loro difetti; infatti in questo film anche coloro che hanno comportamenti sbagliati piano piano si trasformano, sono personaggi dinamici e dunque positivi.

Inoltre le conclusioni che questo film ci fa trarre sono che, c'è quasi sempre una speranza e se ci affidiamo anche all'esperienza degli altri tutto può andare per il meglio.
 

 



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5 Aprile 2011: L'OLIO DI LORENZO di George Miller, USA 1993, 129'


Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

 

Anche questo film affronta temi molto importanti su cui è necessario riflettere se si spera di diventare un giorno dei buoni medici...



La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

 

 

Il film tratta il difficile e delicato tema delle malattie rare.... e purtroppo mostra che la medicina non è esente dalle logiche di mercato. 

Trovare fondi e sovvenzioni per le ricerche su malattie poco diffuse è molto più complicato, poiché hanno un riscontro umano ed economico più limitato.

Il comportamento dei medici del film, e nello specifico del Professor Nikolais, è corretto fino in fondo e credo condivisibile da un qualunque professionista che opera nell'ambito scientifico.

Non si può pensare che un medico approvi terapie basate su tentativi e deduzioni del primo arrivato; una cura fruibile da tutti deve avere garanzie molto maggiori di un singolo risultato positivo, specie quando si tratta di avere tra le mani la vita delle persone.

 



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19 Aprile 2011: PATCH ADAMS di Universal, USA 1998, 115'


Che ti senti di dire dopo aver visto questo film?

E' un film che mi è piaciuto ed è piaciuto molto... Serio, ma allo stesso tempo può far divertire...




La visione del film che riflessioni ha indotto sulla tua idea della professione medica?

 

Un medico come Patch è un modello per tutti coloro che credono nella medicina.

Avere rispetto del paziente, donare speranza, regalare un sorriso: sono tutti gli ingredienti vincenti per diventare un buon medico.

C'è un forte bisogno di medici come “Patch”, che sono in grado di instaurare un contatto con il paziente che vada al di là della cura del “danno organico”, che sia in grado di andare oltre la malattia e vedere la persona nel suo insieme, con i suoi sogni, le sue paure e le sue speranze.

Un esperienza come questa la si può vivere in parte andando al Meyer dove molte persone mettono in pratica gli insegnamenti di questo grande medico.





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