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Tracce del percorso di Editing Multimediale

Page history last edited by marina.clerici@... 11 years, 7 months ago

Tracce del percorso di Gian Francesco Camatta

 

Quando all’inizio del percorso Andreas ci ha detto che i contenuti sarebbero emersi strada facendo, sono rimasto un po’ perplesso. Non mi erano chiari gli obiettivi del corso, ma ho pensato che li avrebbe proposti un po’ alla volta. La richiesta iniziale di aprire un proprio ‘blog’ e di inserire i ‘feed’ dei compagni di corso utilizzando un aggregatore, non si potevano però considerare dei ‘contenuti’, piuttosto degli strumenti. Si incominciava però a intravvedere il vero significato del corso, che si è andato rivelando con la lettura di “Coltivare le connessioni”.

 

Cogliere il significato di “stare on-line” è stata la prima conferma. Stare on-line può significare considerare la rete come una grande biblioteca-discoteca-videoteca-ludoteca-negozio-ecc. a cui accedere per appropriarsi di qualcosa. Ma non solo questo, è molto di più: è la possibilità di connettersi e mantenersi in contatto con altre persone, con i pari con i quali intessere relazioni di scambio, di collaborazione e di cooperazione su argomenti o progetti di comune interesse, o con figure autorevoli, maestri, dai quali trarre insegnamenti e ai quali trasmettere la nostra esperienza e dalla quale possano trarre a loro volta insegnamenti. Connessioni che vanno coltivate. Andreas porta la bella metafora del mezzadro che ogni giorno fa visita al suo orto(dalle mie parti erano più le donne a occuparsi dell’orto)  e controlla  che tutto sia a posto e se è il caso interviene innaffiando, togliendo erbacce, trapiantando, ecc. Le nostre connessioni come l’orto. Coltiviamo ciò che ci interessa, ciò di cui abbiamo bisogno. Effettivamente, partecipando alla “blogoclasse” cioè leggendo quotidianamente i blog dei compagni di corso e di altri “infiltrati”, le pagine wiki e partecipando ai sincroni su WiZiQ i contenuti un poco alla volta sono emersi. Le discussioni si sono sviluppate intorno ad argomenti come: “perché un blog?”, “nativi e immigrati digitali”, “ il copyright”, “life long learning”, etc.

 

Devo dire che inizialmente ho avuto qualche apprensione. Vedere il ritmo con cui venivano proposti argomenti e commenti mi preoccupava. Mi dicevo: «Come farò a seguire tutto?» Cercavo di leggere tutto, qualche volta commentando a caldo, più spesso rimandando il commento ad un altro momento. Ma tornarci in un secondo momento non era la stessa cosa. Volevo seguire tutto, non perdermi niente e in realtà mi stavo disperdendo. Mi rendevo conto che il compito era troppo impegnativo per le mie forze. Avvertivo il timore di non essere all’altezza. Poi mi sono ricordato di un pensiero di Andreas in “Coltivare le connessioni”: «(…) può venire molto facilmente l'ansia di non poter affrontare una quantità così grande e soprattutto di perdere qualcosa nella vastità della quale non si scorgono i limiti. Un altro effetto della scolarizzazione: voler vedere i limiti del territorio, (…) voler saper tutto ciò che serve. Questa è una malformazione di origine scolastica. La vita non è così. Mai».

Mi sono preso una pausa. Continuavo a leggere i post dei colleghi e a commentare solo quando ne sentivo il bisogno. Ho riflettuto e cercato di curare meglio il mio Blog.

 

 

Erano arrivate nel frattempo altre proposte di compiti da svolgere:

  descrivere la propria attività professionale,

  la propria visione della materia di editing multimediale e

  condividere le proprie eventuali esperienze pregresse al fine di trasformarle in patrimonio comune della classe. 

  ampliare l’orizzonte, individuando alcuni obiettivi di interesse nei contesti di insegnamento

  ricercare strumenti per raggiungere gli obiettivi nel campo delle “Open source”

  realizzare semplici esperienze utilizzando gli strumenti reperiti

  discussione finale per far emergere cosa è cambiato in ogni studente

 

 

Ho trovato particolarmente utile uno strumento per tener traccia di pagine visitate in rete, trovate interessanti. Una specie di segnalibro (bookmark).  Ancora non ho avuto il tempo di fare una selezione accurata di siti che mi interessano ne di curare l’etichettatura di quelli inseriti, ma ad ogni modo quanto fino ad ora tracciato si trova in camattgf's Bookmarks di Delicious. Si arricchisce via via che trovo o mi segnalano siti interessanti. La condivisione dei bookmarker diventa un modo di selezionare risorse della rete senza doversi avventurare in ricerche faticose e spesso sterili. 

 

 

Ho provato ad usare Jing, un software per catturare immagini sullo schermo con il quale ho realizzato due piccoli video  (ancora in forma di bozza) utilizzando “applet” sull’elettromagnetismo, argomento trattato i quei giorni a scuola con due classi terze. Il risultato non mi soddisfa e questo è il motivo per cui non li ho ancora condivisi.

In passato ho già avuto l’occasione di utilizzare un software di video editing, “movie maker” per realizzare una video-lettera a mia figlia. Non mi è sembrato opportuno però metterlo in condivisione. 

 

 

Di seguito elenco alcuni link che rimandano ad altrettanti commenti a discussioni aperte dai compagni di percorso:

http://infomedfi.pbworks.com/diario_iul_dei_contenuti_emergenti

http://infomedfi.pbworks.com/Ritorno-in-classe

http://iamarf.wordpress.com/2009/05/07/999/

http://agrestiromina.blogspot.com/2009/05/wikidicarta.html?showComment=1243950431105#c5522977117820811362

http://cooperativelearnignlim.blogspot.com/2009/04/intrecciare-i-corsi.html#comments

http://cooperativelearnignlim.blogspot.com/2009/03/la-scuola-secondo-me.html#comments

http://noiul.blogspot.com/2009/05/e-tempo-di-bilanci.html#comments

http://noiul.blogspot.com/2009/03/leggendo-il-post-di-claudia-il.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/editing-multimedialeche-sara-mai.html

http://speculummaius.wordpress.com/2009/04/26/potevano-mancare-i-digital-naif/#comments

https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6340104580155498853&postID=6056504457159434975

https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6340104580155498853&postID=6617304085881815677

http://annadipalma.blogspot.com/2009/04/lettera-al-ministro-gelmini.html#comments

http://letizia-laetitia.blogspot.com/2009/05/letargo.html#comments

http://tarantilla.wordpress.com/2009/04/02/confusione-triste/#comments

(quelli che ho rintracciato) 

 

 

Riconosco che la blogoclasse dando la possibilità a tante persone di tenersi in contatto in uno spazio comune rappresentato dall’aggregatore ha svolto una funzione molto importante. Aggregare i feed, al di là della funzione tecnica, diventa una modalità di aggregazione di persone, con le loro idee, proposte, riflessioni. Ha voluto dire scambiare esperienze, verificarle con gli altri, sentirsi sostenuti da una comunità nel provare nuovi strumenti, sentire il calore di un sincero apprezzamento quando riesci nel compito. Qualcuno ha dato sfogo alla propria creatività compressa rassicurato dal clima accogliente della blogoclasse.

In tre anni di IUL (pur essendo una università innovativa) non avevo mai visto fare tanto uso di immagini, suoni, slide e soprattutto video con la loro potenza espressiva (che a volte vale più di tante faticose pagine), che giunge alla nostra mente attraverso diversi canali e perciò tanto efficace.

 

Per concludere, mi sento di dire che questo corso mi è piaciuto veramente. Mi è piaciuto per la sua impostazione, per la libertà lasciata ai “corsisti”, perché sono emersi realmente contenuti formativi. Mi è piaciuto perché ho imparato a servirmi della rete (blog, feed, bookmarker, blogoclasse, ecc.) in modo nuovo, a connettermi con altre persone, a scegliermi le mie connessioni e coltivarle, a scegliermi i maestri, a costruirmi il mio PLE. Un corso che non si conclude con l’esame ma che continua con i ritmi che mi sono più congeniali sui contenuti che mi interessano.

 

Cosa ho detto? Scegliersi i maestri? Ma ci rendiamo conto di quali potenzialità può offrire la rete?

 

Grazie Andreas

Gian francesco camatta

 


Quanto segue è stato scritto a più mani da Claudia Guido e Danilo Moine, rielaborando il materiale presente nei vari blog, wiki e daily.

 

Documenti, riflessioni, commenti, perplessità, cambi di prospettiva tratti dai blog degli studenti IUL a proposito di “web 2.0 ed ambienti di apprendimento”.

 

L'introduzione delle tecnologie multimediali, l’utilizzo progettato di strumenti audiovisivi e l'uso del computer nella didattica non possono essere ridotti a sterile fruizione audiovisiva, a puro tecnicismo o a semplice alfabetizzazione informatica, staccata dagli aspetti formativi. Va recuperata, invece, la dimensione qualitativa, il che vuol dire:

  • attenzione alle logiche
  • possesso dei linguaggi
  • riflessione sugli aspetti cognitivi e relazionali
  • valenza formativa
  • padronanza delle tecniche ed uso qualitativo.

L'acquisizione dei linguaggi multimediali deve servire a “mediare” un diverso rapporto con se stessi, gli altri e la realtà esterna per poter meglio agire nel “mondo della vita”. Più che accontentarsi di una generica e preliminare didattica multimediale, si dovrà pensare ad esplorare la multimedialità nei suoi contenuti formativi e a connetterla con:

  • una didattica sperimentale, razionalmente impiantata
  • un apprendimento significativo ed autodiretto da parte dell'allievo.

È possibile elaborare una tassonomia sulle modalità con cui realizzare concreti usi positivi della tecnologia in classe:

  • mettere a disposizione degli alunni più mezzi espressivi e sfruttare le loro potenzialità specifiche in un’ottica multimediale
  • favorire processi cognitivi di tipo associativo e flessibile (confronto tra differenti prospettive di rappresentazione della realtà)
  • creare un "angolo multimediale" dove sperimentare l'integrazione tra i diversi linguaggi della comunicazione
  • inserire gli alunni meno motivati in un nuovo contesto al fine di ottenere maggiore interesse per l'ambiente scolastico
  • dare la possibilità agli studenti di scoprire le loro attitudini interagendo con un ambiente che comporta molteplici ruoli e competenze
  • sostituire l'apprendimento fine a se stesso con attività che rendano gli studenti artefici del proprio operato, li motivino alla partecipazione e alla collaborazione
  • eliminare la "sindrome del prodotto finito" che spesso induce gli insegnanti ad intervenire rigidamente sul processo creativo degli alunni per accelerare i tempi di lavoro e riportare i contenuti negli ambiti previsti.
  • favorire lo scambio comunicativo all’interno e all’esterno della classe, utilizzando la rete e i social software.

Si  può insegnare ad apprendere con le tecnologie?

Le persone apprendono  solo ciò che per loro è significativo, questo processo richiede impegno, sforzo e soprattutto non è fondato sulla ripetizione ma sull’azione.  La conoscenza è tale se poggia sulla ricerca di soluzioni ai problemi in una comunità di pratica, infatti l’apprendimento significativo è caratterizzato da: investigazione, esplorazione, scrittura, costruzione di modelli, comunicazione, progettazione, visualizzazione, valutazione. Le tecnologie costituiscono un mezzo per costruire conoscenza non per riprodurla, rifuggono dalla ripetizione, esigono  collaborazione non competizione, infine richiedono riflessione. Se il loro uso è orientato verso questi fini, saranno impegnati processi di pensiero di ordine elevato: causale, analogico, espressivo, esperienziale, di problem solving. Le tecnologie supportano l’apprendimento non solo quando soddisfano un bisogno di apprendimento, ma anche quando l’interazione è controllata dalla persona che apprende; esse costituiscono il contesto ottimale per il learning by doing. L’uomo impara a contatto con altre persone, la conoscenza non è contenuta nella propria mente ma in quella di tutti, negli artefatti, nella cultura in tutte le sue espressioni.

Resta da chiederci attraverso quali vie apprendano gli studenti. Secondo la teoria gardneriana delle intelligenze multiple, attraverso vie interpersonali, spaziali, logiche, intrapersonali, musicali, linguistiche, naturalistiche, corporali, cinestesiche; ma non deve essere dimenticato il fatto che essi sono studenti digitali. Ciò significa che le loro menti sono probabilmente differenti da quelle degli immigrati digitali a causa dell’input che hanno ricevuto; essi infatti sono avvezzi all’uso di ogni genere di tecnologia con la quale sono in grado di creare, consultare e spartire materiali con gli altri. La scuola pare non riuscire a destare interesse negli alunni, essi studiano quanto basta per superare gli esami, non si sentono coinvolti nel loro processo di apprendimento, spesso non pongono domande ai docenti, cercano piuttosto le risposte utilizzando la tecnologia ed i motori di ricerca. Non è più possibile trascurare che molti adolescenti vivono quasi in simbiosi con la tecnologia, basta pensare alle opportunità offerte dai video-audio telefonini, dagli Ipod, dagli strumenti della rete. Il telefono cellulare non è più esclusivamente un mezzo pratico di comunicazione, ma è quasi una protusione di se stessi, archivio delle proprie memorie e dei propri affetti. Questo tipo di utilizzo delle tecnologie determina modalità cognitive diverse rispetto alle generazioni cresciute esclusivamente con la cultura del libro caratterizzata da linearità, disposizione trasmissiva e gerarchica delle conoscenze. Le nuove generazioni presentano la capacità di utilizzare linguaggi diversi, di cogliere più codici contemporaneamente; ciò non può essere ignorato dalla scuola che è chiamata a pensare come creare un circuito efficiente tra se stessa, famiglia, società in modo da permettere ai ragazzi di trasformare le potenzialità dei mezzi tecnologici in effettive possibilità formative, rifuggendo dall’idea che i medium siano esclusivamente fonte di evasione e divertimento.

I ragazzi sembrano non avere difficoltà nella costruzione di reti sociali, essi sono sempre più produttori di media, non temono l’esposizione personale, amano raccontarsi in rete, osano intraprendere strade nuove senza timori del giudizio e della valutazione.

Ai ragazzi dalla scuola, viene comunque richiesta competenza, questa presuppone spirito critico, consapevolezza, creatività, capacità di discernere reale da virtuale. Diventa allora importante il ruolo dell’educazione nel fornire i mezzi per valutare criticamente le informazioni.

Come  usare la tecnologia in modo più efficace sfruttando il web 2.0?

Il podcasting per esempio è un sistema che permette di scaricare in modo automatico documenti (generalmente audio o video) chiamati podcast, utilizzando un programma generalmente gratuito.

Utilizzare le tecniche di podcasting vuol dire avere la possibilità di produrre file che contengano discorsi, lezioni, suoni, video, audio e che possono essere letti tramite diversi dispositivi.

Attraverso il podcast il sapere e l'apprendimento diventano mobili, seguono l'allievo coinvolgendolo nella produzione, ma anche nella fruizione (recupero, pronuncia, possibilità di risentire una lezione, ripasso). Anche il cellulare è un mezzo dalle potenzialità didattiche. Cosa si può insegnare con il cellulare? Il linguaggio, la letteratura, la poesia, la storia, la geografia, potrebbe inoltre essere usato per sondaggi, esperimenti, tutoraggio tra pari, presentazioni.

Un’altra potenzialità è costituita dalla LIM. Brevemente si può dire che essa consente opportunità di continuità con l’esperienza sensoriale, sia tattile sia di visualizzazione-manipolazione, del bambino; offre multimedialità ossia una pluralità di approcci e di linguaggi diversificati a seconda delle molteplici intelligenze. Il suo uso è orientato al fare, secondo i modelli di learning by doing e di scrittura collaborativa; rappresenta inoltre un ausilio ed un supporto, è un amplificatore degli apprendimenti, è uno spazio sociale ed un ambiente di comunicazione.

 

Anche le opportunità di DELICIOUS devono essere prese in considerazione in quanto le potenzialità che emergono da questa folksonomy (raccolta di materiali "taggati") riguardano in modo particolare la rappresentazione e l'organizzazione delle proprie conoscenze e la loro condivisione. I tag si alimentano attraverso le attività di ricerca che il soggetto conduce in base a specifici interessi ed esigenze; essi hanno una loro durata temporale e contestuale e il valore del tag dipende dall'uso condiviso da parte di più utenti. Si tratta di un vero e proprio processo di apprendimento attraverso il quale, grazie all'esplorazione, all'analisi, alla scelta delle risorse e all'assegnazione delle etichette l’individuo crea ed evolve una propria identità. Nell'orizzonte del web 2.0, i social bookmarking diventano strumenti di condivisione delle conoscenze; si può accedere a risorse selezionate da altri utenti e possono essere visitati e commentati i siti degli altri membri. I servizi di social bookmarking possono venire utilizzati come alternativa ai normali motori di ricerca, dal momento che tengono traccia di chi ha creato il tag e consentono l’accesso ai bookmark della persona, fornendo così la misura della popolarità di quella risorsa.

Dunque l’atto della ‘taggatura’ possiede un valore pedagogico, in quanto restituisce all’utente un feedback sul senso dell’informazione che si sta memorizzando; inoltre i social bookmarking hanno utilità anche come strumento di condivisione di risorse con studenti all’interno di un corso, ad esempio, per la stesura di documenti a più mani (magari con Google documenti).

Un altro elemento interessante è la strutturazione dei tag sotto forma di cloud,  le nuvolette (e chi di noi non le ha utilizzate nel proprio blog?) che visualizzano le parole con una dimensione proporzionale alla popolarità del tag medesimo, fornendo così un feedback sul numero di persone che hanno utilizzato quella particolare parola chiave. Ciò che emerge dall’uso di questi sistemi è visto da alcuni come un primo avvio di Web semantico realizzato dagli utenti.

Il valore aggiunto di questi strumenti web2.0 consiste nel fatto di decidere il valore e il significato delle risorse in modo trasparente e condiviso e di sottrarre, agli esperti e agli algoritmi utilizzati dai motori di ricerca, l’appannaggio della catalogazione e della significazione delle fonti del sapere.

Dunque cosa diventerà l'ambiente di apprendimento on-line? Il web sta diventando il più grande luogo di convergenza degli esseri umani, le tecnologie sociali consentono alle persone di raggiungere informazioni, conoscenza e persone che non si sarebbero mai contattate offline. Il web è un mezzo che connette coloro che vogliono imparare e coloro che sono disposti a condividere utilizzando terzi luoghi, tecnologicamente connessi, disordinati, decentralizzati e non strutturati quali possono essere i blog, i wiki e i social network come facebook, ning, twitter.

 

Il blog sta diventando uno degli strumenti del web 2.0 più usati in campo educativo; esso stimola gli studenti a “provare” a scrivere, li motiva a raccontare esperienze personali, a commentare e riferire eventi senza imporre restrizioni, né regole che obbligano a seguire standard prefissati. Ogni autore può esprimersi liberamente, ricevere feedback da altri studenti, da insegnanti,  da genitori o da inattesi visitatori e gestire in modo originale e personale uno spazio virtuale.  I docenti possono a loro volta monitorare i progressi ed i cambiamenti dei propri alunni senza ricorrere a valutazioni prestazionali spesso causa di scarso amore per l’espressione scritta. Il blog di classe inoltre, può essere uno strumento utile per il recupero di lezioni in caso di assenza e per favorire il sostegno e l’ aiuto reciproco.

Sono sempre più frequenti blog creati da insegnanti i quali li utilizzano per documentare esperienze della propria classe, per proporre spunti operativi o semplicemente per consentire ai bambini un primo accesso scrivendo i loro commenti:

 

http://lamaestravisaluta2.blogspot.com/

http://spicchidilimone.blogspot.com/

http://splashragazzi.splinder.com/

http://laurap.splinder.com/

http://www.albertopiccini.it/

Scuola Primaria:

http://scuolalombry.splinder.com/

http://blog.scuolaer.it/blog.aspx?IDBlog=2853

http://blog.scuolaer.it/blog.aspx?IDBlog=2905

Scuola Infanzia:

http://blog.scuolaer.it/maternacarignanoviaforneri

http://blog.scuolaer.it/maternacarignanoviatappi

http://blog.scuolaer.it/maternaosasio

 

A proposito del fenomeno Facebook è interessante segnalare un libro che espone alcune considerazioni in merito: “Facebook: domani smetto” di Alessandro Q. Ferrari: alcune  persone si accostano in modo più o meno casuale a Facebook e – dopo qualche approccio – ne rimangono fagocitate, dedicando al “social network” un tempo eccessivo, col rischio di perdere amici, familiari e, in taluni casi, persino il lavoro. Dopo gli incontri virtuali sulla rete alla fine, molti dei protagonisti, s’incontrano; la  storia non avrà per tutti un lieto fine, anzi questo arriverà soltanto per quelli che riescono a lasciare Facebook. L’autore propone due problemi fondamentali: il primo è rappresentato da un’ipotetica e già antica questione, cioè la dipendenza da Internet che isola, chi ne è vittima, dal mondo reale. Il secondo problema, che  è al centro di uno studio sociologico su Internet avviato da Tim Jordan, riguarda il  cosiddetto “information overload al quale contribuirebbe anche Facebook. Si può concludere dicendo che solo quando il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i momenti di riposo, di silenzio e di riflessione, necessari per un modello di vita equilibrato (la disconnessione fa persino bene alle connessioni – Andreas Formiconi).

 

A conclusione possiamo porci due domande:

cos’è il paradosso del Web 2.0? La scuola dopo le nuove tecnologie?

Alla prima domanda rispondiamo dicendo che è il paradosso vivente di una società che, mentre apprende ed applica le nuove regole del comportamento e della comunicazione attraverso la rapida crescita di Internet, fallisce nella sua maturità e capacità di rendere concrete queste nuove scoperte nel mondo dell'educazione e dell'apprendimento.

Alla seconda rimandiamo la risposta che Biondi dà nel suo libro: “la scuola in una mano”, un auspicio di inversione di prospettiva rispetto ai problemi legati all’utilizzo delle tecnologie nella scuola. Si afferma che la società delle ICT e la scuola sono molto distanti ed è quindi necessario che le tecnologie, da sussidio, diventino trasparenti affinché siano catalizzatori dell’azione didattica e dell’apprendimento.

Fonti da cui è stato tratto il materiale rielaborato:

http://www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it/?p=396

http://manubra.blogspot.com/2009/03/web-20-il-blog.html

http://pierluigitavella.blogspot.com/2009/04/la-competenza-digitale-dei-digital.html

http://www.slideshare.net/gmarconato/dalla-trasmissione-di-informazioni-alla-costruzione-di-conoscenza?type=presentation

http://pierluigitavella.blogspot.com/2009/04/un-intervento-davvero-significativo.html

http://pierluigitavella.blogspot.com/2009/03/rivoltella-la-lim-in-prospettiva.html

http://pierluigitavella.blogspot.com/2009/03/una-metafora-per-il-web-2.html

http://pierluigitavella.blogspot.com/2009/03/new-media-e-ambiente-di-apprendimento.html

http://pierluigitavella.blogspot.com/2009/03/dal-web-al-web-20.html

http://pierluigitavella.blogspot.com/2009/03/social-network-connessioni-e.html

http://emscuola.blogspot.com/2009/03/vai-con-il-web-20.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/socializzare-conoscenza-e-interessi.html  

http://noiul.blogspot.com/2009/03/web-20-tools-in-your-classroom.html

http://emscuola.blogspot.com/2009/03/podcast.html

http://paola-unapersonatantiruoli.blogspot.com/2009/04/strumenti-per-apprendere-nel-web-20.html

http://paola-unapersonatantiruoli.blogspot.com/2009/03/delicious-come-ambiente-di.html

http://manubra.blogspot.com/2009/03/chi-sono-i-nativi-digitali.html#comments

http://tarantilla.wordpress.com/2009/04/18/328/

 


Questo, invece, è l'intervento di Letizia Frizziero:

 

 

Il 14 aprile citavo: "TUTTOSCUOLA FOCUS" n. 281/387 della settimana precedente perché volevo evidenziare l’attenzione sempre più importante che si sta rivolgendo al rapporto scuola-tecnologie, anche se a mio avviso sarebbe meglio capovolgere i termini!.  Si evidenzia:

 

Un giorno di scuola nel 2020: la nuova frontiera dell'apprendimento.

 

Man mano che passa il tempo la frontiera dei futurologi della scuola si sposta in avanti. Tuttoscuola in un convegno del novembre 2004 (Genova, Fiera ABCD), aveva cercato di immaginare la scuola futura ad una ragionevole distanza di anni, ponendo un interrogativo: "2015: fine della scuola?" e prefigurando una possibile evoluzione in direzione dell'homeschooling, di forme di apprendimento individuale realizzate in tutto o in parte al di fuori dell'istituzione scuola tradizionale.

 

Più o meno allo stesso periodo appartiene uno studio dell'OCSE sugli scenari evolutivi dei sistemi educativi nel 2020. Si ipotizzavano tre scenari, tutti in diversa misura fortemente innovativi - si potrebbe dire post-istituzionali - e tutti fortemente condizionati dallo sviluppo delle nuove tecnologie.

Nella stessa ottica si sono posti ora, a distanza di cinque anni, il convegno dell'ADi svoltosi a Bologna il 27-28 febbraio 2009 ("Da Socrate a Google") e quello promosso a Torino la scorsa settimana [a fine marzo] ("Un giorno di scuola nel 2020"), organizzato dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo.

 

In comune i due convegni hanno avuto la regia di Norberto Bottani, alcuni relatori di fama internazionale e un notevole successo di pubblico (oltre 500 partecipanti in entrambi i casi). Ciò che è emerso in questi convegni è la conferma del perdurante ritardo dell'Italia per quanto riguarda la diffusione e l'utilizzo delle nuove tecnologie sia a livello scolastico sia a livello familiare (esclusi i telefoni cellulari, peraltro da noi vietati in classe).Ma il cambiamento, come hanno spiegato i diversi relatori, è inarrestabile e irreversibile, e gli insegnanti di oggi, compresi i molti che saranno ancora in servizio nel 2020, devono prepararsi all'idea di operare in nuovi contesti (luoghi fisici diversi dalla classe) e con modalità didattiche e attrezzature molto più mirate all'apprendimento individuale, anche in forme e con tempi diversificati, resi possibili dall'imponente sviluppo delle tecnologie dell'informazione.

 

         Il tema non è nuovo per la testata che, come ricordato, già nel 2004 aveva lanciato al salone della scuola di Genova il tema: 2015, fine della scuola? (http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.fcgi?ID=3549&)  evidenziando come alcune tendenze in atto a livello internazionale e nella società italiana prefigurano per l’educazione uno scenario, nel volgere di pochi anni, del tutto inedito, e pongono un interrogativo per certi versi inquietante: la scuola rischia di essere messa fuori gioco, percepita dagli adolescenti di domani come un’istituzione inutile?

         Oggi la situazione a mio avviso è molto più complessa perché assistiamo al consolidarsi della diffusione del Web 2.0 e il gap si allarga a ritmo esponenziale.

Il concetto di web 2.0 è nato durante una sessione di brainstorming realizzata tra Tim O’ Reilly, uno dei massimi esperti di Internet, in cui i partecipanti hanno iniziato a riflettere in termini di contrapposizione vecchio/nuovo su alcuni dei fenomeni più diffusi in rete:

Web 1.0

 

Web 2.0

mp3

-->

Napster

Britannica Online

-->

Wikipedia

Siti personali

-->

blogs

editoria

-->

participazione

Sistemi di gestione dei contenuti

-->

Wikis

 

 

 

       

 Da un punto di vista strettamente tecnologico, il Web 2.0 è del tutto equivalente al Web 1.0;  la differenza, più che altro, sta nell'approccio con il quale gli utenti si rivolgono al Web, che passa fondamentalmente dalla semplice consultazione (seppure supportata da efficienti strumenti di ricerca, selezione e aggregazione) alla possibilità di contribuire popolando e alimentando il Web con propri contenuti.   

Cfr.: http://www.scuoladisistema-confindustria.it/studi-e-ricerche/plonearticle.2007-01-30.1140323880/

         Una simile rivoluzione è destinata ad influenzare fortemente i processi di comunicazione anche dentro le aule. E non solo. Molti di questi nuovi strumenti di seconda generazione sul web possono rivoluzionare anche il nostro modo globale di lavorare, progettare, fare formazione.

Cfr.: http://www.columba.it/2008/11/04/web-20-scuola-didattica-rete-i-materiali-di-littlepan/ e il lavoro di Angelo Panini: www.slideshare.net/littlepan

         Al solo scopo esemplificativo richiamo la presentazione di Pierfranco Ravotto  che riporto sul mio blog: http://letizia-laetitia.blogspot.com/ ove si possono cogliere a colpo d’occhio le potenzialità e le flessibili spendibilità delle risorse, molto spesso open e free oggi a disposizione. Solo a titolo d’esempio si pensi alla semplicità di Twitter. E’ una piattaforma web attraverso cui si possono pubblicare brevi messaggi di testo, non più lunghi di 140 caratteri. Le parole, le frasi e i pensieri che si affidano alle pagine di Twitter possono essere letti anche dagli utenti "amici", oppure si possono spedire via instant messaging, via e-mail o via SMS direttamente sul cellulare. Viene usato soprattutto come livestream device, ovvero come strumento per descrivere, brevemente e in tempo reale, i momenti, gli episodi e le sensazioni della giornata. Una sorta di breviario virtuale... vengo dalla scuola dell’infanzia e penso a quanta spendibilità ed utilità avrebbe lo strumento già dai primi momenti di scuola ad esempio per comunicare con i genitori dei bambini, creando canali diversi per condividere risultati didattici, iniziative, scadenze, incontri.

Questo spazio, nato tra l'altro anche per esigenze didattiche, si sta, invece, rilevando un qualcosa di importante e personale, uno spazio libero e riservato, intimo e condiviso, un qualcosa di cui sono diventata persino orgogiosa e gelosa... Così arrivo a pensare che un percorso pensato come limitato e finito, sia invece una stada infinita e così aperta e flessibile da seguirti sempre ed ovunque.

 

Forse è questa la definizione di editing multimediale a cui sinora non ho messo l'etichetta. Spiegare il concetto solo con il mero significato dei termini è riduttivo ed improprio: l'editare usando la mutimedialità, non coglie lo spessore senza limiti delle potenzialitita di un utilizzo di questi strumenti.

Non si tratta solo di trasmettere e ricevere, aggiungiamo anche condividere, notizie; si tratta, invece, di potersi immergere, a tutto tondo, nella comunicazione, usare codici e canali diversi, muovesi con disinvoltura nei plurimi ambienti con strumenti che ti permettono l'uso di linguaggi diffrenti ed in situazioni che possono farti assaporare l'idea della bilocazione, trilocazione, ...plurilocazione.

 

Ma il vero prodigio è insito nella lettura socio-politica della situazione, non si tratta di raffinati e costosi strumenti a disposizione di pochi, dei potenti o di chi può permetterselo, ma di tutti come se la comunicazione - è forse è proprio vero - e la condivisione fossero uno dei primi ingredienti della democrazia.

 

E tutto questo è ancora un aspetto, manca la più importante delle possibilità, a mio avviso, la capacità di portare in comunità anche le emozioni, le sensazioni, il vissuto, quella parte di noi che più difficilmente socializziamo nella comunicazione.

 

            Credo che questa mia posizione-confessione sul blog sia proprio la testimonianza di un percorso di lavoro condotto semplicemente ri-flettendo su tutta la mia storia recente e ripensando anche a quanto ho appreso alla IUL in corsi precedenti tanto che ho reso operativa una situazione solo sfiorata passando dalle conoscenze alle competenze (poche… ma implementabili!).

 

Il problema che stiamo toccando, secondo me, è il vero problema fondante sulla possibilità di cambiare e rendere efficace l’istituzione scolastica. Un modello pensato e concepito nell’ottocento non può essere ancora lo scenario attuale quando ogni aspetto della vita contemporanea ha assunto volti e modalità diversi. Infatti continuiamo, spero in buona fede, a voler agire miglioramenti sulla scuola aggiustando il sistema. Credo invece che il punto di forza sia investire sulla micro-modifiche del quotidiano da parte dei singoli operatori. La scuola da istituzione deve porsi come agenzia, viva e vitale, in grado di gestire il cambiamento da dentro, farlo nascere da sè e non subirlo. Anche le TIC hanno prodotto allargamento del gap se proposte dal di fuori. Forse la chiave che stiamo recuperando da questo percorso ci fa intervenire dal di dentro…

 

Una bambina, graziosa, capace e diligente, appena appreso a compitare e raggiunta la sicurezza nello scrivere voleva continuare ad usare la matita.

Tutti i compagni si fregiavano dell'alta dignità della biro, ostentando una raggiunta esperienza e sicurezza, anche se le loro produzioni erano sicuramente più semplici e di minor qualità, mentre lei, non si sentiva sicura nell'usare questo strumento. Sembrava una paura di far danni o un continuo timore di sbagliare senza l'ausilio della gomma!

Lo strumento, nella sua efficienza tecnica, invece che risorsa ed opportunità era limite e barriera.

Anche a me è capitato così nei confronti dei prodigiosi mezzi delle TIC e solo ora riesco a liberarmi e ad ... usare la biro.

Ma ho anche capito il valore formidabile della pedagogia dell'errore; sbagliare, cogliere i propri insuccessi, ritornare, risolvendo i propblemi incontrati, sul proprio lavoro è una formidabile metodologia per crescere, per motivarsi, per capire i fondamenti, per stupirsi, come il bel bimbo qui a fianco, e andar oltre. Per crescere...

 

         C’era un qualcosa che mi bloccava e mi impediva l’evoluzione del mio essere digitale, era l’immigrazione ancora non ben accettata, era il timore che la connessione fosse irreversibile e i tentacoli psicologici della rete soffocassero la dimensione creativa, relazionale, sensitiva di ciascuno di noi. Ho scoperto, invece, che le possibilità offerte da questi strumenti stanno modificando radicalmente la comunicazione sul web, sempre più bidirezionale, personalizzata e partecipativa, ed il profilo degli utenti, che, attraverso il web stesso, lavorano, imparano e si relazionano in un modo completamente nuovo.  Sono i motivi che hanno fatto nascere la mia Storia semplice , autobiografia di una crescita che Andreas ed Enrico hanno ripreso rimotivando la mia uscita dal guscio:

iamarf 1:33 pm on Aprile 14, 2009

Mi piace molto la storia semplice di Letizia.

Ho sempre trovato assurda la demonizzazione dell’errore.

Instillare in un giovane un esagerato timore dell’errore significa precludergli la possibilità di conoscere.

Avere commesso un errore significa avere un’informazione certa, che è un gran bel regalo per la condizione umana.

L’errore è un formidabile strumento di conoscenza.

Anche la conoscenza scientifica è fondata sull’errore. Non abbiamo altro modo di confrontare i nostri pensieri con “l’esterno” che mediante l’errore. Non esistono teorie giuste ma solo teorie sbagliate. Le teorie sono “giuste” solo in quanto non sbagliate. Anche dopo mille verifiche positive, la prima volta che una teoria viene confutata diventa subito sbagliata.

http://infomedfi.wordpress.com/page/2/

                   ensitta ha detto...

Bellissima la pedagogia dell'errore.

Mi piace!!! Occorre insegnare educando a convivere con l'errore! quanta fatica. Incontro classi che dell'errore fanno il motivo di beffa dei compagni o del compagno. Sai quante ore in apprendimento cooperativo occorre fare per bilanciare una classe abituata allo scherno della persona che erra??

La pedagogia dell'errore è quella che ci rende tutti più simili, più uguali e più umani, anche gli insegnanti; è quella che permette agli alunni di stare in classe senza pregiudizi e senza paure; è quella che fa dell'errore l'occasione per tutti per avere qualcosa su cui fermarsi, discutere, condividere, ripartire. Errori. Quanti errori? Quali errori? Grammatica, lettura, calcolo, risoluzione dei problemi, ma anche offese, spinte, parolacce... errori.

Se non ci fossero... occorrerebbe inventarli

ciao ciao

http://cooperativelearnignlim.blogspot.com/

 

 Voglio qui riprendere la poesia  Ossi di seppia  di Eugenio Montale

 

Cigola la carrucola del pozzo

l'acqua sale alla luce e vi si fonde.

Trema un ricordo nel ricolmo secchio,

nel puro cerchio un'immagine ride.

Accosto il volto a evanescenti labbri:

si deforma il passato,

si fa vecchio, appartiene ad un altro...

Ah che già stride la ruota,

ti ridona all'atro fondo,

visione, una distanza ci divide.

 

che ho voluto proporre per ricordare che la fatica, forse l’errore, cioè il sudore di un fare attento e partecipato sono il lievito più importante del mio percorso.

Chiudo riportando il passo che ho scritto a commento della lettera che Andreas ha indirizzato ad un suo insegnante e come boumerang glielo faccio ritornare:

 

Aprile 21, 2009 a 6:58 pmlaetitia

Quanti insegnanti desidererebbero sentirsi leggere una lettera-”dichiarazione” di profondo affetto...come quella di Andreas, e quanti insegnanti, sono capaci di creare “relazioni d’amore” con i propri alunni, tanto da essere “modello” che lascia una traccia sì profonda che nemmeno il tempo può cancellare.

Quanto affetto, rispetto, devi aver ricevuto Andreas per rivelare con tanta sincerità e senza pudore i tuoi sentimenti , grazie di questa lezione.

 

 

GLOSSARIO DEGLI STRUMENTI INCONTRATI ED UTILIZZATI

 

Un blog è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da una struttura, in cui l'autore scrive periodicamente come in una sorta di diario on-line, inserendo opinioni personali, descrizione di eventi, o altro materiale come immagini o video. Ogni aggiornamento è generalmente inserito in ordine cronologico inverso.

 

Del.icio.us è un sito web di social bookmarking per l'archiviazione, ricerca e condivisione di bookmark, creato nel 2003 da Joshua Schachter ed acquisito nel dicembre 2005 da Yahoo!. Ha più di 5,3 milioni di utenti e oltre 180 milioni di url unici archiviati.

Feed, detto anche feed RSS, feed XML, contenuto diffuso su diversi canali o feed Web, è un tipo di contenuto frequentemente aggiornato pubblicato da un sito Web. I feed vengono spesso utilizzati per i notiziari Web e i blog, ma anche per distribuire altri tipi di contenuti digitali,  ad esempio immagini, contenuti audio o filmati. Possono inoltre essere utilizzati per fornire contenuti audio, generalmente in formato MP3, da ascoltare direttamente dal computer o tramite un lettore MP3. Questa funzionalità è denominata podcasting.

Flickr è un’applicazione online per la gestione e la condivisione di foto; ti permette di mostrate le tue foto e video a chi vuoi. Gli account di base sono gratuiti. Si scaricano le foto dal desktop,e si  inviano via e-mail o attraverso un cameraphone. Si modificano, organizzano, condividono,…

Il sistema di messaggistica istantanea (in lingua inglese instant messaging) è un sistema di comunicazione solitamente client-server per computer che consente di scambiare in tempo reale, fra utenti di due computer connessi in rete, frasi e brevi testi: è in pratica la moderna versione del vecchio servizio talk di UNIX. È differente dalla e-mail perché lo scambio è istantaneo, ed è più evoluto del suo predecessore perché le frasi compaiono istantaneamente e non lettera per lettera: inoltre, spesso vengono offerti anche altri servizi oltre al semplice invio di messaggi.

Il podcasting è un sistema che permette di scaricare in modo automatico documenti (generalmente audio o video) chiamati podcast, utilizzando un programma ("client") generalmente gratuito chiamato aggregatore o feed reader. Un podcast è perciò un file (generalmente audio o video), messo a disposizione su Internet per chiunque si abboni ad una trasmissione periodica e scaricabile automaticamente da un apposito programma, chiamato aggregatore, e si basa sui feedRSS

Twitter è una piattaforma web attraverso cui si possono pubblicare brevi messaggi di testo, non più lunghi di 140 caratteri. Le parole, le frasi e i pensieri che si affidano alle pagine di Twitter possono essere letti anche dagli utenti "amici", oppure si possono spedire via instant messaging, via e-mail o via SMS direttamente sul cellulare. Viene usato soprattutto come livestream device, ovvero come strumento per descrivere, brevemente e in tempo reale, i momenti, gli episodi e le sensazioni della giornata. Una sorta di breviario virtuale...

Wiki Con il termine wiki si definisce un software collaborativo capace di creare un sito web o una collezione di documenti ipertestuali grazie ai contributi degli utenti. Il sito, oltre a visualizzare e organizzare i contenuti, permette a ogni utente di non essere solo un fruitore passivo, ma anche di intervenire direttamente come autore, aggiungendo o modificando i contenuti via web attraverso un normale browser. Queste funzionalità collaborative hanno trovato un’immediata applicazione in quei campi di ricerca (documentazioni di progetti, progetti collaborativi, enciclopedie, knowledge base d’impresa, wiki comunitarie e personali, traduzioni di libri) in cui la scrittura collettiva di documenti è uno strumento di lavoro indispensabile. La tecnologia wiki nasce come software non gerarchico, ossia come strumento in cui ogni utente può intervenire sui contenuti, ma con il tempo e in relazione alle diverse esperienze e necessità sono stati introdotti sistemi di controllo e di sicurezza sull’accesso all’attività di scrittura, permettendo solo ad alcuni amministratori la possibilità di pubblicare. Gli strumenti di editor sono estremamente friendly. Impostati secondo il principio di semplicità e velocità (wiki significa veloce), per la creazione e l’aggiornamento dei testi usano un semplice linguaggio di markup. Il prodotto finale è un sito web in continuo aggiornamento con una struttura di navigazione non lineare, composta da pagine connesse tra loro da una fitta rete di link, che limita la creazione delle cosiddette pagine “orfane” (con pochi link che rimandano a esse) destinate a passare inosservate. Per il recupero delle informazioni è sempre presente un’opzione di ricerca che può avere vari livelli di scalabilità: dalla semplice ricerca per titolo a quella full text. Fonte: Isfol

 

 

E qui ritorno sulla questione iniziale del “pacco”  (cfr.:Aprile 1, 2009 a 9:43 pmlaetitia)

         Credo non si debbano demonizzare totalmente certi programmi come Innovascuola, poichè rappresentano comunque uno spiraglio innovativo per un grande numero d’insegnanti che ancora non conoscono o non hanno raggiunto consapevolezza delle potenzialità offerte dal web 2.0 in campo educativo, comunicativo e socializzante. La scuola non può attendere oltre rischiando lo scollamento totale dai ragazzi, deve penetrare i loro linguaggi, usando quegli strumenti che rappresentano la loro quotidianità!

Ribadendo che il web 2.0 è tale quando è aperto e non contenuto in qualcosa. Non pensiamo di voler contenere il web 2.0 nella piattaforma.

 

 

 

Il mio percorso

  1. Il mio lavoro.

Svolgo da circa dieci anni la bibliotecaria a t,p, in un circolo didattico e mai come oggi ho trovano estremamente utili le risorse offerte dal web 2.0. Si tratta di modalità di lavoro che ampiano i confini, moltiplicano le risorse, rendono più efficace il lavoro come mai sinora è avvenuto. La professione cambia e anche fa vivere una sorta di “stordimento” che riesci a superare solo se “fai il salto” e ti “tuffi” in una realtà nuova e sinora non vissuta e non pensata…

 

2. Editino, secondo me.

      Arrivo a pensare, a fine corso,  che un percorso pensato come limitato e finito, sia invece una sfida infinita e così aperta e flessibile da seguirti sempre ed ovunque.

Forse è questa la definizione di editing multimediale a cui sinora non ho messo l'etichetta. Spiegare il concetto solo con il mero significato dei termini è riduttivo ed improprio: l'editare usando la mutimedialità, non coglie lo spessore senza limiti delle potenzialitita di un utilizzo di questi strumenti.

Non si tratta solo di trasmettere e ricevere, aggiungiamo anche condividere, notizie; si tratta, invece, di potersi immergere, a tutto tondo, nella comunicazione, usare codici e canali diversi, muovesi con disinvoltura nei plurimi ambienti con strumenti che ti permettono l'uso di linguaggi diffrenti ed in situazioni che possono farti assaporare l'idea della bilocazione, trilocazione, ...plurilocazione.

Ma il vero prodigio è insito nella lettura socio-politica della situazione, non si tratta di raffinati e costosi strumenti a disposizione di pochi, dei potenti o di chi può permetterselo, ma di tutti come se la comunicazione - è forse è proprio vero - e la condivisione fossero uno dei primi ingredienti della democrazia.

E tutto questo è ancora un aspetto, manca la più importante delle possibilità, a mio avviso, la capacità di portare in comunità anche le emozioni, le sensazioni, il vissuto, quella parte di noi che più difficilmente sociualiziamo nella comunicazione.

 

  1. Il mio apporto.

Il mio, il nostro, pregeresso vissuto è una risorsa importante che solo se si riesce a far migrare nel nuovo modo di comunicare dà spazio e respiro ad una nuova filosofia di lavoro, di studio e di… esistenza. Dall’intimo al condiviso, dal personale al sociale sono i movimenti interiori di una rivoluzione culturale individuale che ci fa migrare dagli spazi angusti del mondo fisico agli infiniti luoghi della rete.

 

  1. Cambiamenti

Le impressioni che ho espresso sono indicatrici del mio cambiamento, una modificazione nel modo di pormi e di comunicare, di sentire e leggere la realtà, di proporre le mie idee e, soprattutto, di esprimere nel lavoro, nello studio e nell’ambito degli interessi personali, la mia vitalità operativa.

 

 

 

 

Sitografia

http://daniela-areyouconnected.blogspot.com/

http://mariano-ettorre.blogspot.com/

http://cooperativelearnignlim.blogspot.com/

http://dinorahguzzo.blogfree.net/?f=205650

http://dinorahguzzo.blogfree.net/?t=710508

http://editingmultimediale.formativo.com/

http://iamarf.wordpress.com/

http://aracne-wwwblogger.blogspot.com/

http://gianfrancescocamatta.blogspot.com/

http://noiul.blogspot.com/

http://noisbirulini.blogspot.com/

http://valeiul.blogspot.com/

http://editingmultimediale.forumattivo.com/il-tuo-primo-forum-f1/incontro-a-roma-t13.htm#65/

 

 

 

 

 

Tracce di un percorso... di Paola Del Grosso 

 

Mi piace partire da due pensieri di Andreas, che trovo nell'opera "Coltivare le connessioni"  http://www.scribd.com/doc/12859285/Coltivare-Le-Connessioni. Il primo viene definito l'obiettivo dello scritto, mentre il secondo invita a riflettere sull'importanza degli agenti umani nell'attribuzione di significato alle tecnologie.

  "... è necessario rendersi conto che per utilizzare al meglio le nuove tecnologie di comunicazione dobbiamo imparare ad ignorarle".
  "Siamo unicamente noi con le nostre azioni che possiamo dar valore agli strumenti, di per sè nè buoni nè cattivi".
 

All'inizio di questo corso Andreas ci ha avanzato la proposta che i contenuti sarebbero emersi attraverso la partecipazione alla blogoclasse, alle pagine wiki, ai sincroni su WiZiQ, un ambiente aperto anche a persone non appartenenti alla IUL, ma comunque interessate agli argomenti discussi.

Come ho reagito di fronte a questa stimolante novità?

Devo dire che il disorientamento iniziale si è presto dissolto una volta lette tutte le istruzioni per iniziare, in particolare il capitolo sul social networking http://infomedfi.pbworks.com/SocialNetworking,  ma soprattutto dopo aver creato il blog e aver imparato ad usare l'aggregatore Google Reader per mantenere i feed. Google Reader è un servizio Web che permette di aggregare i feed, ossia di conoscere, attraverso le informazioni di un piccolo file scritto in formato xml, gli ultimi aggiornamenti dei siti che interessano.

Questo è l'indirizzo del mio blog http://paola-unapersonatantiruoli.blogspot.com/.

Per quanto riguarda i feed  trovo anche qui molto interessante la metafora proposta con "Il mezzadro" in "Coltivare le connessioni":

 

  "I feed che voi scegliete di seguire sono come gli ortaggi che decidete di seminare e di piantare, lo dovete sapere voi di cosa avete bisogno".
 
  "Feed è un termine tecnico, ma rappresenta una connessione con un essere umano e tale connessione deve essere seguita come una pianta nell'orto      affinchè dia i frutti sperati, va coltivata: leggere quando interessa, riflettere, commentare, rispondere, proporre".
 
  " L'insieme delle vostre connessioni è il vostro orto".
 

Successivamente ho curato un altro strumento di social networking, il mio del.icio.us, e ho inserito un post nel blog per mettere in luce le potenzialità che emergono da questa folksomy  http://paola-unapersonatantiruoli.blogspot.com/2009/03/delicious-come-ambiente-di.html.

 

A questo punto del percorso ho cominciato a vivere la blogoclasse come una rete di connessioni viventi: ho visionato ogni giorno, anche più di una volta, i blog seguiti, ma anche altri presenti nel mio aggregatore, ho inserito commenti, ho ricercato e proposto siti didattici, provato programmi già sperimentati da altri per la realizzazione di file audio e video.

 

Ecco l'elenco dei blog che ho seguito, anche se mi sembra limitante questa segnalazione perchè ne ho visionati con interesse molti altri:

http://manubra.blogspot.com/
 
http://tarantilla.wordpress.com/
 
http://cooperativelearnignlim.blogspot.com/
 
http://apprenderesempre.blogspot.com/
 
http://luina.wordpress.com/
 
http://pinajosephine.blogspot.com/ 
 

Questi  sono i link ad alcuni blog di interesse didattico che ho inserito nel mio blog:

 

http://bdlink.splinder.com/

http://scuolaprimarialari.blogspot.com/

http://splashragazzi.splinder.com/

http://www.maestroantonio.it/

http://www.maestroalberto.it/

 

Questi invece sono due software open source sempre segnalati nel mio blog:

 

http://www.geogebra.org/en/wiki/index.php/Italian

 

http://www.novlet.com/

 
 

Ho svolto inoltre una ricerca di materiale libero per l'insegnamento-apprendimento della matematica nella scuola primaria: giochi matematici interattivi, schede didattiche e la matematica nascosta nelle fiabe.

Ecco i link:

 

http://www.matematicamente.it/giochi_e_gare/gioca_con_la_matematica/

http://www.alphacentauri.it/testi/materiali_did/primaria_matematica.htm

http://kidslink.bo.cnr.it/silvani/fiabe/fiabe.htm

 

 

Ho trovato molti spunti di riflessione nel video di Sir Ken Robinson, riguardante il suo intervento sulla creatività, inserito da Pierluigi nel suo blog http://pierluigitavella.blogspot.com/2009/03/lntervento-di-sir-ken-robinson-sulla.html?showComment=1238132220001#c5896885237489460693.

 

 

Attraverso questo corso credo di aver potuto sperimentare quelle potenzialità di Internet che ne fanno una "living network" perchè ha capacità autogenerative: qualcuno segnalava un programma opensource, altri lo provavano, poi ancora venivano trovate altre risorse 

in uno scambio ininterrotto di comunicazione che ha suscitato in me desiderio di ricercare, di proporre, di creare qualcosa da condividere con gli altri.

 

Ecco che è sorta in me la voglia di creare un filmato di uno storytelling realizzato per un altro esame della IUL e così, utilizzando il programma Picasa3, è nato il video sull'alluvione di Firenze, che ho inserito nel mio blog  http://paola-unapersonatantiruoli.blogspot.com/2009/03/finalmente-il-video.html. E' una storia della mia infanzia che ho voluto condividere con le persone che in questi ultimi tre anni hanno costituito una parte notevole del mio PLE.

 

Ho pubblicato anche altri post riguardanti l'evoluzione del mio PLE, riflessioni sul seminario "I care", tenuto da Andreas,  riflessioni sul copyright e altri ancora legati alla mie attività didattiche. 

 

Un contributo importante al mio apprendimento è venuto anche dalla lettura delle pagine wiki riguardanti il diario dei contenuti emergenti, dove io ho inserito alcune riflessioni sulla valutazione   http://infomedfi.pbworks.com/diario_iul_dei_contenuti_emergenti.

 

Mi ha fatto anche molto riflettere ciò che Andreas scrive all'inizio della metafora "La passeggiata nel bosco" in "Coltivare le connessioni":

 

"Sia andando in cerca di connessioni che coltivando quelle selezionate, può venire molto facilmente l'ansia di non poter affrontare una quantità così grande e soprattutto di perdere qualcosa nella vastità della quale non si scorgono i limiti. Un altro effetto della scolarizzazione: voler vedere i limiti del territorio, avere bisogno del manuale, voler saper tutto ciò che serve. Questa è una malformazione di origine scolastica. La vita non è così. Mai".
 
 

Con questo percorso credo di aver potuto sperimentare dei tentativi per affrontare in qualche modo la complessità. Riprendo sempre le parole di Andreas:

 

"No, quello di cui abbiamo bisogno è di trovare ciascuno il proprio percorso per conoscere quel bosco. I modi di conoscerlo sono illimitati e ciscuno può impiegare un sistema di concetti diversi per conoscerlo. Un sistema diverso di connessioni. Un rete diversa di connessioni. Persino la stessa persona in momenti diversi può ricorrere ad un diverso sistema di concetti per conoscere quel bosco".
 
 

E così ho imparato a "godermi la passeggiata", a sentirmi viva nella rete, a conoscere meglio gli altri "compagni di viaggio" della IUL e ad apprendere molto dai contributi di ognuno... e le tecnologie sono quasi scomparse!

 

 

Un grazie al "maestro" Andreas, che ha saputo farmi comprendere con le sue puntuali ed attente risposte (anche in giorni festivi!) e la sua partecipazione da regista sensibile, ma non invadente, quanto il vivere nell'insegnamento l'I care di don Milani sia fondamentale per l'apprendimento.

 

E un grazie a Romina, tutor eccezionale, che mi fatto notare che il corso non è finito... la nostra comunità di apprendimento si è creata e possiamo continuare ad alimentarla. Mi ha promesso che anche lei non smetterà di far parte delle nostre  "connessioni viventi" , che questo corso ci ha regalato.

 

 

...LA TRACCIA DEL MIO PERCORSO  di Valeria Pasquino

 

Ho iniziato il corso di editing multimediale… come tutti gli altri corsi, con la curiosità di sapere come si sarebbe svolto e che cosa avrei dovuto studiare, elaborare, con un po’ di preoccupazione riguardo l’impegno, soprattutto di tempo, che avrebbe richiesto.

E’ bastato il primo “incontro” con il prof Formiconi a farmelo capire:…non sarebbe stato un corso come gli altri, era cominciata un’avventura

Editing multimediale....che sarà mai?.....................

“Che potrebbe essere ...questo Editing Multimediale?

Difficile darne una definizione non banale...se non avessi visto il video di Andreas e non avessi partecipato venerdì alla chat direi che si tratta di scrivere per il web utilizzando immagini, suoni, video, animazioni, introducendo magari anche gli strumenti offerti dal Web 2.0.

Ora però...........penso che una definizione del genere possa essere riduttiva, quindi mi aspetto di tutto e di più!!!!!!!!!”

 

 

Il mio percorso è iniziato con l’apertura di un blog in collaborazione con Claudia e Danilo. La possibilità di un blog “comune” mi è sembrata allo stesso tempo tranquillizzante ed arricchente, unire le nostre competenze e usufruire di una forma di mutuo soccorso in caso di difficoltà. Con il passare dei giorni però qualcosa è cambiato

le connessioni si modificano

“Mi sono un po’ persa in questi giorni….(probabilmente anch’io come Rebecca scrivo più di “pancia” che di testa) giravo intorno a tutti questi blog ma…..non veniva fuori niente.

Sono un’istintiva, un’umorale, quando non va non va e basta…..c’era qualcosa che non girava. Allora mi sono buttata su altro, ho rifatto un pezzetto di tesi, ho studiato latino con mio figlio, ho perso un po’ di tempo con gli amici di Facebook (le connessioni bisogna coltivarle!!), ho provato a pensare a come utilizzare in classe tutto quello che sto imparando qui con voi………..ma una parte del mio cervello continuava a tormentarsi “…blog, Andreas, delicious, post, tag………”

Ora penso di aver capito cosa mi disturbava, ho bisogno di uno spazio tutto mio, devo farmi un blog!!

Non abbiatene a male, Claudia e Danilo, non c’è assolutamente niente di personale in questo, per me siete sempre degli splendidi compagni di …viaggio ma il fatto di condividere il blog in qualche modo mi sembra limitante. In effetti questa esperienza nata quasi come un “dovere” si sta dimostrando molto coinvolgente e scopro di avere bisogno di poter scrivere a ruota libera, magari “fuori tema” o provare a far pasticci senza paura di coinvolgere anche voi. Sono sicura che capirete……

Per tutti gli altri l’indirizzo del mio blog da inserire tra i vostri feed:

valeiul.blogspot.com”

 

 

Nasce così la mia “creatura”, il mio nuovo blog

 

 

 

 

Inizia la “mia passeggiata nel bosco”………

 

 

… che si è rivelata interessantissima.

L’esperienza del blog è stata una preziosa fonte di arricchimento personale e professionale. Da tanti blog dei miei colleghi-compagni ho trovato ogni giorno un nuovo spunto, una nuova idea, una nuova spinta a cercare, a scoprire, a sperimentare.

Ho girovagato in lungo e in largo con curiosità aggiungendo “nodi” alla mia rete di connessioni, prendendo sempre più coscienza dell’importanza dello stabilire nuove relazioni continuando a curare e approfondire quelle già esistenti…..senza l’ansia che siano troppe!!!!!!

Cercando di fare un bilancio posso dire che questi mesi di lavoro (pochi ma così intensi da perdere la percezione del “poco”) hanno radicalmente cambiato il mio modo di “stare on line”.

Quello che era ancora in germe, ha ricevuto la spinta vitale che lo ha fatto germogliare, crescere, fiorire e …… i frutti stanno arrivando.

Per evitare di dilungarmi troppo ho stilato un elenco di tutto ciò che sono riuscita a “sperimentare”,(con l’aiuto dei miei blogo-compagni!)

 

·    Blogger e Wordpress

·    Google Reader

·    Delicious

·    WiKi

·    Movie Maker

·    Avidemux

·    Slideshare

·    Scribd

·    Jing

·    Twitter

·    Flick

 

dal diario dei contenuti emergenti - 31 marzo

“La passeggiata nel bosco, iniziata con un po' di timore, si sta rivelando al di sopra di ogni più rosea aspettativa, io ne sono entusiasta! Ieri sera ho pasticciato con il mio blog e, dopo un paio di ore, sono riuscita ad inserire le snap shots e i miei tags di Delicious, a creare le "nuvolette" e a modificarne il colore e le dimensioni, una soddisfazioone incredibile!!!!...mi sentivo come i miei bambini di prima elementare quando si accorgono di essere capaci di leggere! Sono riuscita a fare tutto grazie all'aiuto di Pierluigi che ho trovato su Facebook.

Così su una schermata Pierluigi rispondeva ai miei quesiti sulla bacheca di FB e su un'altra io mettevo in pratica i suoi suggerimenti. Questo intreccio di relazioni, di interessi, di scambi, di connessioni di vario tipo è ciò che ogni giorno arricchisce il mio e il vostro PLE .....ed è passato un mese soltanto dal'inizio di questo corso!!

Vorrei riuscire anch'io a scatenare nei miei alunni questo entusiasmo.

Ora mi dedico un po' a Jing e poi....con tutto quello che avete scritto e detto tutti voi ho un sacco di progetti: il blog di classe, i video, il digital storytelling....con un po' di pazienza e tempo spero di riuscire a continuare questo straordinario cammino!!!!”

 

 

Aggiungo ancora che, tra una sperimentazione e l’altra, numerosi sono stati i “centri d’interesse” sui quali abbiamo ragionato: lo spazio che diventa luogo, la valutazione, le opportunità offerte dalla folksonomy, l’utilizzo dei social network, la LIM, il blog didattico, il rapporto nativi digitali/immigranti……………….

Chiaramente la passeggiata non finisce qui….questa è solo una tappa necessaria per adempiere ai “doveri istituzionali”; il viaggio continua, spero ancora in compagnia di Andreas, di Romina, di tutti i compagni della blogoclasse, di tanti altri entusiasti come noi che vorranno aggiungersi.

 

LE MIE TRACCE – Emanuela Bramati

 

Quando tre anni fa lessi “Editing multimediale” nel programma del corso di laurea IUL, sapevo che il corso mi sarebbe piaciuto. Mi piace lavorare col PC, da molti anni lo uso con passione. Il mondo multimediale mi affascina perché è un mondo aperto, in continua evoluzione, mai finito, mai concluso. Sono una persona curiosa, con tanta voglia di imparare cose nuove, di informarmi, di aggiornarmi, di entrare in contatto con persone che “vivono” il web come fosse (anzi, per moltissimi lo è) il proprio “ufficio personale” per alcuni, la propria “casa”, il proprio “habitat naturale”.

Ebbene, il corso di Editing ha superato di gran lunga le mie aspettative. Ma procediamo con ordine, Andreas ci ha chiesto di raccogliere in modo chiaro le tracce del percorso.

Partiamo dall’inizio. J

Quando ho letto il programma e ho visto che non c’erano libri da acquistare e studiare e ho capito che tutto si sarebbe svolto online, ho avuto un attimo di sbandamento. Ho letto subito il materiale messo a disposizione da Andreas, ma faticavo a comprendere il senso del corso, la strada che avremmo percorso.

Coltivare le connessioni” è stato il primo documento che ho letto tutto d’un fiato, il primo documento che mi ha scosso profondamente, nel quale ho ritrovato tanti aspetti, tante considerazioni che erano presenti anche nella mia mente, ma in modo poco consapevole.

“Coltivare le connessioni” è stato lo “slogan” di tutto il corso, un intreccio di esperienze, opinioni, idee, suggerimenti, consigli, aiuti che ha costituito la base stessa del percorso.

Il primo strumento che mi ha consentito di coltivare le connessioni è stato il blog. Scrivere, leggere e commentare i blog dei colleghi, il blog di Andreas e il Daily è diventato il mio appuntamento quotidiano. Tanti sono stati i messaggi e i commenti (Andreas ha detto circa 1300); ognuno ha fornito spunti di riflessione e ha suggerito considerazioni che hanno dato vita a uno scambio, un confronto che si è rivelato costruttivo e destabilizzante al tempo stesso, almeno per me.

Come ho scritto nel post intitolato “E adesso?”, “questo è stato sicuramente il corso che mi ha fornito più spunti di riflessione in questi tre anni di università, è il corso che ha messo più profondamente in crisi il modello di scuola in cui lavoro quotidianamente, il mio modo di insegnare, la mia relazione con i bambini, il mio approccio alla conoscenza”.

Tante sono state le discussioni interessanti e ne vorrei segnalare alcune:

  • Chi sono i nativi digitali? qui
  • Perché tanti blog personali?  qui
  • Perché solo online? qui
  • E adesso? qui
  • Passioni ed emozioni qui
  • La crisi della scuola qui
  • Il voto che motiva e il voto che demotiva qui
  • Il libro: quale futuro? qui

Ogni collega ha costruito il suo blog, che è divenuto terreno di costruzione condivisa di nuova conoscenza. I link sono presenti nel mio blog: http://manubra.blogspot.com/

Durante il percorso ciascuno di noi è stato invitato ad aprire il proprio delicious, così ho “rispolverato” e aggiornato quello che avevo creato il primo anno per il corso di Laboratorio di Informatica http://delicious.com/emanuelab. Delicious consente di raccogliere siti e materiali per noi interessanti, che vengono organizzati e classificati mediante l’uso di tag, parole chiave inserite dall’utente.

Un’altra attività è stata la ricerca di blog creati da insegnanti. In rete si trovano tanti blog di maestre/maestri che utilizzano tale strumento per documentare le esperienze della classe, presentare programmi didattici di libero utilizzo, proporre spunti di riflessione sui temi "caldi" della scuola. Nei miei preferiti ne ho parecchi, che visito quasi quotidianamente in quanto sono ricchi di risorse a diposizione dei docenti interessati, in un'ottica di condivisione che fa crescere tutti insieme.

Ecco i miei preferiti:

- la maestra Maria Pia

- la maestra Paola Limone, con il suo interessantissimo progetto JumPC

- la maestra Renata

- il maestro Alberto

- la maestra Laura

Numerose sono state anche le risorse segnalate nel Diario dei contenuti emergenti, una raccolta di software soprattutto libero per la produzione di materiale multimediale audio e video. Attraverso le nostre esperienze abbiamo illustrato le caratteristiche e le potenzialità dei diversi software.

Anch’io mi sono cimentata per la prima volta con la produzione di un video con Movie Maker, per documentare un'attività fatta con i miei alunni di prima per il corso di Psicologia dell'educazione e dei processi evolutivi. (Intrigante questo intreccio di corsi… J)

Il tema era "il sogno" e le domande poste sono state 3:

  • Da dove vengono i sogni?
  • Con che cosa si sogna?
  • Quando sei a letto e sogni, dov'è il sogno?

Dalle domande è scaturita una conversazione in cui ogni bambino ha espresso le sue idee; alcune sono state sorprendenti. :-)

Successivamente ciascuno ha trasferito in un disegno un sogno fatto. Disegni e risposte sono stati inseriti appunto nel video.

La voglia di produrre un video era nata dopo aver trovato in rete due filmati realizzati qualche anno fa da una classe seconda della scuola primaria Longhena di Bologna, dal titolo Fatti mandare dalla mamma che, come è facile intuire, hanno in sottofondo la famosa canzone di Gianni Morandi. Questi due video mi hanno stimolata a riflettere sull’utilità, dal punto di vista didattico, di tale attività. Produrre un video richiede tutta una serie di passaggi che implicano processi mentali di analisi, valutazione, previsione, immaginazione, ideazione e progettazione; abilità sociali di condivisione e collaborazione. Una modalità di lavoro divertente per i bambini che, senza accorgersene, sviluppano importanti capacità.

Naturalmente la tematica che ha suscitato maggior interesse è stata quella delle nuove tecnologie. Nei vari blog è emerso il discorso del rapporto scuola/nuove tecnologie, docente/nuove tecnologie, studente/nuove tecnologie. Si è parlato molto dei “nativi digitali”, delle loro differenti modalità di approccio e costruzione della conoscenza determinate proprio dall’avvento delle tecnologie e del web. E non si è parlato solo di PC, ma anche di cellulari, di iPod, di LIM…

Numerosi commenti ha suscitato la visione del filmato presentato al recente seminario “Da Socrate a Google”, che spiega, in modo inequivocabile, chi sono i nativi digitali e come apprendono. Come docente questo video mi ha scosso profondamente, non ho potuto e non posso tuttora non interrogarmi su come la scuola si pone di fronte ai giovani di oggi; ho preso ancor più coscienza di quanto la scuola sia fonte di disagio in loro e di come vi sia la necessità di un adeguamento, di una svolta che avvicini docenti e studenti.

Al di là delle connessioni determinate dalle tematiche tecnologiche, vi sono stati anche messaggi in cui si è parlato di demotivazione, distrazione, disinteresse, di scuola come

non-luogo e, al contrario, di passione, emozione, motivazione, coinvolgimento come fattori trainanti sia per gli alunni sia per i docenti. Mi piace riportare questo passo che ho letto in "La scuola in Europa" di Ranieri Regni, uno dei testi di studio del corso di Politiche della formazione (ancora un intreccio J): "Perchè ci sia desiderio di apprendere deve esserci piacere e gioia. La passione è la madre del pensiero; l'emozione è la madre della conoscenza. Allora è necessario promuovere forme e spazi di socializzazione animati dal desiderio: creare legami sociali e di pensiero".

Che cosa ricorderò di questo corso?

  • Ricorderò il video del seminario tenuto da Andreas…
  • Ricorderò la lettera scritta da Andreas al suo professore di scienze…
  • Ricorderò il simpatico scambio tra una giovane studentessa e la sottoscritta sugli insegnanti di una certa età, che testimonia anche cosa si aspetta una giovane dal sistema scuola.

Marzo 30, 2009 a 10:29 pmShiny boots of leather

Guardando il video, la prima cosa che mi è venuta in mente, riguardo al fatto che i docenti (in modo particolare quelli delle scuole primarie e secondarie) dovranno creare contenuti didattici digitali, è stato: ma saranno in grado? Soprattutto gli insegnanti che cominciano ad avere una certa età e si sono formati esclusivamente sui libri, riusciranno a creare questi documenti digitali? Anche dopo gli infiniti corsi di informatica che il Ministero puntualmente ogni anno predispone per loro e che non servono a nulla? In tutta la mia carriera scolastica forse ho trovato 4 insegnanti che sapevano usare il computer e le sue risorse. E non parlo di internet, ma di Word, PowerPoint o programmi basilari come questi…

 

Aprile 1, 2009 a 10:52 pmEmanuela

@ Shiny boots of leather Sono un’insegnante della Scuola Primaria, di una certa età (53 per la precisione) e la mia formazione è avvenuta esclusivamente sui libri. Eppure sono qui, in questo corso di Editing Multimediale perchè mi interessa e sono ben contenta di “esserci”! Negli anni scorsi ho seguito vari corsi di area tecnologica e ho imparato a costruire un sito con Dreamweaver; attualmente gestisco con una mia collega di università un blog di didattica supportata dalle nuove tecnologie perchè le ritengo un’ottima strategia per migliorare il processo di insegnamento/apprendimento. Grazie ad Andreas e agli altri colleghi sto conoscendo più a fondo il mondo senza confini del Web 2.0 e mi sto rendendo conto delle enormi opportunità comunicative e formative che offre.

Vedi, io penso che la cultura digitale non dipenda dall’età (conosco tanti insegnanti giovani che sanno a malapena accendere un PC) o dalla formazione ricevuta, ma dalla passione, dalla voglia di mettersi in gioco, dalla voglia di rinnovarsi per stare al passo con i tempi ma soprattutto con i nostri scolari, che vivono quotidianamente immersi nella multimedialità e nella multicodicalità. E di questo la scuola non può non tenere conto.

 

Aprile 2, 2009 a 9:54 pmShiny boots of leather

Per Emanuela:

Mi sono permessa di dire una cosa del genere perché ho una zia, sulla sessantina, anche lei insegnante nella Scuola Primaria, che, nonostante si sia veramente impegnata per imparare qualcosa di informatica attraverso i corsi predisposti dal Ministero, non ci piglia una mazza, come si dice dalle mie parti… e così molti altri insegnanti che ho avuto modo di incontrare nel mio percorso scolastico.

In realtà non voleva essere una critica a mia zia o a persone come Lei, anzi! Apprezzo molto la vostra voglia di fare, la reputo ammirabile e mi auguro anche io di avere un’età matura così ricca di curiosità e stimoli!

Il mio commento, in realtà, voleva essere una critica trasversale al “sistema”. Non mi sono spiegata bene.

Il Governo predispone corsi di informatica pomeridiani agli insegnanti DA ANNI, ma sono quasi completamente inefficienti. Per questo ho parlato di maestri/professori dalle dubbie capacità, perchè fin da quando ero alle elementari sento che esistono questi corsi di informatica, ma nella mia lunga carriera scolastica ho trovato davvero poche persone che sono riuscite a farli fruttare nel modo giusto. Sì, forse alla fine Word impari anche ad usarlo, ma a me studente non serve!! Non è che sapendo come funziona Word puoi cambiare la didattica in modo radicale e far sì che diventi interattiva, aperta, ricca di quegli stimoli di cui lo studente ha continuamente bisogno!! Non fai certo in modo che la Rete e le sue mille altre risorse diventino uno strumento di apprendimento, di crescita, di condivisione di cultura, conoscenze, ed emozioni!

E’ questa la mia critica: i vari Governi che si sono susseguiti hanno fatto qualcosa che in realtà NON ha cambiato il modo di insegnare, non l’hanno fatto evolvere!! Non abbiamo bisogno di contentini o progetti transitori che mascherino la realtà, abbiamo bisogno di CAMBIAMENTI CONCRETI, DURATURI dell’insegnamento! Se vogliamo tanto adeguarci all’Europa o al resto del Mondo, dovremmo cominciare a farlo SERIAMENTE e non con idee pseudoinnovative!

Per questo apprezzo tantissimo chi si getta a capofitto in esperienze nuove, come Lei, Emanuela, come il Prof, perché almeno voi cercate di cambiare sul serio le cose, anche se nel vostro piccolo, ma almeno fate qualcosa che per davvero ha un che di speciale che sicuramente non passerà inosservato agli occhi dei vostri allievi e, anzi, ne lascerà un insegnamento costruttivo…

Le vorrei fare una domanda: Lei sta seguendo il corso di Editing Multimediale per sua spontanea volontà o per progetti Ministeriali?

Aprile 3, 2009 a 5:46 pmEmanuela

@ Cara Shiny boots of leather, puoi darmi tranquillamente del “tu”, in fondo siamo compagne di studi no?!

Sto seguendo il corso di Editing Multimediale perchè fa parte dell’offerta formativa del III anno del corso di Laurea in Metodi e tecniche delle interazione educative, che ho scelto liberamente di seguire presso la IUL di Firenze.

Conseguire una laurea era un mio vecchio sogno nel cassetto e l’opportunità offertami dalla IUL di poter fruire dei corsi a distanza per dare poi gli esami alla Bicocca di Milano (abito a 20 minuti da Milano), era troppo ghiotta per lasciarmela sfuggire. E così sono qui.

 

Aprile 3, 2009 a 7:51 pmShiny boots of leather

Cara Emanuela… ti ho fatto quella domanda per avere solo una conferma. E l’ho avuta. Mi hai dimostrato che le cose davvero “rivoluzionarie”, davvero innovative, si fanno solo perché le cerchiamo noi, perché le vogliamo fortemente e le otteniamo per altre vie. Tu sei un’insegnante, ma hai deciso di laurearti e fortunatamente il tuo corso di laurea, come il mio, ci offre questa possibilità. Non è lo stesso per gli insegnanti che fanno il loro lavoro e basta, che legano la loro formazione continua ad iniziative del Ministero dell’Istruzione, lo saprai anche tu… anzi, lo saprai molto meglio di me!

Mi sembra di essere stata esauriente… e mi fa molto piacere aver scambiato le mie idee con te! Sarebbe bello se tutti potessimo fare una cosa del genere… sicuramente l’esperienza e i pensieri dell’ altro ci fanno crescere (ad ogni età! ) e ci fanno aprire gli occhi su cose che magari ignoriamo…

Questa per me è “scolarizzazione”: condividere!

Buon proseguimento per i tuoi studi

M.Elisa

  • Ricorderò uno degli ultimi post di Andreas
  • Ricorderò la ricchezza di questo corso, data dall’esperienza e dai pensieri di tutti noi
  • Ricorderò il “rompere gli schemi” di questo corso, così lontano dai “soliti” corsi universitari, che dapprima mi ha un po’ disorientata, ma ora ho capito… ho capito che la conoscenza non si costruisce solo sui libri e che non c’è bisogno di sapere tutto. Ho capito che la conoscenza si costruisce soprattutto camminando insieme, in un intreccio di menti che pensano, realizzano, si confrontano e si scontrano, si completano, si integrano, si pongono domande, ricominciano da capo in un connettersi che non ha mai fine. Con questo corso sono uscita dal “guscio” protettivo in cui ero immersa e ho intrapreso un cammino che si rinnova giorno dopo giorno, certamente meno saldo, con poche certezze e tanti dubbi, ma sono proprio questi ultimi a dare vitalità e sapore al mio “insegnare”.

Grazie Andreas e grazie a tutti i colleghi!                                                 Emanuela

 


 

LE MIE TRACCE – FLAVIA DI MAIO

 

 

Dalla lettura del testo "coltivare le connessioni" sono emersi per me numerosi spunti di riflessione.

 

 

Il sistema di reti e organizzazioni, di cui internet è solo un'espressione, lo ritroviamo come paradigma di tutti gli aspetti della vita, dai sistemi biologici a quelli macroeconomici. Intanto condivido pienamente la visione secondo la quale la natura è stata sempre "collegata" in rete, in un sistema intricato di scatole cinesi (di cui l'uomo fa parte), una rete costellata di nodi, all'interno dei quali vi è un'organizzazione, di cui (guarda...guarda) solo adesso prendiamo consapevolezza. "Dire che mediante le reti si possano spiegare i misteri della vita è certamente esagerato tuttavia dove c'è vita ci sono reti".

La visione olistica della vita si avvicina molto alla mia personale filosofia, in virtù della quale è molto importante il comportamento del singolo che, in quanto facente parte di una rete, influenza la sua vita e il suo ambiente continuamente ed ha il potere di trasformare qualsiasi cosa (speriamo sempre in positivo). Leggo una nostalgia per il passato, ma questo passato può ritornare (se lo vogliamo veramente), basta puntare sull'empowerment della gente comune, sull'umanità che è dentro di noi, sopita, addormentata, ma è sempre lì, basta solo attivarla e utilizzarla durante la nostra giornata, sul lavoro, per strada, con il vicino di casa, con i parenti/serpenti (per chi li ha).

Coltiviamo dunque le nostre connessioni, che non sono di tipo tecnologico, ma riguardano il nostro personal learning environment. E quello dei nostri alunni? Ricordiamoci che siamo docenti: riusciamo a creare un ambiente di apprendimento nel quale i nostri alunni si sentano protagonisti del loro percorso formativo? Io penso che ci stiamo sforzando in questo senso e una prova è rappresentata dall'impegno profuso in questo corso di laurea. Molte sono state le occasioni di mettere in pratica nuove tecniche e metodologie di apprendimento/insegnamento, abbiamo sperimentato, progettato, modificato, imparato.....

La missione della scuola in questa fase di grandi trasformazioni dovrebbe essere quella di affrontare il cambiamento, solcando le onde della società della conoscenza, traghettando i suoi utenti verso il loro PLE. Spero che Andreas ci aiuti in questo arduo compito attraverso questo corso di editing multimediale!

Vi lascio con un pensiero a me molto caro e credo "utile" per coltivare positivamente le nostre personali connessioni:

Che cos'è la gioventù?

Il filosofo francese Roger Garaudy sostiene che mentre la maggior parte delle persone crede che un individuo nasca giovane e poi invecchi e muoia, in realtà l'acquisizione della gioventù, in senso profondo, è un processo lungo e impegnativo. La gioventù di cui egli parla è la forza spirituale per non ristagnare o resistere al cambiamento, per sentirsi aperti a nuove possibilità. E' il potere dello spirito che rifiuta di soccombere all'autocompiacimento e continua a lottare.

Questo è stato uno dei primi post sul mio blog, che ho chiamato emscuola acronimo di  editing multimediale scuola (http://emscuola.blogspot.com), ma in questo blog  non si  parla solo di scuola e tecnologie,  c’è spazio per ben altro.   L’utilizzo del blog in campo educativo permette a docenti e studenti di diventare autori di un diario di bordo, il tipo di coinvolgimento risulta pertanto  essere attivo e non passivo, in un’ottica di costruzione collaborativa della conoscenza.  Nell’ambito informale invece i blog rappresentano un ampio spazio di diffusione di idee e ricerche nei più svariati campi.

La mia idea di editing multimediale riguardava la realizzazione di un sito internet, invece ……. è successo di tutto e di più:

·         Il mio rapporto con il mondo dei blog si è totalmente trasformato: non ho mai avuto particolare simpatia per i blog, ma il fatto di essere interconnessa in una blogoclasse, ha fatto sì che il mio ‘umore’ personale venisse rivoluzionato: sono diventata una blogger. Il sistema dei feed ha funzionato, perché ogni nuovo post sul blog dei colleghi coinvolgeva automaticamente tutti gli altri, innescando una serie di discussioni su tematiche per me della massima importanza, perché riguardanti la scuola, gli ambienti di apprendimento, le nuove tecnologie applicate alla didattica, il web 2.0, gli e-book, i nativi digitali e non, i social network, i podcast.

·         Ho imparato cos’è il blogroll: una vera e propria rete di blog interconnessi e costituenti una blogosfera,  grazie ad  una serie di links ad altri blog.

·         Ho appreso e sperimentato veramente tante cose nuove, scaricando sul mio pc e sperimentando i seguenti programmi di editing multimediale, per esempio: avs4you, cam studio, jing, pinnacle, movie maker, celtx, itunes.

·         Ho imparato a servirmi sempre più spesso di youtube, ad utilizzare google reader: l’aggregatore di feed offerto come servizio gratuito da google, è basato sul web e pertanto non è necessario installare alcun programma sul pc.

·         Ho realizzato il mio primo filmato servendomi di pinnacle.

·         Ho imparato ad utilizzare il wiki: un particolare tipo di sito web che consente a più utenti di creare e modificare le sue pagine, contemporaneamente. È un tipo di scrittura collaborativa di ipertesti. Il sistema conserva traccia delle modifiche effettuate e delle versioni precedenti, consentendo una sorta di controllo sui contributi forniti attraverso l’accettazione o meno delle variazioni effettuate dai vari collaboratori.

·         Ho conosciuto persone motivate ed esperte come Maria Grazia e Romina, ma soprattutto ho conosciuto Andreas, un professore sui generis, che ha saputo motivare, coinvolgere e stupire quanto basta per apprendere con leggerezza, eccone un esempio http://iamarf.wordpress.com/2009/05/04/precisazione-su-assignment-8/.

·         La pagina dei contenuti emergenti mi ha permesso di apprendere numerose informazioni utili al mio lavoro di docente e di corsista, ecco un mio intervento:

Vi sembrerà strano, ma non ho mai realizzato un video. Non so perchè, ma ho sempre provato una certa riluttanza ad avventurarmi (nel bosco?). Adesso, motivata da Andreas e coinvolta dai vostri preziosi suggerimenti, ho deciso di provare con pinnacle, anche perchè alcuni di voi hanno segnalato qualche problema con movie maker. Ho deciso di iniziare con un filmato-prova, quindi ho scaricato alcuni spezzoni video che avevo già sul pc (girati presso l'acquario di Genova con la fotocamera), li ho assemblati con qualche titolo, sottofondo e transizioni, e voilà il video è stato realizzato. Poi mi sono accorta che era troppo pesante e quindi ho utilizzato la lametta (era 2,30 minuti ed è stato rimpicciolito a 1,20 min.).A questo punto volevo caricarlo direttamente sul mio blog, ma è risultato ancora troppo pesante (blogger supporta video fino a 100 mega), ho provato a caricarlo su yahoovideo, ma anche quest'ultimo arriva fino a 150 mega, allora lo sto caricando su youtube (che supporta fino a 2 giga). L'inconveniente è che sta ancora caricando dopo 2 ore circa. A proposito il mio video è pesante 350 mega.

A questo punto chiedo ai più esperti:

il mio video è molto pesante perchè è stato realizzato dall'unione di altri video?

E' normale dover aspettare tutto questo tempo per caricare un video su youtube?

C'è qualche altro sistema di cui io non sono a conoscenza?

Ringrazio chi potrà illuminarmi in proposito, ma soprattutto spero che dopo tante ore di lavoro io riesca finalmente ad inserire il mio primo video sul blog!

·         Sul mio blog ho parlato di: Ecopedagogia, mettendo in evidenza anche importanti problematiche riguardanti la salvaguardia del nostro pianeta attraverso la diffusione della “Carta della Terra”, il libro: quale futuro? La scuola italiana vista da una ragazza finlandese, classroom 2.0, la prima biblioteca mondiale on line, vai con il web 2.0, libertà digitali: la posizione dell’UE, podcast,

·         Il post “a proposito del life long learning: dove va la nostra scuola” ha suscitato una discussione all’interno del blog di Andreas dal titolo ‘Il pacco’.

·         Ho fatto interventi sia sul blog di Andreas che su quello dei colleghi.

·         Ho avuto la possibilità di parlare della sofferenza dell’apprendimento, in un post dal titolo: ‘La capacità negativa della mente’.

·         Nella blogoclasse si è molto dibattuto sul fenomeno face book e dei social network in generale.

·         Ho ampliato i miei bookmarks su delicious.

·         Sul blog di Andreas c’è anche il daily dove si sono affrontate argomentazioni di grande interesse a partire da quella del rapporto col maestro.

Che cosa auspico alla fine di questo corso?

 Che la blogoclasse non si esaurisca qui, che io possa continuare a coltivare le mie connessioni insieme a compagni di uno splendido viaggio condiviso e condivisibile ancora per molto tempo.

 

Biella 10 maggio 2009                                                                                                                by    Flavia Di Maio

 

Michela d'Adamo 5/10/09

 

 

Questo corso di editing multimediale è arrivato alla fine della nostra avventura universitaria, ma non sembra che ciascuno di noi abbia voglia di concluderlo. E’ il primo insegnamento a tempo indeterminato del nostro corso di studi .

 

Lo si aspettava basato sulle tecniche, un corso che elargisse  strumenti di intervento a noi operatori dell’educazione. Somma meraviglia ci colse quando, sin dal primo incontro, notammo che il focus del corso non era puntato tanto sugli strumenti operativi informatici,  quanto sulla creazione di un qualcosa di assolutamente nuovo: una rete concepita e costituita da noi, dai nostri blog, il cui scopo era quello di produrre conoscenza. La blogoclasse ha generato e genera  opinioni, informazioni, creazioni che sono scaturite le une dalle altre in un gioco di intrecci , sovrapposizioni. Gli argomenti si producono per contiguità, oppure risultano essere l’uno lo sviluppo dell’altro. Il fatto di procedere insieme ha dato vita al moltiplicarsi esponenziale dei contributi che convergevano verso un centro di interesse o divergevano da esso per creare spunti inediti, stimoli nuovi, ma gravitanti sempre intorno al nostro mondo, quel mondo costituito dagli orientamenti che la stessa rete di blog ha delineato. Non sono occorse discussioni, accordi per l’individuazione dei temi: la blogoclasse si è posta come un organismo che vive di vita propria. Non so se qualche blog si staccherà dagli altri per vagare da solo nella galassia del web, ma di certo  molti dei blog continueranno il cammino, avendo l’opportunità di procedere sinergicamente.

La “nostra” cultura scaturisce dalla nostra blogoclasse come risultato della rete di collegamenti ipertestuali intessuti nella nostra comunità di editori.

 

Visionando gli altri blog della blogoclasse abbiamo selezionato i contenuti più interessanti a cui fare riferimento o su cui riflettere.

La blogoclasse non è destinata a rimanere un ambito chiuso, cristallizzato, dai confini definiti, sarà invece soggetta a una naturale evoluzione accogliendo il nuovo.

Sicuramente questo momento corale di produzione di senso, ha modificato il nostro modo di concepire il fare scuola, tanto che alcuni di noi lo sta già cominciando  a sperimentare con i propri alunni.Un altro aspetto mi pare importante cogliere. La figura del docente che riusciamo a mutuare da quella di Andreas risulta ispirata ad una nuova maieutica. Un docente che rinuncia alla distanza fra i ruoli per instaurare la necessaria empatia, affinchè l'esperienza educativa si realizzi in un contesto motivante e, per questo, producente.Una piccola rivoluzione copernicana, insomma.

Nella  fase di creazione dei prodotti da inserire nei blog, è stato necessario il ricorso a strumenti di intervento suggeriti   dai noi stessi o reperiti in rete e anche questo ha rappresentato un momento importante di alfabetizzazione.

Ho imparato a  gestire il mio blog, editando , inserendo, cancellando modificando, ma anche inserendo blogroll e delicious ..

Adesso riecco a  monitorare e gestire  lo strumento blog dal suo “backstage”.

Per il lavoro sul blog è stato necessario disporre di alcuni programmi per caricare, scaricare video, creare vison gallery, dissociare l’audio dalle immagini. Abbiamo sperimentato un certo numero di programmi per la realizzazione delle clip: Movie maker, Pinnacle, Power director, Picasa, Magis, Audacy per il suono, Ispring per trasformare PPt in video in formato flash…solo per citare alcuni esempi, ma l’elenco potrebbe allungarsi e diventare tedioso.

E’ recentissima l’iniziativa di una scrittura collaborativa che in questi giorni è in fase di gestazione e dovrebbe costituirsi come un prodotto di gemmazione della blogoclasse.

    Sono stati da noi anche  frequentati alcuni spazi afferenti rispetto alla bolgocalsse. Principalmente il wiki col diario dei contenuti emergenti e il forum.

ARGOMENTI EMERGENTI:

( qualche esempio )

input da

LA SCUOLA CHE CAMBIA BY IAMARF

If universities can’t find the will to innovate and adapt to changes in the world around them (what’s happening in the economy, affordability, the impacts of technology and openness, etc.)… universities will be irrelevant by 2020.

TARANTILLA (ME)

Come restare insensibili agli interrogativi posti da Andreas circa l’effettiva corrispondenza dell’attuale impianto scuola con una realtà sociale in tumultuosa trasformazione anche sotto l’effetto delle tecnologie? Quale sarà il destino prossimo futuro della scuola ? E se non saprà adeguarsi al nuovo che avanza a velocità impressionante, davvvero dovremo cedere alle istanze descolarizzatrici che da un trentennio ormai vaticinano,  non senza valide ragioni, il tramonto del sottosistema scuola?

Intanto  voglio mettervi a parte di un’esperienza che potrebbe rappresentare un prodromo, un primo passo verso una fase di cambiamento o, se preferite, di evoluzione.

Articoli correlati nella blogoclasse:

la crisi della scuola

http://noiul.blogspot.com/2009/04/la-crisi-della-scuola.html

Da più parti si sostiene che la scuola sta vivendo una profonda crisi; alcune cause sono da attribuire ad alunni sempre meno studiosi, famiglie poco disponibili alla collaborazione e sempre più competitive con l’istituzione, insegnanti sfiduciati e poco desiderosi di cambiare le cose. Questi professionisti infatti avvertono un senso di inadeguatezza, di fallimento personale perché l’equazione insegnamento = apprendimento pare in molti casi non funzionare. Insegnare è una professione che non dà certezze, ma è foriera di imprevisti e spesso pone in luce contraddizioni.

http://emscuola.blogspot.com/

LA SCUOLA ITALIANA VISTA DA UNA FINLANDESE

Qualche settimana fa sul blog di Andreas avevamo parlato di sistema scolastico italiano paragonandolo a quello finlandese. Ho trovato questo interessante blog all'interno del quale una studentessa finlandese, che ha studiato per un anno qui in Italia, fa delle interessantissime affermazioni , tra l'altro perfettamente corrispondenti al vero, ecco il link

http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2009/04/28/la-scuola-italiana-giudicata-da-una-ragazza-finlandese/

MILANO Un progetto pilota, chiamato "Classroom 2.0", consentirà in diversi istituti scolastici di Reggio Emilia ,a studenti, insegnanti, genitori e aziende locali di disporre di una piattaforma collaborativa, per poter interagire e scambiare informazioni sulle attività di gestione della classe, sugli interessi e i risultati degli studenti, così come su attività di lavoro di gruppo destinate a scuole specifiche e nuove possibilità lavorative.

http://letizia-laetitia.blogspot.com/

FILM

Oltre alle recente trasposizione in film de La Classe voglio ricordare altri recenti tentativi di trasporre sul grande schermo testi che fotografano la vita della scuola. Ad esempio, i volumi di Domenico Starnone sono stati riletti in La Scuola

http://apprenderesempre.blogspot.com/2009/04/una-morte-annunciata-esilenziosa.html by Mariella

ALTRI TEMI

partendo da http://iamarf.wordpress.com/2009/03/26/assignment-4-social-networks/

 

 

http://tarantilla.wordpress.com/…... E’ solo quando il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i momenti di riposo, di silenzio e di riflessione, necessari per un modello di vita equilibrato» ( Anzi, come disse ieri in chat Andres: la disconnessione fa persino bene alle connessioni”).

La conclusione per me, peraltro molto semplice,  è che Facebook (e ogni altro strumento Internet di ieri, di oggi e di domani) dev’essere usato come un mezzo, mai come un fine.

 

 Blog da me più frequentati nei quali è possibile leggere interventi a margine di articoli redatti dai colleghi:

http://noiul.blogspot.com/

http://manubra.blogspot.com/

http://cooperativelearnignlim.blogspot.com/

 http://letizia-laetitia.blogspot.com/

http://luina.wordpress.com/

http://speculummaius.wordpress.com/

http://apprenderesempre.blogspot.com/

 

 

"Questo insegnamento, in sostanza non è nato per concludersi ma per continuare a cambiare".  ( F.to: Michela d'Adamo alias Tarentilla)

 

 

 

La mia formazione

Vorrei partire in questa mia riflessione sul percorso svolto e che sto ancora svolgendo, nel corso di Editing Multimediale,  dalla lettura che feci del programma d’insegnamento in cui si rendeva noto che non vi era un insegnamento pre-definito ma un percorso da tracciare strada facendo, in cui il docente assumeva il ruolo di facilitatore del sapere , parola chiave nella costruzione della conoscenza che in questi anni è stata più volte sottolineata in tutti i percorsi di formazione della IUL. Trattandosi di un corso di formazione in WEB 2.0, ho avuto subito molto timore; ricordo che nel primo sincrono (nickname Maura) dissi ad  Andreas di sentirmi molto “imbranata” in questo campo ma di essere subito stata rincuorata dal fatto che lui stesso avesse spesso la stessa impressione (penso però che mi abbia detto una bugia). L’essere poi uscita dalla piattaforma IUL  che è sempre stata un punto di riferimento per dubbi, risposte, proposte.....mi ha creato un po’ di disorientamento: mi sono sentita non a fare “una passeggiata nel bosco” ma a seguire una strada in cui, con  una certa ansia, dovevo stare attenta a non perdermi e a dovermi fermare di tanto in tanto per fare il punto della situazione.

Ho letto con attenzione “Coltivare le connessioni” per capire cosa volesse dire essere nel Web 2.0, approfondendo quest’ultimo significato(marzo 2008 di iamarf - strumenti di social networking: il Web 2.0) e le potenzialità che esso offre.

Ho utilizzato un blog creato con alcuni compagni della IUL nel primo anno di corso e che, da allora, non avevo più utilizzato.( www.emarilu.blogspot.com ). L’importanza di questo strumento del WEB 2.0 l’ho scoperta e la sto ancora scoprendo adesso: fino a pochi mesi fa mi ero fatta un’idea che il blog servisse come raccolta di opinioni diverse riguardo a un argomento, ora riesco meglio a capire la sua importanza come strumento per allargare l’interazione sociale e la conoscenza culturale.

Questo è stato il primo passo di connessioni al di fuori di una piattaforma strutturata quale sia la piattaforma IUL  o la piattaforma INDIRE che so utilizzare e navigare con una certa sicurezza, essendo formatore di area metodologica di L2.

Forse avevo bisogno di essere maggiormente accompagnata ad “uscire dagli schemi”, a mettere in pratica quanto appreso, ma è pur vero che avrei dovuto forse “osare di più”, non avere paura di fare “banali richieste” ( e pensare che questo lo dico sempre ai miei alunni!).

Ho navigato nei blogs dei colleghi, ho creato qualche feed nel mio, ma il punto di riferimento e stato sempre il blog del prof (http://iamarf.wordpress.com ) e il suo daily (http://infomedfi.wordpress.com con i suoi post e i suoi assignments che ogni volta mi creavano da una parte un ulteriore momento di apprensione e dall’altro una nuova scoperta delle potenzialità del web.

Quest’esperienza è stata comunque positiva per il semplice fatto che mi sono resa conto che ho ancora molto da imparare, da dare, ma soprattutto da ricevere perchè ti rendi conto che quando ricevi puoi, a tua volta, dare di più. In uno dei tanti post letti navigando nei blogs del Prof e dei  colleghi  mi è rimasta impressa questa frase: - ....è strano, ma sono alla fine del corso e mi ritrovo con più domande che risposte”(se ricordo bene è un  post di Daniela). A me sta succedendo un po’ la stessa cosa: mi ritrovo a fine corso con la voglia di creare, di fare, di tessere nuove connessioni superando quella “paura e ansia” iniziale che mi hanno confuso e un po’ demoralizzata.

Anche se questo non è un elenco di tracce, è comunque un primo sforzo per entrare a far parte del mondo on line del web. 2.0

 Marina

 

 

Queste le  tracce del percorso di Claudia Guido

 

Il mio primo approccio al corso è consistito nella lettura di “Coltivare le connessioni” http://www.scribd.com/doc/12859285/Coltivare-Le-Connessioni . Mi è piaciuto il contenuto complessivo ed ancor più mi hanno coinvolto le metafore, (che più volte ho rivisitato),  ricche, significative, efficaci. Ho capito subito di avere a che fare con un insolito corso universitario e la mia sensazione ha trovato immediatamente conferma. In un primo momento l’assenza di un percorso lineare, scandito in tappe e moduli mi ha un po’ disorientata, il mio grande timore era perdermi per strada e non comprendere dove fosse il punto di arrivo; successivamente ho compreso che in realtà il traguardo non esisteva, ma il percorso consisteva nel saper cogliere piccoli input gettati apparentemente senza finalità, che aspettavano di essere colti, coltivati ed esplorati in un cammino che non presenta limiti.

Ecco le tappe della mia camminata nel bosco:

 

Si tratta di un blog inizialmente gestito in collaborazione con Danilo e Valeria. Questo spazio è stata la mia “stanza”, arredata poco alla volta, modificata nell’aspetto a seconda di quanto sono riuscita ad imparare compiendo un passo alla volta. Ho gradualmente inserito gadget diversi, snap shots, link, tags, video…e con piacere si è allungato l’elenco di coloro che hanno seguito e letto i vari post. A mia volta ho commentato gli scritti dei miei compagni che in molte occasioni mi hanno fornito lo spunto per provare strade inesplorate. Ecco  i link ai miei interventi:

http://noiul.blogspot.com/2009/03/io-sono_08.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/passeggiando-nel-bosco.htmlhttp://noiul.blogspot.com/2009/03/tecnologie-e-scuola.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/connessione-e-dintorni.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/editing-multimediale.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/commento-al-post-odierno-di-andreas-nel.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/ancora-connessioni.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/web-20-tools-in-your-classroom.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/il-pacco.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/i-nostri-giovani.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/i-non-nativi-digitali-hanno-modificato.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/alcune-notizie-sulla-scuola-danese.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/se-qualcuno-volesse-inserire-il-proprio.html

http://noiul.blogspot.com/2009/05/e-tempo-di-bilanci.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/la-crisi-della-scuola.html

http://manubra.blogspot.com/2009/03/chi-sono-i-nativi-digitali.html#comments

http://manubra.blogspot.com/2009/03/perche-tanti-blog.html#comments

http://cooperativelearnignlim.blogspot.com/2009/03/il-voto-che-motiva-e-il-voto-che.html#comments

http://cooperativelearnignlim.blogspot.com/2009/03/post-it-7-era-una-scuola-fatta-dagli.html

 

 

  • feed RSS

Quante volte ho visto la piccola icona  presente nelle pagine web, ma ingenuamente mai mi sono chiesta quale fosse la sua funzione. Ho imparato che l’ utilizzo consente di visionare gli aggiornamenti, raccolti in un aggregatore, dei siti e dei blog che si frequentano solitamente, senza doverli ogni volta cercare. Ho avuto quindi accesso rapido ai nuovi post inseriti negli innumerevoli blog e ai commenti ad essi riferiti.

 

Ho ripreso il sistema della taggatura imparato in occasione di un precedente esame; ho riportato quindi in DELICIOUS nuovi link ai siti e ai blog di mio interesse. Ritengo che il social bookmarks  sia un sistema utile e veloce per accedere alla propria raccolta da ogni postazione e per effettuare ricerche attraverso il sistema dell’etichettatura.

 

  • ho ricercato risorse open source per la scuola e le ho raccolte nel mio bookmarks:

http://www.matematicamente.it/

http://www.iprase.tn.it/

http://gold.indire.it/nazionale/

http://happytux.altervista.org/

http://www.geogebra.org/cms/

 

  • Ho voluto rintracciare notizie che spiegassero come utilizzare gli strumenti del web 2.0 nella didattica. Sono venuta a conoscenza di diverse pratiche interessanti sia attingendo da siti e blog di insegnanti di altre nazioni sia dalle fonti reperite dai miei compagni di corso. Si è trattato spesso di brevi filmati riferiti ad esperienze realizzate dai docenti. Riguardo lo specifico argomento del web 2.0 nella pratica scolastica io e Danilo  abbiamo scritto un testo riassuntivo pubblicato in apertura di questo wiki. L’intento è stato quello di dare forma e ordine  ad una serie di interventi ricchi ed importanti al fine di un loro possibile utilizzo concreto.

http://infomedfi.pbworks.com/Tracce-del-percorso-di-Editing-Multimediale

 

  • Un altro passo è consistito nel reperimento di programmi e istruzioni per la creazione di video che ho inserito in Delicious:

http://www.jingproject.com/

http://fixounet.free.fr/avidemux/

http://volalibero.it/

http://www.italiasw.com/digital-life/videospin-video-editing-in-23-mb.html

http://www.jumpcut.com/

http://corp.kaltura.com/

 

 

Nel frattempo ho continuato a seguire il diario dei contenuti emergenti

http://infomedfi.pbworks.com/diario_iul_dei_contenuti_emergenti

al quale onestamente ho apportato uno scarno contributo. Ho riconosciuto in molti miei compagni una competenza con la quale è stato difficile rapportarsi, i miei piccoli progressi non possono costituire novità e neppure occasione di apprendimento per gli altri. Sono stata esclusivamente una commentatrice, un’attenta lettrice e una insicura sperimentatrice di quanto appreso.

 

  • Oltre a questi aspetti abbiamo utilizzato per la prima volta dall’inizio della nostra esperienza IUL, un nuovo “luogo” in cui effettuare gli  incontri in sincrono, WiZiQ,  scoprendo anche in questo caso una risorsa prima sconosciuta.

 

Una considerazione a parte riservo al blog

http://iamarf.wordpress.com/

ed al Daily  

http://infomedfi.wordpress.com/

di Andreas punti di riferimento quotidiani in cui andare a “scavare” per trovare smentite o conferme sul mio modo di pensare, per cogliere un possibile spunto di riflessione non necessariamente di carattere scolastico. Nulla è mai stato imposto dal nostro professore, si è sempre trattato di inviti a sperimentare, a ricercare, a pensare con riferimento ad aspetti vari per sollecitare la nostra discussione: la scolarizzazione, il funzionamento dell’università, le connessioni, le risorse in rete, le relazioni umane….

Questo percorso è stato arricchente e per quanto mi riguarda ancora in fase di esplorazione, molteplici saranno sicuramente le ricadute nel mio lavoro con la speranza di trasmettere ai miei alunni il piacere della scoperta così come continuo a viverlo io.

 

Claudia Guido

 

 

HO LASCIATO DELLE TRACCE...    Danilo Moine

 

Questo per me si è rivelato un percorso imprevisto e imprevedibile, non oserei neppure chiamarlo ‘esame’ perché mi parrebbe di sminuirne la significatività e l’alto livello di apprendimento che ha saputo generare; è stata un’esperienza di ‘comunicazione generativa’ (per dirla con il prof. Toschi) in quanto ha saputo generare qualcosa che prima non esisteva o, quantomeno non in questi termini, non con questa portata. Con il professore siamo andati a fare ‘una passeggiata nel bosco’ ma senza perderci, per poi ritrovarci ora a fine corso sulla via del rientro a casa. Abbiamo stabilito delle connessioni forti non importa con chi…

http://iamarf.wordpress.com/2009/02/27/coltivare-le-connessioni/ ;  queste connessioni si sono rivelate autentiche e ci hanno modificato, supportato e aiutato a non perdere la strada nel bosco.

 

Dopo la visione del video di presentazione del corso confesso che ero piuttosto perplesso e non immaginavo quello che mi avrebbe aspettato; ci veniva chiesto di aprire un blog personale o di gruppo, ma io non mi ero piuttosto a digiuno in materia (pur essendo piuttosto navigato nel campo dell’informatica e delle reti). Mi preoccupava l’idea di aprirlo e ancor più di doverlo implementare, ma con le mie amiche Claudia e Valeria il compito si è rivelato semplice e piacevole; abbiamo aperto un blog a tre:

Noiul

http://noiul.blogspot.com/

 

è stato un mettersi alla prova per vedere se si riusciva a trattare argomenti di interesse più ampio che coinvolgessero altre persone e così è successo: abbiamo avuto parecchi lettori che in qualche modo ci hanno confortato a continuare e migliorarci. Non mi sono sentito in competizione con Claudia e Valeria; tra di noi c’era la massima libertà di intervento e il tacito assenso degli altri (sempre nel rispetto della netiquette). Leggere i loro contributi mi serviva da stimolo anche nei momenti di sovraccarico. Ho postato interventi più tecnici e altri di riflessione sulle tematiche proposte dal professore o individuate durante le ricerche in rete:

http://noiul.blogspot.com/2009/03/su-di-me.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/editing-multimediale-mhhh.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/are-you-connected.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/leggendo-il-post-di-claudia-il.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/una-webtv-nel-blog.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/facciamo-video.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/nel-post-di-andreas-mi-e-piaciuta-molto.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/flessibilita-permanente.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/lidea-di-enrico.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/la-vera-scuola-ha-bisogno-di.html

http://noiul.blogspot.com/2009/03/web-20-al-mit.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/free-educational-technology-tools.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/perche-tutti-applaudono-alla-finlandia.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/web-e-cittadinanza.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/rimeditando-su-un-argomento-che-era.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/proposito-di-blog-didattici.html

http://noiul.blogspot.com/2009/04/socializzare-conoscenza-e-interessi.html

http://noiul.blogspot.com/2009/05/nati-digitali.html

http://noiul.blogspot.com/2009/05/dobbiamo-bilanciarci.html

 

Ho appreso mole cose: dall’inserimento dei tag, alla visualizzazione delle snap shots, all’inserimento dei vari elementi grafici per migliorare l’aspetto del blog, fino all’inserimento delle clouds e delle tags da DELICIOUS.

DELICIOUS?!? Ma di cosa si tratta, ho pensato quando ci è stato proposto di creare un nostro account su questo social bookmarking? Proprio di questo si tratta! Un ambiente Web 2.0 attraverso il quale ci è consentito condividere i nostri bookmark con altri utenti in rete e creare dunque una community allargata sulla base di interessi comuni; qui la rete si alimenta grazie al fatto che i miei tag possono coinvolgere altri utenti interessati allo scambio della medesima conoscenza:

In questo ambiente ho appreso cosa significa connettersi con altri sulla base di interessi comuni; ho perfezionato l’uso di tags e clouds comprendendone meglio la funzione. Tra i miei bookmarks ho inserito articoli che parlano del web 2.0 : YouTube - Web 2.0 Social Software - Implications for Education, di sofware open source o free per l’audio e il video editing: Audiograbber, CD-ripper for Windows 95/98/ME/NT/2000/XP, di ePortfolio: ePortfolio - Riflessioni e spunti operativi, ecc.

 

  •  feed RSS

 

I feed all’inizio parevano difficili da gestire, pensavo di non aver compreso il meccanismo del loro funzionamento; per fortuna il professore ogni volta che proponeva argomenti più tecnici li corredava con un video esplicativo e la cosa diventava più gestibile. Il sistema dei feed è ciò che consente di tenere le tracce degli altri senza disperdesi; consentono di mantenere uno sguardo sul panorama generale dei nuovi interventi nei vari blog senza impazzire a leggerli tutti uno per uno. È bastato implementare il file che il professore aveva generato e aggiornava periodicamente, tramite gli indirizzi dei nostri blog, dentro un aggregatore di feed come Google reader e automaticamente si veniva informati non appena qualcosa di nuovo compariva nel panorama dei blog. Era il filo di Arianna che consentiva di ritrovare la strada all’interno del bosco e… di incrociare le strade degli altri.

Il blog http://infomedfi.pbworks.com/Tracce-del-percorso-di-Editing-Multimediale  era quello che forniva la traccia generale, che dava il senso ai nostri interventi e radunava tutti attorno a tematiche settimanali sottoforma di Assignment:  http://iamarf.wordpress.com/2009/04/21/assignment-7-iul-sessione-online/

È stato poi pensato uno spazio da destinare a diario settimanale degli ‘appunti’ relativi alle tematiche emerse nei vari sincroni, quasi come una ‘smemoranda’, al quale ho cercato di contribuire con commenti e alcuni post:

http://infomedfi.pbworks.com/diario_iul_dei_contenuti_emergenti .

Anche il daily è nato con lo scopo di tenere traccia ed evidenziare le tematiche maggiormente significative che emergevano man mano nei vari blog:

http://infomedfi.wordpress.com/  era il punto di riferimento per trovare vedute diverse su argomenti comuni.

 

Infine molto utile e facile da gestire si è dimostrata la piattaforma web che è stata proposta e utilizzata per i sincroni con il professore; alcuni di noi (dopo un incontro di supporto in sincrono con la tutor Romina Agresti) si sono lanciati nella gestione personale di una classe virtuale su WIZIQ per testarne le possibilità e la fattibilità di utilizzo con gli alunni.

 

E mi avvio alla conclusione  dicendo che le nozioni apprese in questo corso sono state veramente tante, a misura di digital immigrant, ma le connessioni sviluppate e la rete di scambi e di feedback sono state davvero un momento ‘forte’ che ha lasciato tracce importanti nel nostro percorso e che (nel mio caso) ha prodotto un cambiamento cognitivo: un’esperienza in linea con lo spirito di un’Università telematica e davvero unica nell’arco dei tre anni.

 

                                                                                                                                                              Danilo Moine

 

 

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Sulle orme di....Editing multimediale

 

by Luigina

 

Sin dal primo incontro in sincrono, utilizzando WIZQ, il 6 marzo scorso, ho avuto la netta sensazione che qualcosa di diverso stesse per accadere: il professore che preferiva essere chiamato per nome, due sessioni programmate –alle 18 e alle 21- proprio per permettere a tutti di esserci, che le stesse si sarebbero succedute ogni venerdì, diversi collaboratori di Andreas (il prof) interconnessi con noi, niente faldoni da acquistare, e poi un prof che avrebbe interagito con noi con un blog, un daily, un forum, un wiki…e non so più quante altre diavolerie, una blogoclasse con gli studenti di medicina; un rapporto paritario, insomma, di quelli che noi facilitiamo in classe con i bambini, proprio perché è il più proficuo. Forse tutti siamo rimasti sorpresi, ma abbiamo reagito con grande energia, esperienze pregresse ci hanno suggerito di attendere e vedere gli sviluppi.

 

Il primo assignment: Coltivare le connessioni, scaricato dalla rete, letto tutto d’un fiato, ci ha confermato che si trattava davvero di un corso “diverso”, che bisognava armarsi di lenti speciali per guardare bene cosa il cammino ci avrebbe riservato. Abbiamo compilato un sondaggio d’ingresso.

Abbiamo tutti aperto un blog, o riesumato quello che avevamo utilizzato in un altro corso di studio.

Secondo assignment: l’utilizzo di delicious, sistema di social bookmark conosciuto, ma abbiamo imparato a “coltivarlo”, secondo le indicazioni di Andreas.

Terzo assignment: Feeds, OPML, PLE; non avevo idea di cosa fossero, l’ho imparato.

Quarto assignment: social networks, abbiamo risposto ad un sondaggio, abbiamo parlato di Facebook e di altri aggregatori sociali. Intanto Andreas preparava il suo convegno I CARE, abbiamo ascoltato con interesse la traccia del suo schema. Indimenticabile assistere, in differita, ad una parte del convegno, con vari protagonisti/attori. 

Quinto assignment: riservato agli studenti di medicina, ma utile lettura per tutti.

Sesto assignment: riflettiamo sul copyright, tema all’ordine del giorno nella scuola, perché da un lato ci chiedono documentazione e produzione di materiale, dall’altro ci limitano con la privacy e le norme sul diritto d’autore. Tanti contributi, preziosi suggerimenti.

Settimo assignment: sessione on line a cura di due studenti della IUL.

Ottavo assignment: valutazione del corso, scrittura sul wiki.

 

Il mio blog, da me considerato come un diario, visitato più volte al giorno, aggiornato periodicamente, arricchito di risorse e materiali giudicati utili, contiene il blogroll che mi consente di taggare tutti i blog amici e seguirli nella loro evoluzione.

 

Le mie esperienze, pagina in cui ho voluto socializzare appunti di lavoro e le prove di filmati realizzati con movie maker, picasa, animoto, slide.

La mia vita, contiene un episodio personale, indirettamente collegato alla Iul, che mi piaceva far conoscere ai miei amici.

I miei libri in cui descrivo alcune delle mie letture preferite.

Su di me, ma avrei potuto intitolarlo “I miei viaggi”, esperienze personali e visite di studio e di formazione all’estero.

 

Ho voluto socializzare un evento significativo della mia vita accaduto durante il corso di studio, postato in home page, e ho chiesto ai colleghi di votare un mio filmato per la partecipazione al concorso My Comenius experience.

 

Alcuni interventi:

Editing multimediale 

Iniziamo questo nuovo corso con l’entusiasmo di sempre, supportati dalla squadra di Andreas, veramente coinvolgente e motivata, oltre alle indubbie competenze tecnologiche.

Ciò che mi sorprende è l’umanità che percepisco, l’attenzione al nostro essere persona, con il nostro carico di emozioni, di esperienze, di curiosità.  Non ci siamo abituati. Ma siamo ben felici di abituarci.

 

@Andreas (lettera al mio professore di scienze) Aprile 19, 2009 a 7:16 pmluina

Si è aperta la porta dei ricordi e delle inevitabili emozioni. Concludi dicendo: tutto questo quarant’anni fa. Non so se oggi tutto questo sia ancora possibile; non riesco a capire perchè oggi sia più difficile emozionarsi rispetto al passato, la cortina che ci separa dai nostri allievi è fatta di tempi contratti, di lezioni concitate, di programmi ministeriali che incalzano, di dirigenti che sanzionano, di genitori che impongono e sorvegliano. Il tempo della comunicazione espressiva libera, originale, creativa è appannaggio di pochi.

Grazie per averci regalato un intimo ricordo, grazie per essere come sei.

Pubblicato il di luina | Edit

 

Valutazione nella scuola

2 considerazioni: la prima è che tutti i vostri/nostri commenti sono un tesoro dal quale attingere per arricchirci umanamente e professionalmente - quante cose abbiamo imparato e in così poco tempo; la seconda è sulla valutazione, argomento di primaria importanza per noi docenti/studenti. Capita anche a voi, certo, di assistere ai mal di pancia e non solo dei nostri alunni quando ci sono le verifiche...o alle nostre crisi di ansia quando diamo un esame. Ebbene il tipo di valutazione formativa cui accennava Danilo mi trova concorde, ma quando poi si presentano le prove Invalsi, avulse dalle nostre programmazioni e dalle singole realtà, rigide nella somministrazione, standardizzate nei contenuti...allora bisognerà fare una riflessione a monte di tutto l'impianto educativo.

at 8:59 am on Apr 1, 2009

Luigina Pernarella said

Ho utilizzato Movie Maker per la presentazione della mia scuola nella giornata di scuole aperte, è uno strumento agile purchè come ha ben spiegato Mariella si osservino alcune regole. Non ho avuto grosse difficoltà, accetta audio mp3, immagini e filmati, ha diverse opzioni di presentazione testo, la risoluzione è accettabile. A scuola dispongo di Pinnacle 11 (costo circa 60 €), è più professionale, la risoluzione è ottima, l’applicazione è intuitiva, è compatibile con diversi sistemi, ma proprio per la sua alta definizione ha dei tempi lunghissimi di trasferimento su dvd.

Ma la cosa significativa che volevo comunicare è la progettualità sottesa alla produzione del filmato. Gli alunni sono stati coinvolti attivamente scrivendo la sceneggiatura, studiando le scene, i dialoghi, il messaggio che si voleva trasmettere; abbiamo fatto un sopralluogo dei posti in cui si dovevano girare le scene, abbiamo scelto “gli attori”, abbiamo scelto le foto da inserire, abbiamo scritto il testo. Infine l’audio da inserire e gli effetti speciali. Il percorso è stato lungo e laborioso, non sono mancati intoppi, tra cui i crash quando si modificavano immagini o testi, ma il risultato finale ci ha soddisfatti

at 4:22 pm on Mar 14, 2009

Luigina Pernarella said (diario dei contenuti emergenti)

 

Questi i blog che mi hanno alimentata:

 

Vari interventi sono stati postati nei blog dei miei colleghi, con i quali ho intessuto un collaborativo e proficuo rapporto. La “passeggiata nel bosco” non può esaurirsi qui, personalmente continuerò a far vivere il mio blog e ad alimentare il mio PLE.

Grazie ad Andreas, a Romina –impareggiabile tutor-, a Maria Grazia Fiore, per aver continuamente stimolato i residui neuroni.  Luigina Pernarella 

 

 

Tracce del percorso di editing multimediale

di Maria Lucia Bonalumi

 

1.      L’inizio: piuttosto preoccupante. 

Ormai mi conosco: tutto ciò che è nuovo, che esula dalla mia esperienza, mi desta una forte attrattiva, come un richiamo, che da un lato genera una forma di irrequietezza se non mi ci avvicino per accorciare le distanze, ma, dall’altro mi crea sempre preoccupazione, anche spropositata. Credo che sia un retaggio della mia educazione, piuttosto rigida, che mi porta a vivere con ansia tutte le novità, ma poi è come se la mia natura, quella caparbietà mista a curiosità che caratterizza la mia personalità, prendesse il sopravvento.

Il nuovo, per me, per quanto riguarda il corso di editing multimediale, è rappresentato inizialmente dalla lettura del programma di insegnamento redatto dal docente: deliberatamente scritto non in forma convenzionale, secondo un elenco di argomenti di studio, ma focalizzato sul percorso, sull’ambiente propizio da creare per apprendere “nozioni, strumenti e azioni attinenti al tema dell’editing”. Già questa rappresenta la vera novità: noi, studenti IUL, sperimentiamo per la prima volta sulla nostra pelle, la “costruzione del sapere”, a fianco di un “facilitatore” dell’apprendimento.

Forse, all’inizio, ho temuto questo nuovo impatto, pensando che fosse più rassicurante avere una sfilza di contenuti da studiare e, come spesso accade, “mandare a memoria”. Oggi la penso in modo completamente diverso.

Ma ciò che inizialmente mi ha preoccupato maggiormente, facendo uscire allo scoperto la mia vera anima di digital immigrant, è stato il nuovo approccio con le tecnologie richiesto: l’argomento, lo stare online e il concetto di Personal Learning Environment, è davvero interessante, ma io sono completamente inadeguata. Medito di farmi aiutare concretamente da  qualcuno, ma già penso che non permetterò all’ansia di togliermi né la lucidità né il desiderio di percorrere questa “passeggiata nel bosco”.

2.      Il  percorso: all’insegna dell’ottimismo.

Innanzi tutto mi chiarisco il concetto di editing multimediale: il video di Andreas, le ricerche su Internet, il confronto con alcuni colleghi mi illuminano. Comprendo, man mano che leggo e mi informo, che creeremo un laboratorio dove si impara per via esperienziale, nell’ottica  del superamento del testo come unico mezzo e dell’aula come unico ambiente. La lettura del documento Coltivare le connessioni appassiona, ma mi è necessario ripercorrerlo più volte per capire fino in fondo i messaggi di Andreas. Rileggo più volte  anche la mappa degli strumenti del WEB 2.0 e, pur avendone una conoscenza indiretta, mi propongo di approfondirne gli utilizzi e di cimentarmi nella loro sperimentazione.

La prima riflessione sul tema del social networking nasce dalla lettura del capitolo “Gli strumenti di social networking: il WEB 2.0”  e, soprattutto dalle considerazioni che emergono dalla lettura del post, scritto a proposito, nel blog del prof. Formiconi. Rifletto sulla grande opportunità offerta dal WEB 2.0: ha fatto esplodere la massa, dandole strumenti per esprimersi ed agire liberamente, in modo interconnesso, offrendo spazi di aggregazione che superano l’assetto spazio – temporale. Oggi, questa grande opportunità di partecipare attivamente utilizzando gli strumenti del WEB 2.0 viene offerta anche a me, soprattutto attraverso la creazione di un blog.

Ora si tratta di realizzare il mio spazio, il mio ambiente di comunicazione dove mantenere vive le connessioni. Nasce il mio blog: la creazione è immediata (non chiedo l’aiuto di nessuno!!!) e la personalizzazione divertente… per quanto riguarda il blogroll Pierluigi mi offre, come al solito, una mano. Strepitosa la possibilità di essere aggiornati su quello che gli altri pubblicano grazie al sistema dei feed: le connessioni si moltiplicano e si intrecciano. Comunico la mia esperienza anche a scuola: gli alunni rimangono un po’ sbalorditi, i colleghi…anche. Qualcuno timidamente commenta anche i miei primi post, forse come forma di incoraggiamento, mentre sempre più numerosi si fanno i sostenitori, soprattutto dopo il post in cui, sollecitata da una riflessione di Andreas, cerco di mettere a confronto la scuola italiana con quella finlandese.

Nel frattempo, di pari passo, prende vita Il diario di classe, in cui cerchiamo di far emergere i contenuti emergenti. Trovo interessanti tutte le notizie relative all’open source: i commenti di chi ha già sperimentato mi facilitano nella loro comprensione e nell’utilizzo.

Già mi sento a mio agio in questo contesto e lo comunico nel Diario di classe:

 

 (…) nell'arco di pochi giorni mi sento molto cresciuta: da un senso di inadeguatezza e di disagio iniziali, grazie ai percorsi aperti e rassicuranti, liberi da dogmi e regole ferree, offerti da Andres, sto vivendo una fase di lavoro caratterizzata da curiosità ed interesse verso le tematiche proposte. Conoscendomi, sono sicura che il tutto assumerà presto i toni della passione. Del resto in questo percorso sto scoprendo me stessa: tendenzialmente curiosa, ma bisognosa di tempi e spazi per capire, riflettere, "fare mio". Con occhi diversi guardo anche i ragazzi: ognuno con i propri stili, i propri bisogni di formazione, con la propria capacità di esprimersi...proprio come me!!!

 

E in questa esperienza ricorre spesso il riferimento allo spazio e al tempo:

 

Anche a me è successa una cosa simile a Daniela: per tutte le connessioni attivate, per i nuovi mondi esplorati, per le relazioni costruite e quotidianamente cercate, per i "pezzi" ancora mancanti nella mia formazione, per i bisogni e le incertezze...insomma per tutto il tesoro che sto scoprendo grazie al corso, ho avuto necessità di crearmi un tempo e uno spazio tutto mio. Il tempo è quello che ricerco ogni giorno, non più come semplice "dovere", ma come piacere e desiderio di fare qualcosa per me, per conoscermi meglio e per migliorarmi. Lo spazio si è anch'esso dilatato: dallo spazio del mio blog, a quelle dei miei amici, alle pagine del diario, alle pagine del mio quaderno degli appunti...ripercorrendoli mi vedo molto cresciuta, grazie e soprattutto ai contributi di tutti noi. E' proprio vero:

"Bisogna riconoscere che l'intelligenza è distribuita dovunque c'è umanità, e che questa intelligenza, distribuita dappertutto, può essere valorizzata al massimo mediante le nuove tecniche, soprattutto mettendola in sinergia" (Pierre Levy).

 

            Gli incontri settimanali in chat con il professore, organizzati per il venerdì in ben due orari diversi per consentire a tutti coloro che lo desiderano di poter partecipare, non solo sollecitano tematiche inaspettate e motivano a costruirci intorno una riflessione, ma soprattutto sono la conferma che non c’è un obbligo di lavoro predefinito, non c’è una consegna da eseguire stabilita a priori, sebbene poi, su ogni blog appaiano, spontaneamente, volontariamente, materiali e opinioni in merito a quello che Andreas ha voluto comunicare…nascono le connessioni, i riferimenti e gli intrecci. Ogni venerdì si crea una forma di comunicazione che offre un grande arricchimento umano. Andreas riesce perfettamente a far capire che sta facendo una cosa che lo interessa davvero, in cui crede. Mi piace molto questo stile e cerco di imitarlo con i miei ragazzi: vorrei proprio che capissero che sto facendo con e per loro un salto di qualità nella mia vita e che, alle mie spalle, c’è qualcuno che mi accompagna in questo percorso.

Sto portando avanti il mio personal learning environment, che mi permette di organizzare, anche attraverso dinamiche informali, i miei obiettivi di apprendimento, di gestirlo sia nei contenuti che nel processo, attraverso la comunicazione con gli altri.

Gli strumenti del web 2.0 mi cominciano a diventare familiari: uso già da tempo googledocs e flik, mi cimento anche nell’utilizzo di delicious, per memorizzare i miei preferiti del browser (le connessioni procedono per tags!), acronimi e sigle mi diventano sempre più familiari e sono consapevole, come utente del WEB 2.0, di aggiungere valore alla rete, che cresce grazie anche alla mia attività, alle connessioni che creo.

3.      Le riflessioni: dove ero, dove sono

            Oggi sono quasi pronta a spendere le mie esperienze a scuola: ai colleghi più vicini comunico le notizie della settimana (“Sai, Andreas ha detto…”, “Andreas ha scritto…”; “Ti faccio leggere: che ne pensi?”) e, a volte, oltre a tracce di incredulità, leggo sui loro volti un po’ di sana invidia, perché non è consueto poter partecipare ad esperienze del genere…

Ma credo che la cosa più interessante sia il fatto che proprio condivido in pieno l’espressione  “l’insegnante insegna, ma chiunque può divenire insegnante non appena ha imparato qualcosa”, che compare nell’articolo “Insegnare, apprendere, mutare: la blogo-classe va in scena”  . Sono disponibile a far vivere anche ai miei alunni l’esperienza che io sto maturando con il corso di editing multimediale. Ormai ha preso il via l’esperienza di una blogo-classe, dove ognuno possa liberamente esprimere il proprio pensiero su alcune tematiche, sia relative agli apprendimenti (quanti alunni non sanno dirti direttamente che hanno bisogno del tuo aiuto, per capire meglio!), sia relative al contesto educativo in genere. Mi piace pensare che “l’apprendimento dello studente sia una trasformazione interiore che il docente deve guidare con attenzione e affetto e che quindi l’efficacia della comunicazione didattica si fondi sul pensiero dell’altro, inteso come pre-occupazione di comprendere il suo stile, i suoi interessi, i suoi punti di partenza prima di mettere mano al variegato strumentario didattico e tecnologico“. Riesco a condividere l’idea, in quanto io, per prima, ne ho sperimentato l’efficacia.

            Queste mie riflessioni sono solo tracce, appunti che mi permettono di ripercorrere il viaggio, la passeggiata nel bosco, che si è rilevata più piacevole del previsto. Un percorso che non finisce, ma che ha sicuramente segnato il mio cammino di insegnante, incantandomi con visioni fantastiche che, forse, già avevo scorto dentro di me, ma che non riuscivo ad esplicitare. Oggi mi sento meno sola, appoggiata nel mio modo di pensare da una comunità di amici – colleghi con cui posso relazionarmi, nonostante la notevole distanza  e il tempo a disposizione non coincidente.

Grazie, ad Andreas, a Romina e a tutti i miei compagni di viaggio.

 

Maria Lucia Bonalumi

 

Nocera Terinese, 12 maggio 2009

 


Contributo di Daniela Pinna

 

Interno giorno : Dialogo tra madre studentessa e figlio , già laureato .

La mamma è intenta a scrivere al computer.

 

 

 

 

 

Figlio: “ Ma’ ….. vieni ?”

Ma’  : “Un attimo… finisco questo post e arrivo.” 

Figlio: “Senti come spippola* la mamma…Cos’è?” 

Ma’ :   “Una riflessione su un’affermazione che ho letto su un forum”.

Figlio: “Bello, ma non lasciare che tolga tempo allo studio; poi ti lamenti perchè resti indietro”.

Ma’:   “Tranquillo, sto studiando…. Sto preparando un esame."

 

* NdA (contaminazione linguistica dovuta all’attuale permanenza in Toscana del figlio)

 

 

 

 

 

 

Questo dialogo un po’ surreale si è svolto domenica 10/5/2009.

 

 

 

L’indicazione della data  non è pedanteria gratuita : questo dialogo si è svolto due mesi dopo l’inizio del corso di Editing Multimediale (ho controllato più volte, perché non mi sembrava possibile).

 

 

Due mesi !

 

Fino a due mesi fa utilizzavo  la Rete e mi esprimevo solo all’interno della comunità degli studenti IUL e mi sembrava già un grande atto di apertura e coraggio.

Adesso sono un nodo anch’io . Non che la rete patisse la mia mancanza , sia chiaro, però è una bella sensazione accorgerti che non prendi soltanto dalla comunità, ma sei in grado di condividere qualcosa!

Cerco di ripercorrere le tappe che mi hanno condotto qui, ma non so se ne sarò capace: mai come in questo caso ho avuto la sensazione che l’importanza del viaggio non dipendesse dalla quantità di strada percorsa, quanto dal cambiamento del  viandante.

                                                                           

Dal mio blog :  http://daniela-areyouconnected.blogspot.com/

 

 

 

9/03/09

 

 

Ho aperto un blog!

 

Scrivere il primo post, nel mio primo blog , ricorda l' emozione che mi procurava iniziare un quaderno nuovo.... manca solo il profumo della carta!

In compenso c'è questa strana sensazione di maggior responsabilità : il quaderno era mio , ma posso dire altrettanto di un blog?

Probabilmente è un falso problema, poiché non è che l'intera Rete sia lì, ad aspettare da me perle di saggezza, ma confesso che la dimensione del fenomeno mi intimorisce: …..

 

 

 

16/3/09

 

 

Editing multimediale. What’s it?

 

Ad una settimana dal primo post e dopo ore spese "gir in giro" tra altri blog , ecco che cominciano a diradarsi un pochino le nebbie.

All'espressione "editing multimediale" cominciano ad associarsi immagini, esempi e numerosi "mi piacerebbe imparare".

Allora....

"editing" : si collega alla testualità, ma in contesto web 2.0 , questa assume connotati impensabili in altre situazioni. Penso a testi che si modificano con l'apporto dei lettori: certo , alcuni avevano già teorizzato ciò, ma ora si materializza.

Penso a testi che integrano codici e linguaggi diversi. Io sono un'appassionata delle "parole": le peso, le assaporo e ne colgo sfumature . Ma a volte sono assolutamente inefficaci. [……]

Insomma, mi piacerebbe poter scegliere: vorrei imparare ad usare le immagini quando queste sono più espressive e comunicative delle parole.

 

 

Personal Learning Environment : suggestioni dalla lettura di “Coltivare le connessioni”.

Da quando è iniziato il corso di Editing multimediale, sto facendo numerose scoperte.

Ma questa prospettiva con cui guardare al proprio "PLE" è un vero tesoro.

Finora ho pensato in termini di competenze , di cose che so, so fare, ho fatto.

Pensare al nostro ambiente di apprendimento in termini di rete di connessioni che si sviluppano e crescono, attraversando il tempo e lo spazio è una prospettiva radicalmente diversa.

Altro che portfolio ! .

 

 

E’ seguito un mese di intenso lavoro , curando le nuove connessioni che si stavano stabilendo e recuperando quelle  trascurate . Il blog si è gradualmente arricchito di oggetti che non sono semplici “gadget”: dietro a ciascuno c’è il contributo più o meno consapevole di compagni della blogoclasse e dietro ogni personalizzazione un piccolo passo verso una maggiore disponibilità a mettersi in gioco.

Il blogroll si arricchisce di nuovi contatti e un po’ per volta  l’interagire con i commenti ai post degli altri , diventa quasi più interessante  che scrivere sul proprio blog.

Gli apporti erano così tanti, che in quel momento ho sentito il bisogno di rappresentarli con una mappa:

 

http://bubbl.us/view.php?sid=307760&pw=ya/mUumf.w6D.NjhGcGthSk93WVUyUQ

 

 

 

 

 

 

Il bilancio di questi primi due mesi  di frequentazione del web2 è ampiamente positivo. 

 

 

 

Al rientro in classe dopo  la “passeggiata nel bosco” , per riprendere  la metafora di Andreas Formiconi , ho uno zaino pieno di nuovi strumenti, la testa affollata di nuove domande e più connessioni di quante ne abbia mai stabilito in qualsiasi altra esperienza formativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

Strumenti ,  temi & prospettive

 

 

 

 

 

 

Ho raccolto tutte le segnalazioni e i suggerimenti dei colleghi circa i software per la produzione di video : ho bisogno di più tempo per provarli .

 

 

 

La cosa fantastica è che, grazie alla blogoclasse , ho scoperto risorse della rete , che da inesperta non avrei nemmeno saputo come cercare o che non avrei saputo riconoscere , incappandovi accidentalmente.

 

 

Ci sono poi quelli che considero “super-tools”, strumenti che a mio avviso sono veri artefatti cognitivi: Delicious -  Blogger - WiziQ – PBWork.

 

Ho appena iniziato a scoprirne le potenzialità e ne sono entusiasta.

Delicious , in particolare, è stata una scoperta per me. Dopo le prime due settimane di corso la mole di informazioni provenienti dalle due blogoclassi (iul e medicina) era tale,  che cominciavo ad avere il problema di recuperarle.

Aiutandomi con i video tutorial e con i suggerimenti degli altri blogger , sono riuscita ad avviare la mia raccolta di bookmarks : http://delicious.com/aldany

Sono certa che, con l’uso, riuscirò a migliorare l’assegnazione dei tag. Al momento , mi sembra ancora un po’ imprecisa , ma comincio ad intravedere come migliorarla.

Alcuni giorni fa , nel suo articolo “Web 2.0 e formazione: folksonomia e apprendimento condiviso” (Form@re Erickson marzo 2009) Emanuela Cren , faceva interessanti osservazioni sull’uso di strumenti di bookmarking e di tagging  nell’ambito di corsi di formazione .  La ricercatrice rileva che il bookmark:

“dà un’ opportunità in più e diversa di personalizzare il fluire comunicativo: selezionare gli interventi ritenuti importanti e costruire cartelle i cui contenuti sono significativi non solo dal punto di vista informativo, ma e soprattutto dal punto di vista di condivisione di esperienze e saperi, testati, provati sul campo e ritenuti validi. Non si dimentichi che la modalità principe di relazione in rete è la narrazione, implementata da audio, video e quant’altro, ma sempre narrazione, ovvero necessità di creare immagini mentali corrispondenti al narrato affinché esso venga riconosciuto e compreso.

Si ritiene che la funzione di bookmark associata non a siti ma a post, con la creazione di cartelle implementabili a piacere, ricche di materiale autentico ricavato dal forum e selezionato dal singolo utente permetta in real time, durante la partecipazione a corsi di formazione in rete che prevedono l’uso del forum, di adattare il percorso via via che si snoda secondo personali esigenze. Un’analisi più profonda del processo, inoltre, consente di individuare la metodologia ed i processi di meta-analisi che ciascun utente fa durante il processo di formazione. Se viene chiesto, alla fine del processo di formazione di poter vedere il percorso salvato in bookmark, è possibile monitorare ciò che il singolo utente considera importante da essere archiviato e confrontarlo con le attese previste. La visualizzazione inoltre, dà informazioni sulla tipologia di linguaggio preferito, sulla modalità di interazione, sulle relazioni intercorse. La scelta di un messaggio piuttosto che di un altro, proprio perché svincolata dalla forma istituzionalizzata, formalizzata del sapere, fa sì che un contenuto di condivisione di esperienze o prassi sia a volte ritenuto più efficace ai fini formativi del materiale formalizzato proposto dal docente tutor.”

Il tema dei  “contenuti emergenti” ad inizio corso sembrava una suggestione curiosa ed intrigante, ma strada facendo ha acquisito una consistenza che non credevo possibile.  Nell’arco di questi due mesi  si è passati da un fitto scambio di informazioni e conoscenze di tipo tecnico, alla condivisione di esperienze didattiche, fino ad aprirci alla condivisione di quelle questioni che ci toccano maggiormente e che ci restituisco quella strana identità data dall’essere contemporaneamente insegnanti – studenti - immigrants digitali. 

Gradualmente , di post in post i contenuti sono andati addensandosi attorno ad alcuni nuclei tematici in particolare:

  • Il valore aggiunto dato dalle tecnologie al processo di apprendimento/insegnamento;
  • Se sia sufficiente l’adozione di nuove tecnologie , per indurre un cambiamento in un’istituzione qual è la scuola.
  • Il senso e gli scopi della valutazione.
  • Il paradosso di avere il compito di preparare per un futuro che fatichiamo ad immaginare.
  • Scolarizzazione : limite o valore ? obiettivo o ostacolo?

Rispetto a questi temi, più che elementi di conoscenza, ho acquisito nuove curiosità, altro bisogno di approfondire.

Però un punto fermo c’è nel mio personale approccio al tema : la profonda convinzione che la scuola abbia la peculiarità di promuovere lo sviluppo del pensiero critico, il dovere di  ridurre il divario tra chi vive in un ambiente pieno di opportunità di crescita e sviluppo e chi vive in ambienti deprivati ed infine che anche nella scelta delle tecnologie da usare  debba prevalere il criterio della “sostenibilità” .

La scuola raramente dispone di grandi mezzi economici e non riuscirà mai a stare al passo con  le ultime novità messe a disposizione del mercato . Occorre privilegiare quelle risorse e quelli strumenti a basso costo, ma ad alta redditività dal punto di vista cognitivo e comunicativo. In questo senso una comunità di pratica, come quella sperimentata durante questo corso, è un aiuto prezioso nel reperire e condividere risorse  open source .

 

 

Lo strumento non è neutro né inerte. Lo strumento ci cambia.

Quando iniziai ad utilizzare il computer, rigorosamente per uso personale ed in locale, pensavo di imparare ad utilizzare uno strumento: uno strumento per fare le solite cose, ma in meno tempo. Procedendo, mi resi conto  che si poteva fare  qualcosa "di più" e  "di diverso" dalle solite cose.

    Da quando, nella connessione ad Internet, sono passata dal vecchio modem analogico e dalla tariffa a tempo , al modem ADSL con tariffa flat, si è verificato un cambiamento rilevante: non si è trattato soltanto di maggior velocità nell'accesso, è cambiato il modo di accedere e contemporaneamente l'utilizzo del computer e lo stile di elaborazione di un testo.

La Rete non era più una risorsa da usare con parsimonia e sotto la spinta dell'urgenza , ma uno strumento sempre disponibile. Tuttavia era ancora più uno strumento, che un "luogo".

    Un altro salto di qualità si verificato, partecipando ad esperienze di lavoro cooperativo in rete: ho trovato ben più di quanto cercassi. Ho trovato uno spazio ed una comunità , che non avevo sperimentato nella mia precedente esperienza in un' università tradizionale. La piattaforma ha permesso di stabilire contatti, scoprire affinità, realizzare prodotti, prescindendo dalla distanza fisica tra i partecipanti.    

Pensavo  di acquisire nuovi strumenti per migliorare il mio modo di insegnare.

Ancora una volta, procedendo, mi sono resa conto che si trattava di un obiettivo ingenuo: non si può pensare di acquisire strumenti nuovi , per riprodurre modelli vecchi.

L'uso di uno strumento, in qualche misura ti cambia.

    In questo senso, l'esperienza del Corso di Editing multimediale ha contribuito ulteriormente ad acquisire questa consapevolezza : editare per il web2 non è semplicemente tradurre ciò che era nato come testo lineare,  integrandolo con immagini  o video. L'effetto è "stonato" ,tanto quanto il tentativo di tradurre letteralmente una frase pensata in italiano, in una lingua straniera. Altro testo, altra sintassi.

Credits.

Grazie a tutti i blogger della blogoclasse IUL e Medicina , per i preziosi contributi elaborati nei singoli blog e soprattutto nei wiki

 

  • Tracce del percorso di editing multimediale

http://infomedfi.pbworks.com/Tracce-del-percorso-di-Editing-Multimediale

 

Grazie al Prof. Andreas Formiconi per:

 

il preziosissimo vademecum per neofiti del web2.0

http://infomedfi.pbworks.com/SocialNetworking

 per la lettera al professore di scienze

  http://iamarf.wordpress.com/2009/04/18/lettera-al-mio-professore-di-scienze/

per le sessioni sincrone settimanali : guida pratica all’uso di WIZiQ.

 Grazie a Romina , per la sua presenza costante e discreta.

  Grazie a Maria Grazia e Lorenzo per i loro post sempre molto stimolanti e per i loro commenti.

 

 Grazie a Dinorah che mi ha fatto conoscere il video di Ken Robinson.

 

 

Grazie a due new entry nel mio Personal Learning Environment:

 

 

 

Ken Robinson   

 

Do Schools Kill Creativity? By Andrea Benassi

http://vimeo.com/2477975

 

 

 

Nicholas Negroponte

 

Nicholas Negroponte on One Laptop per Child

http://dotsub.com/view/7ef817e8-a504-4e31-8fdb-cfecde5e346f

 

Nichelino (TO), 16/05/09

                                               Daniela Pinna

 

 

 

Seguire le tracce………….

di Dinorah Guzzo

 

 

Iniziare un corso di editino multimediale mi incuriosiva e preoccupava al tempo stesso.

Già prima che il Prof. Andreas F. ci proponesse ufficialmente il quesito, mi ero chiesta cosa si intendesse per editing multimediale.

Ho cercato e trovato diverse definizioni: in definitiva suoni e immagini e parole per tradurre tecnologicamente riflessioni, ricordi, immagini, sensazioni…

Davvero affascinante. Forse, mi dico, è il modo più completo per coniugare i diversi linguaggi, un modo estremamente efficace per comunicare.

 

1° passo : uscire dalla classe e creare un blogoclasse.

 

Non più quindi, spazi “ristretti” ma spazi aperti di connessione; navigare attraverso la rete e creare reti di connessioni. Probabilmente si vuole dare rilievo alla natura intrinsecamente sociale della rete, del Web 2.0 e superare quella organizzazione pressoché tradizionale della piattaforma.

Certo, detto così sembra una cosa semplice, quasi scontata. In realtà mi avevano particolarmente colpita alcune parole del Prof. “la quantità di tecnologia che ci circonda è tale da creare ansia e togliere lucidità”. Questo è stato per me il primo scoglio da superare, riuscire a comprendere la reale potenzialità della rete. Può spaventare, infatti, ritrovarsi di fronte ad una inesauribile quantità di strumenti, di contenuti e di servizi. In realtà fin dall’inizio del corso percepisco che la rete può facilitare l’aggregazione e la collaborazione e stimolare a fare nuove esperienze.

Ora si tratta di capire come fare…

 

2° passo: creare un proprio blog

 

Creare un blog è un’operazione molto meno difficile di quanto credessi, basta registrarsi in uno di quei siti gratuiti che permettono di creare la propria pagina web. Per fare ciò la maggior parte dei miei colleghi si serve di Blogger, io ho da poco provato a creare un mio blog con blogfree  e decido di mantenere quello.

Mano a mano che lo uso, scopro le reali potenzialità di questo strumento. Il blog è una sorta di diario on line, uno strumento individuale che, in realtà, può essere aperto a tutti attraverso i commenti ai post, ossia agli articoli che via via vengono scritti nel blog.

Il blog contiene anche il blogroll, ossia la sezione che presenta i links ad altri blog che presentano argomenti particolari o semplicemente sono blog con i quali si vuole mantenere un rapporto.

Attraverso gli RSS, inoltre, si può essere costantemente aggiornati sui nuovi post e su tutte le news che appaiono nei blog di nostro interesse.

Molto spesso ho trovato estremamente interessante e ho dedicato molto più tempo alla lettura dei blog dei colleghi e non solo, che a scrivere dei nuovi post. E proprio dalla visita ai vari blog che ho compreso la possibilità di comunicare attraverso dei clip audio/video e così ne ho crcati e inseriti io stessa. Addirittura ho inserito nel mio blog due clip senza nessun commento, ogni parola mi appariva superflua, e la cosa mi sembra sia stata capita (Do Schools Kill Creativity? By Andrea Benassi

Il materiale veramente interessante inserito in  alcuni blog di colleghi (vd cooperative learning e LIM di Enrico Sitta o il blog di Pierluigi ) mi hanno dato la possibilità di comprendere la valenza didattica del pdcasting che permette di produrre materiale audio/video da poter condividere e fruire in rete. Un giorno, quando nella scuola in cui lavoro, ci doteranno di PC funzionanti ma soprattutto del collegamento alla rete, sarà di certo una delle cose che vorrò sperimentare con i miei alunni.

 

In definitiva la blogoclasse è diventato luogo di incontro ma anche un luogo di riflessione su grandi temi, di scambio di idee, di sostegno e aiuto reciproco.

 

4° passo: coltivare le connessioni…

 

Il corso di editino multimediale ci da la possibilità di avere un contatto quotidiano con il Prof(incredibile!) : possiamo legger il suo Daily  e  interagire attraverso una pagina Wiki.

Ma come se non bastasse abbiamo settimanalmente la possibilità  di incontrarci in WIZIQ potendo addirittura scegliere tra due orari diversi.

Si delinea sempre più una comunità, una comunità di pratica.

 

 

5° passo: Delicious, un social bookmarking

 

Fondamentali per una comunità sono la collaborazione e la condivisione. Come dicevo prima, talvolta le infinite possibilità che la rete ci offre, rischiano di metterci in difficoltà, sia per la quantità e la qualità delle risorse, sia per la dispersività. Ho trovato estremamente interessante e utile il coinvolgimento attivo nel reperire le risorse e condividerle con gli altri.

Il meccanismo che è alla base di Delicious è la “taggatura” del link: parole chiave(tag) che contraddistinguono i links segnalati. Così utilizzando i boofmarkes  come motore di ricerca, è molto più semplice effettuare una ricerca su un determinato argomento. Naturalmente più si usa questo strumento, più si riesce ad individuare in modo appropriato i tag relativi ad un determinato link.

 

Considerazioni

 

Ho iniziato questo corso con una buona dose di ansia e di timore: non ci venivano proposti libri da studiare, ma percorsi, suggerimenti, tracce da seguire.

Temevo di non essere all’altezza dal punto di vista tecnologico.  Molto spesso ho guardato con ammirazione e una certa dose di invidia, i colleghi che hanno potuto sperimentare direttamente nel loro lavoro quotidiano tutto ciò che abbiamo potuto apprendere e condividere.

Resta comunque la consapevolezza che oggi la rete non è solo un portale di erogazione di contenuti, essa  può diventare ambiente di apprendimento e rappresentare una grande risorsa per la costituzione di comunità di pratica con la disponibilità di nuovi spazi di aggregazione. Internet si apre a tutti e tutti possono essere nello stesso tempo  fruitori ma anche costruttori della rete stessa.

E naturalmente chi vive quotidianamente il mondo della scuola, non può non tenere conto dei servizi di formazione fruibili attraverso la tecnologia.

Io stessa attento con fiducia che la scuola in cui lavoro possa avere al più presto il collegamento alla rete per non dover affrontare un altro grande problema per i nostri bambini quale potrebbe essere il digital disconnet.

La gratitudine per Andreas e per tutti i colleghi da cui ho attinto è tanta, ma non è meno il desiderio di continuare a..... seguire le tracce…….

 

La mia formazione

Tracce 1

Vorrei partire in questa mia riflessione sul percorso svolto in Editing Multimediale,  dalla lettura che feci all’inizio del programma d’insegnamento in cui il Prof. rendeva noto che non vi era un insegnamento pre-definito ma un percorso da tracciare strada facendo, in cui il docente assumeva il ruolo di facilitatore del sapere, parola chiave nella costruzione della conoscenza , che in questi anni è stata più volte sottolineata in tutti i percorsi di formazione della IUL. Trattandosi di un corso di formazione in WEB 2.0, ho avuto subito molto timore; ricordo che nel primo sincrono (nickname Maura) dissi ad  Andreas di sentirmi molto “imbranata” in questo campo ma di essere subito stata rincuorata dal fatto che lui stesso avesse spesso la stessa impressione. L’essere poi uscita dalla piattaforma IUL  che è sempre stata un punto di riferimento per dubbi, risposte, proposte.....mi ha creato un po’ di disorientamento: mi sono sentita non a fare “una passeggiata nel bosco” ma a seguire una strada in cui, con  una certa ansia, dovevo stare attenta a non perdermi e a dovermi fermare di tanto in tanto per fare il punto della situazione.

Ho letto con attenzione “Coltivare le connessioni” per capire cosa volesse dire essere nel Web 2.0, approfondendo quest’ultimo significato(marzo 2008 di iamarf - strumenti di social networking: il Web 2.0) e le potenzialità che esso offre.

Ho utilizzato un blog creato con alcuni compagni della IUL nel primo anno di corso e che, da allora, non avevo più utilizzato.(www.emarilu.blogspot.com ). L’importanza di questo strumento del WEB 2.0 l’ho scoperta e la sto ancora scoprendo adesso: fino a pochi mesi fa mi ero fatta un’idea che il blog servisse come raccolta di opinioni diverse riguardo a un argomento, ora riesco meglio a capire la sua importanza come strumento per allargare l’interazione sociale e la conoscenza culturale.

Questo è stato il primo passo di connessioni al di fuori di una piattaforma strutturata quale sia la piattaforma IUL  o la piattaforma INDIRE che so utilizzare e navigare con una certa sicurezza, essendo tutor di area metodologica di L2.

Forse avevo bisogno di essere maggiormente accompagnata ad “uscire dagli schemi”, a mettere in pratica quanto appreso, ma è pur vero che avrei dovuto anche “osare di più”, non avere paura di fare “banali richieste” ( e pensare che questo lo dico sempre ai miei alunni!).

Ho navigato nei blogs dei colleghi, ho creato qualche feed nel mio, ma i punti di riferimento sono stati sempre il blog del prof (http://iamarf.wordpress.com ) e il suo wiki (http://infomedfi.pbwiki..com ): ho apportato anch’io qualche contributo ai vari  post e ho cercato di mettere in pratica i diversi assignments che ogni volta mi creavano da una parte un ulteriore momento di apprensione e dall’altra una nuova scoperta delle potenzialità del web che non conoscevo.

Quest’esperienza è stata comunque positiva per il semplice fatto che mi sono resa conto che ho ancora molto da imparare, da dare, ma soprattutto da ricevere perchè ti rendi conto che quando ricevi puoi, a tua volta, dare di più. In uno dei tanti post letti navigando nei blogs  mi è rimasta impressa questa frase: “....è strano, ma sono alla fine del corso e mi ritrovo con più domande che risposte..”(se ricordo bene è un  post di Daniela). A me sta succedendo un po’ la stessa cosa: mi ritrovo a fine corso con la voglia di creare, di fare, di tessere nuove connessioni superando quella “paura e ansia” iniziale che mi hanno confuso e un po’ demoralizzata.

Anche se questo non è un elenco di tracce, è comunque un primo sforzo per entrare a far parte del mondo on line del web. 2.0

 

 

 

 

Tracce 2

La seconda traccia è una riflessione sul testo “Coltivare le connessioni” di Andreas e vorrei partire da questa frase tratta da esso:

“……in qualsiasi contesto appare il nuovo, questo accade sempre come prodotto di una rete; la rete quando gode di buona salute, produce qualcosa che è superiore alla mera somma delle sue parti…..”

Analizzando le singole parole , ci si trova davanti a una contraddizione  in cui vengono accostati termini di significato opposto: una rete viene pensata come qualcosa che imprigiona, non lascia vie d’uscita, come può creare qualcosa di nuovo? Ma questi sono i paradossi dell’età moderna con cui  viviamo quotidianamente senza porci tra l’altro grossi problemi.

Riflettendo sulla parola rete in realtà ci si accorge di come essa abbia in sé due significati diversi: da un lato richiama qualcosa di circoscritto, privo di aperture, dall’altro diventa uno strumento di unione , collegamento, connessione tra nodi isolati, sparsi nello spazio.

Internet racchiude in sé questi due aspetti perché essi ne sottolineano il suo diverso utilizzo: da un lato quello più passivo, in cui il soggetto è  semplice fruitore, dall’altro quello più attivo, il cui il soggetto costruisce, in prima persona, il suo interagire.

Gli strumenti che oggi il WEB 2.0 offre sottolineano il passaggio da un ruolo all’altro e permettono la trasformazione delle “connessioni passive” in “connessioni attive” dando alla comunità on line un’identità distribuita..

Questi strumenti sono però ancora lontani dall’essere capiti e utilizzati  nella scuola ed è forse proprio nella parola “capire”  la risposta per questa lontananza: prima bisogna sempre capire e poi eventualmente utilizzare, se questo non rende più complicata questa vita già piena di problemi.

Andreas conclude dicendo che “…è necessario rendersi conto che per utilizzare al meglio le nuove tecnologie di comunicazione dobbiamo imparare ad ignorarle…” ma la nostra formazione scolastica e il nostro fare scuola invece “poggiano” ancora troppo sul principio razionale del “capire innanzitutto” tanto da rimanere ben  legati al passato e diventare miopi di fronte al presente.

Nell’articolo “Recuperiamo il passato”, Andreas ha sottolineato quella parte del passato che non andrà mai persa: l’amore verso le cose vive che ti circondano e ti parlano esaltando quella dimensione dello spirito umano che il progresso, la tecnologia potrà appannare ma non cancellare. Questi valori  universali vanno però recuperati di generazione in generazione, tenendo conto del contesto in cui ogni generazione è calata, altrimenti si rischia di cadere in quella “generation divide” che allontana, invece di creare un interscambio reciproco tra giovani e adulti.

Coltivare lo stare on line può diventare perciò un punto d’incontro (un nodo  è il termine più appropriato) in cui poter condividere e incrementare le relazioni e i propri progetti di vita in una dimensione che non prevede differenze di età e di ubiquità. Anche on line  si può cercare di essere un mezzadro(ad Andreas questa metafora si addice molto), un maestro, una madre o qualsiasi altra figura educativa che ascolta,  condivide, incoraggia il crescere e il maturare dell’altro. Che dire poi delle passeggiate nel bosco che si possono fare anche on line , scoprendo ogni volta un angolo nuovo, col timore e la meraviglia che solo una nuova scoperta ti può dare. È quello che è successo  a me durante questo corso: all’inizio ha prevalso un po’ di paura, una certa angoscia di non riuscire a trovare un sentiero, ma con calma e con la tenacia di che vuol provare e non darsi per vinta, mi sono resa conto che non dovevo seguire nessun sentiero, ma dovevo tracciarlo da me. Ogni tanto ho bisogno di fermarmi, “riprendo fiato” e poi riparto a camminare, senza  una meta precisa ma con la certezza di raggiungere altri traguardi, altre scoperte, che danno all’essere on line una valenza viva e creativa in cui i valori umani ed educativi vengono confermati e migliorati.

È di questo essere vivi e creativi che necessita la scuola d’oggi. Utopia? No, io non sono così pessimista: gli educatori di questo corso IUL lo confermano. Saremo delle gocce in mezzo all’oceano, anche Madre Teresa diceva di sé la stessa cosa, ma quello che lei è riuscita a fare e ha lasciato a tutti ci è da esempio per continuare a credere in quello che ognuno di noi  fa  per il bene degli altri e anche il mondo on line è un’opportunità straordinaria per migliorare il mondo della scuola e delle relazioni umane.

 

 

Tracce 3

Questo corso mi ha “aperto gli occhi” sul mondo on line che non pensavo fosse così ricco di potenzialità per coltivare e migliorare le relazioni umane.(scusa Andreas, ma io preferisco relazioni a connessioni). Mi sono dunque chiesta perché non utilizzare questa formazione ricevuta per coltivare on line le relazioni che il ruolo di  tutor metodologico dell’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria mi permette di instaurare, sia in presenza, sia con l’utilizzo di piattaforme specifiche che, per quanto ben strutturate siano per gli scopi per cui sono state create,  finiranno poi, una volta raggiunti gli obiettivi, per essere sottovalutate e ignorate. Con gli strumenti che il Web. 2.0 mi offre, posso creare un mondo di relazione on line con cui  poter continuare con le corsiste da un lato quella formazione reciproca che abbiamo intrapreso  e dall’altro diffondere e implementare “la cultura del mondo on line” ancora troppo poco conosciuta e utilizzata nel mondo della scuola. Ho seguito il Tutorial by Chris Abraham e ho creato un altro blog (http://aniram18.wordpress.com/ ) più “professionale”in cui essere presente con proposte, suggerimenti, materiale da poter condividere e arricchire l’essere educatori e insegnanti in un ambito, qual è quello dell’insegnamento dell’inglese fin dalla primaria, che oggi è parte integrante del curricolo di ogni docente. È un blog ancora in allestimento e conto di “aprirlo al pubblico” al più presto.

La scuola può migliorare se migliora il gruppo docente e, coltivare relazioni  umane e professionali on line, può essere un’arma vincente per iniziare questo miglioramento.

La speranza è quella di poter aiutare a mia volta altri insegnanti (perché è spesso solo di aiuto e incoraggiamento che necessitano) ad uscire da quegli standard d’insegnamento con cui essi stessi sono stati formati e che considerano perciò gli unici perché danno loro una certa fiducia e sicurezza nell’agire.

Concludo queste mie tracce sottolineando che il rimettersi in gioco porta con sé il renderti conto che hai ancora molto da dare e che nella vita non si finirà mai d’imparare(lifelong learning) e  uno degli aspetti più belli che questo corso di Editing Multimediale è riuscito a trasmettermi è che:

“…..colui che apprende è un uomo che coltiva con amore e pazienza il proprio giardino delle connessioni…….costruendo il proprio Personal Learning Environment…..”

Questo è quello che con entusiasmo mi sto accingendo a fare and my story goes on…….

Grazie a tutti.

Marina Clerici

Magenta, giugno 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comments (2)

enrico sitta said

at 10:16 pm on May 5, 2009

Vorrei timidamente aggiungere anche il mio contributo. Non me la sento di fare un elenco di blog da cui ho tratto ricchezza perchè è da tutti, dal leggervi e il ritrovarvi tutti i giorni, o tutte le sere, anche quando la stanchezza poteva sembrare tanta, mi ha incoraggiato e sostenuto nello scrivere. Per cui mi sento di ringraziare tutti. In questo percorso ci sono elementi di assoluta e inaudita straordinarietà rispetto al percorso sino ad ora fatto.
Ne cito alcuni quelli che mi vengono adesso nella mente
Il primo è sicuramente le cura delle relazioni e l'attenzione alle persone, ai nostri scritti, valorizzandoli, riprendendoli, sottolineando, inferendo.. di Andreas: è questione di stile. Ieri sera alla prima chat (dopo 2 mesi dall'inizio del percorso) il docente del corso parallelo a questo, alla mia domanda se aveva letto le numerose domande che gli avevamo posto nel forum ha detto che non le aveva lette.... dopo ci ha però "insegnato" che nel nostro compito occorre avere cura delle relazioni. In editing questo è stato fatto su tutti e da tutti. Insomma "I Care" si vive, si è, altrimenti "Me ne frego"!!!
Secondo elemento: riconoscimento del nostro ruolo e della nostra professione docente. Tutto finalizzato a valorizzarla, a farla emergere, a farla condividere poi con la classe. é stata recuperata la relazione forte e autentica tra adulti per poi farci intravedere una modalità di rispetto e di cura (quella del mezzadro) dei nostri alunni
Condividere ciò che si sa!!! Bellissimo... sono tre anni che queste cose le leggiamo, qui le abbiamo messe in atto. Incroci di racconti, di narrazioni, di idee, di risoluzione di problemi... non so fare? chi sa? chi aiuta?... potresti provare questo... ottima questa idea...
mi fermo qui, ma solo per il momento. Non potrebbero farlo un po' più largo questo spazio per i commenti??
ciao ciao
es


enrico sitta said

at 10:17 pm on May 5, 2009

PS chi è caio bla bla???

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