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SocialNetworking

Page history last edited by Andreas Formiconi 10 years, 3 months ago

Gli strumenti di social networking: il WEB 2.0

 

Introduzione

 

 

 

I fenomeni di social networking sono di grandissima rilevanza oggi e investono campi molto diversi della vita privata delle persone, soprattutto dei giovani, ma anche della vita lavorativa e dell'economia internazionale.

 

Allo stesso tempo, è in atto a livello internazionale un lavoro di critica dell'impianto scolastico tradizionale che non è affatto nuovo, avendo preso le mosse dall'opera di uomini che hanno fatto parte del Novecento, ma che sta acquistando grande vigore grazie alle nuove tecnologie che si stanno affacciando e, in particolar modo, agli strumenti di social networking che formano il cosiddetto Web 2.0. Nel blog ho scritto un'introduzione al Web 2.0.

 

 

Il video seguente, del Prof. Michael Welch, della Kansas State University, esemplifica molto bene questo movimento di portata planetaria.

 

 

In questo corso, approfittando della natura tecnologica ed informatica della materia, vogliamo tener conto di questo movimento e, come è spiegato nella Descrizione del corso, a fianco di un percorso convenzionale, fatto di studio del materiale didattico, eventuali spiegazioni del professore e esame finale, si propone una modalità alternativa focalizzata sulla partecipazione attiva mediante l'impiego di strumenti Web 2.0. Per inquadrare in modo generale il mondo del Web 2.0 può essere utile vedere questo video preparato dai ragazzi di CommonCraft. Commoncraft è un sito che si propone di fare video didattici per spiegare in due parole un concetto alla volta. Sono interessanti anche perché utilizzano un insieme di strumenti minimalistico: semplici schizzi, foglietti di carta, pennarelli. Molto efficaci. In realtà qui ho posto la versione sottotitolata in italiano che ho trovato in dotSub, un sito dove si trovano le versione tradotte con sotto titoli di video disponibili in rete. Anche questo è un tipico servizio WEB 2.o poiché chiunque può contribuire a realizzare la versione di un video nella propria lingua.

 

 

 

Possiamo integrare il video precedente con una mappa mentale dove si illustrano vari concetti e strumenti che fanno parte del WEB 2.0. Anche questa è stata fatta in un ambiente collaborativo.

 

Una descrizione più densa ma molto coinvolgente del Web 2.0 è stata fatta ancora dal Prof. Michael Wesch. In questo video che ha riscosso molto successo e che si chiama The Machine is Us/ing Us. Può convenire riguardarlo più volte, anche perché di questo non ho trovato la traduzione ...

 

 

 

Vediamo ora alcuni dei più importanti strumenti di social networking.

 

 

Blog

 

 

 

In questo corso impiegheremo solo alcuni di questi strumenti. Il principale è il blog. Come altri congegni WEB 2.0 il blog è una cosa estremamente semplice. Si tratta semplicemente di pagine WEB sulle quali si può scrivere senza avere alcuna competenza particolare. È più facile scrivere su un blog che usare word! Quello dei blog è diventato un fenomeno di portata mondiale. È tutto il mondo dell'informazione che si sta ristrutturando intorno alla cosiddetta blogosfera, cioè l'insieme dei blog attivi nel mondo. Le più importanti testate giornalistiche del mondo stanno facendo i conti con questo fenomeno ed hanno non poche difficoltà ad adeguarsi ad un nuovo modello di creazione e distribuzione dell'informazione che sembra in crescita inarrestabile: la blogosfera annovera più di 150 milioni di utenti (potete verificare il numero attuale in BlogPulse) e dal 2004 ad oggi è raddoppiata ogni 200 giorni: tre milioni di nuovi blog al mese, centomila al giorno. Nel linguaggio della matematica questa si chiama crescita esponenziale. La crescita esponenziale caratterizza i fenomeni nuovi che si sviluppano in modo esplosivo. Tali numeri ci dicono che le dimensioni del fenomeno saranno, e sono già, di dimensioni planetarie.

 

I blog sono concepiti per essere scritti da un solo autore anche se in molte versioni è possibile invitare altre persone a scrivere, in tal caso si parla di team-blog. Il singolo pezzo scritto si chiama post. Esiste il verbo: to post. Di norma, l'ultimo post scritto viene piazzato in cima alla pagina, quiindi è il primo che si vede. I post più vecchi si trovano navigando a ritroso nelle pagine del blog. Chi tiene un blog lo fa perché ha qualcosa da scrivere, anche se oggi è possibile arricchire i post con materiali multimediali di ogni genere. Comunque l'autore di un blog può manipolarne in una certa misura l'aspetto grafico e lo può dotare di tutta una serie di gadget a fianco del testo. Questi oggetti si chiamano solitamente widget. Per esempio, i vari riquadri grigi che vedete a destra dei post nel mio blog, sono widget.

 

Creare un blog

 

Chiunque può creare un blog in pochi minuti senza pagare niente e senza chiedere l'autorizzazione a nessuno. Ci sono tanti servizi WEB che offrono questa possibilità, i più utilizzati sono Blogger e Wordpress ma ve ne sono molti altri. È veramente facile creare un blog con questi strumenti seguendo le semplici istruzioni che vengono proposte. Comunque qui di seguito riporto un breve video (2:32 min) in italiano che mostra le operazioni basilari:

 

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Questo è invece un po' più dettagliato (3:40 min) ma è in inglese:

 

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E questo è un video ancora più dettagliato (45:32 min) riferito a Wordpress:

 

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Per quanto concerne Wordpress c'è anche un contributo scritto da uno studente. Questo contributo può anche essere utile a capire la differenza fra Wordpress.com e Wordpress.org, nel caso in cui qualcuno si accorgesse dell'esistenza di questa duplice versione. In sintesi, Wordpress.com è un servizio Web al quale è sufficiente iscriversi per aprire un blog. Il blog viene poi ospitato dal gestore del servizio e non si deve pensare a niente altro. Wordpress.org è invece un software open source che si deve scaricare su un proprio server e deve essere gestito in proprio. Anche il servizio di server si può trovare in Internet e non è necessario avere un servere in casa. Tuttavia l'installazione e la manutenzione richiede un certo grado di competenza e di lavoro. È un'opzione che escluderei per chi si trova alle prime armi.

 

Per usare il corso potete usare quello che preferite fra Blogger e Wordpress. Il primo dà molta libertà all'utente che può personalizzare moltissimo l'aspetto grafico e le funzionalità offerte dal proprio blog. Il secondo offre un grado di personalizzazione minore ma maggiori garanzie sulla corretta funzionalità. Si può dire che se vi piacciono gli effetti speciali vi conviene scegliere Blogger mentre se preferite un impiego più professionale allora è preferibile Wordpress.

 

Potete anche usare altri servizi ma sinceratevi che vi consentano di rendere pubblico il blog, non ha senso chiudersi all'interno di una comunità. Chiunque può aprire un blog e scrivere ma è chiaro che le probabilità che questo venga letto sono proporzionali all'interesse dei contenuti che proponete. Siete naturalmente liberi di scrivere un diario delle vostre giornate  e se questo migliora la vostra vita fate bene a farlo ma poi non vi  lamentate se non lo legge nessuno. I contenuti dei blog son interessanti nella misura in cui offrite qualcosa agli altri, notizie su mondi poco conosciuti, notizie utili, cose divertenti, notizie di interesse professionale. Non è detto che dobbiate essere appassionati di blog per usarne uno in questo corso. Potete benissimo aprire un "blog tecnico" giusto con il fine di impiegarlo nel corso. Vi fate un esperienza e alla fine lo chiudete. Se proprio non vi va l'idea di sostenere un blog anche solo per la durata del corso, potete mettervi d'accordo formando un blog di gruppo come ho suggerito in un post di qualche tempo fa. In ultimo, la qualità dipende anche dalla correttezza con cui si scrive. Si sono affermate delle convenzioni alle quali non è male cercare di attenersi. Qui trovate un riassunto di queste regole.

 

 

Feed RSS

 

 

I blog si sono rivelati uno strumento in grado di sconvolgere il mondo dell'informazione ma il loro successo come strumento di largo impatto sociale va attribuito ad un'altro ingrediente: il feed RSS che è rappresentato dall'icona qui a sinistra. Sicuramente l'avreste vista perché è presente in tantissime pagine web. Anche in questa pagina la vedete, più piccolina, in fondo a destra.

 

I feed RSS forniscono un sistema per tenere d'occhio le cose che vi interessano. Servono solo a questo ma non è poco. Oggi Internet è divenuta una fonte di informazione sterminata e utilissima ma soprattutto una fonte di informazione viva. Ciò significa che vi si trovano le notizie che sono ovviamente sempre nuove ma ci si trovano anche le informazioni su qualsiasi argomento, informazioni che sono aggiornate continuamente, perché non v'è materia oggi che non sia in costante evoluzione. È normale oggi desiderare di seguire molti siti web e molti blog. Può essere complicato se non impossibile leggerli constantemente tutti per vedere che c'è di nuovo. Ecco, i feed RSS forniscono un meccanismo per vedere subito cosa c'è di nuovo senza dover scartabellare tutte le volte ogni cosa.

 

Il fenomeno della blogosfera, che abbiamo citato poc'anzi, è imperniato sulla simbiosi fra il blog ed i feed RSS. Per capire questo, bisogna rendersi conto che in questa massa composta da svariate decine di milioni di blog si possono trovare temi di tutti i tipi, vale a dire che, per ogni argomento, vi saranno tanti blog al mondo che se ne occupano. Per tenerne traccia si usano i feed RSS. Questi semplici meccanismi hanno creato una miriade di comunità blogger che scrivono, leggono i rispettivi contenuti e se li commentano reciprocamente. Questo è diventanto un nuovo modo di comunicare, pervasivo ed estremamente potente. Questo filmato prodotto dai ragazzi di CommonCraft può aiutare a definire meglio il fenomeno della blogosfera.

 

 

 

 

 

 

Ora cerchiamo di dire in poche righe che cosa succede in pratica. La cosa che potete provare subito è di spostarci il cursore sopra, vedete che in realtà l'icona è un link. Cosa accade se cliccate? Purtroppo questo è un po' più difficile da descrivere perché, anche se l'icona è sempre la stessa, possono avvenire cose diverse a seconda del sito su cui vi trovate e di cosa c'è scritto accanto all'icona. Attenzione: sembra più difficile ma ciò che di fatto succede è sempre la stessa cosa ed è molto semplice. Il fatto che ci sia l'icona dei feed RSS vuol dire che, cliccandoci, il sito offre un piccolo file che contiene le informazioni sugli ultimi aggiornamenti, in particolare su ciò che è cambiato di recente nel sito in questione.

 

Tutto quello che succede quando fate clic, anche se può sembrare diverso da un caso all'altro, in realtà consiste nel trasferire questo piccolo file ad un software deputato alla raccolta dei feed che vi interessano. Questo tipo di software si chiama aggregatore perché svolge appunto la funzione di aggregare i vostri feed. È qui che il panorama si fa un po' farraginoso perché di aggregatori ve ne sono tanti, sia sotto forma di applicazioni che potete installare sul vostro computer sia sotto forma di servizi WEB. Questi ultimi sono dei siti WEB che possono svolgere per voi particolari funzioni. Molto spesso basta iscriversi dando pochissimi dati e ne potete usufruire senza pagare niente. Alcuni popolari aggregatori funzionano così. Non è questo il uogo di fare una disamina completa delle possibilità, preferisco suggerirvi una via possibile fra quelle più diffuse. Chi vuole può scegliere vie diverse successivamente ma un buon sistema per iniziare può essere iscriversi a Google Reader.

 

A conclusione di queste note sui feed RSS provate a guardare il video seguente e leggere la piccola guida all'impiego dei feed RSS nella sezione contributi degli studenti. Chiunque la può integrare e migliorare, migliorerà il voto ...

 

 

 

Wiki

 

Un altro strumento fondamentale è costituito dalle pagine wiki. Credo che due note su Wikipedia (questa la versione italiana) la più celebre applicazione delle pagine wiki, vadano scritte. Wikipedia è un’enciclopedia disponibile in Internet che ha la caratteristica di essere scritta dai lettori medesimi. Chiunque può aggiungere una voce o correggerne un’altra, è sufficiente iscriversi, ci vuole un attimo e non costa nulla.

Vediamo prima di tutto come è nata. Nel 1998 Jimmy Wales dette vita al progetto Nupedia: una enciclopedia in Internet alla quale chiunque poteva contribuire con un articolo che doveva superare il vaglio di una commissione di revisori, un meccanismo analogo a quello utilizzato per la pubblicazione degli articoli sulle riviste scientifiche. Il progetto richiese un investimento di 120,000 dollari e nel primo anno di vita furono pubblicate 24 voci. Un fallimento per qualcosa che si propone di essere un enciclopedia.

 

Wales giocò una carta molto azzardata abolendo il processo di revisione. Cambiò nome al progetto chiamandolo Wikipedia, chiunque poteva aggiungere una nuova voce o correggerne una esistente senza nessuna commissione di controllo. Il progetto esplose: nel primo mese furono pubblicati 200 articoli, nel primo anno 18000. Oggi Wikipedia offre oltre 10 milioni di articoli in 270 lingue. La versione in inglese consta di oltre 3.5 milioni di voci, quella in italiano quasi 800000 voci.  

 

È chiara la differenza fra blog e wiki? Il blog è scritto da una o poche persone e il resto del mondo può commentare gli articoli. Le pagine wiki sono scritte da chiunque, sono fatte per scrivere documenti in collaborazione.

 

 

Vediamo la descrizione dei ragazzi di CommonCraft.

 

 

 

 

Oggi le pagine wiki vengono utilizzate in una miriade di organizzazioni didattiche e aziende. In molte grandi aziende sono il sistema preferito per redigere manuali, specifiche di uso di macchinari, protocolli di processi. Nel nostro caso le usiamo come supporto principale per contenere i materiali didattici, in parte scritti dal docente e in parte scritti e aggiornati dagli studenti.

 

 

Social bookmarking

 

Un altro fenomeno che non può essere ignorato è il social bookmarking: un servizio del web che permette all’utente di memorizzare ordinatamente tutti i siti che gli interessano e di rintracciarli all’occorrenza con un semplice click. Siti che offrono questo servizio sono ad esempio del.icio.us, BookMark.it.

 

Quasi a tutti è capitato di trovare un sito interessante e di memorizzarne l’indirizzo tra i Preferiti (bookmarks in inglese) nel proprio browser (Mozilla, Internet Explorer o altri simili); ecco, il social bookmarking ha una funzione analoga.

 

Bisogna aggiungere che permette inoltre:

 

 

  • la catalogazione dei siti salvati in delle sottocategorie, tramite alcune tags (etichette, parole chiave), che si scelgono al salvataggio del sito. In pratica quando trovo un sito che mi interessa ricordare, gli abbino alcune parole chiave a mia scelta, per renderne più facile il ritrovamento e l’attribuzione ad un preciso argomento; nel momento in cui ne ho bisogno, lo posso ritrovare sia nella lista dei siti salvati, sia nelle sottocategorie che io stesso ho creato...con notevole risparmio di tempo!

 

  • la condivisione delle proprie tags con tutti gli utenti della rete. Questo è il motivo del nome di questo servizio: “social” si riferisce al fatto che ognuno può usufruire delle categorie create dagli altri per facilitare la propria navigazione in Internet!

 Ancora, ecco la versione di CommonCraft:

 

 

Facebook

 

Lo conoscete meglio di me, probabimente. Recentemente ho scritto un post a riguardo.

 

Twitter

 

 

Tutti gli strumenti di social networking facilitano la comunicazione fra le persone e la condivisione delle idee. Il più estremo di questi, in un certo senso, è Twitter, forse uno dei più curiosi e se ne parla molto. Attualmente gli utenti sono quasi un milione. Twitter consente di diffondere e ricevere messaggi lunghi al massimo 140 caratteri, può essere usato mediante la propria interfaccia Web ma anche mediante molti altri client, anche da cellulare. Gli utenti in Twitter si aggregano spontaneamente mediante il meccanismo della sottoscrizione: io posso decidere di divenire un follower di qualsiasi altro utente come qualisasi altro utente può decidere di divenire un mio follower. Si potrebbe definire una forma di condivisione di messaggi SMS. Si formano così spontaneamente delle comunità in base agli interessi pèiù vari. Vi sono coloro che utilizzano twitter per conversare con i propri amici ma altri lo utilizzano per lo scambio di opinioni ed esperienze nel proprio lavoro. Ci sono anche insegnanti che lo utilizzano a scopi didattici.

 

Usare Twitter sembra facile ma farlo diventare utile è più difficile, o meglio, ci vuole pazienza. Ci sono persone che non ne possono fare a meno, altre che lo detestano. Insomma, è uno strumento molto controverso.

 

Ci sono così tante descrizioni di Twitter per cui non ha molto senso che mi dilunghi molto. Per esempio posso suggerire di leggere la Guida per dummies e non di Caterina Policaro, una blogger molto attiva sulle questioni del Web 2.0.

 

 

Intorno a Twitter si è sviluppata una incredibile quantità di gadget. Ne trovate un elenco in un altro post di Caterina Policaro.

 

 

 

Vi sono molti altri strumenti di social networking, ciascuno centrato su un particolare tipo di contenitore di informazioni: per i libri il più noto è Anobii, per i video You Tube e per le immagini Flickr. Per ora mi limito a proporre un video su quest'ultimo.

 

 

 

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