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Page history last edited by michele ravenni 13 years, 6 months ago

CCK08 Short Paper 2: Cambiare il ruolo degli educatori


Vorrei raccontarvi la storia di Don Milani. Un prete attivo in Toscana, vicino a Firenze,negli Anni Sessanta. Egli era nella chiesa contro la chiesa, essendo il suo punto di vista: " Diciamo alle persone di voler spiegar loro il Vangelo, ma se questi sono analfabeti non possono afferrare il significato di ciò che stiamo cercando di dire. Perciò, per prima cosa dobbiamo dar loro un' educazione, ma una educazione che sia laica, non religiosa. Se non ci interessiamo prima dell'educazione laica delle persone, allora saremo degli ipocriti".

 

Don Milani fu duramente accusato e perseguito dalla chiesa. Pertanto fu spedito in un paese piccolissimo, Barbiana, sulla cima di un monte (Monte Giovi), abitato da un gruppetto di contadini. Non si arrese. Egli creò la "Scuola di Barbiana" dove istruì i figli dei contadini. La scuola divenne incredibilmente famosa. Insegnanti, professori, giornalisti, politici, intellettuali da tutta l' Italia andarono a visitare la SUA scuola. Don Milani mise ognuno di questi in mezzo ai loro giovani studenti e a tutte queste persone importanti non era permesso di parlare da una cattedra, come facevano di solito, bensì potevano soltanto partecipare alle lezioni insieme agli studenti.

 

Al fine di capire l' opera di Don Milani, è opportuno dare lettura a un libro scritto da otto dei suoi studenti,  Letter to a Teacher (pdf.), il quale diventò molto famoso. Per caso e per interesse, trovai questa traduzione in inglese su un sito indiano, chiamato Shikshantar, The Peoples’ Institute for rethinking Education and Development, dedicato all' educazione e allo sviluppo in India. Questo libro è una accusa graffiante verso la scuola pubblica dell'obbligo concepita per i ricchi contro i poveri.

 

La scuola di Don Milani era una scuola a tempo pieno. L'alternativa per quei poveri giovani contadini sarebbe stato solo il lavoro dall'alba al tramonto per ottenere quasi niente, solamente povertà per il resto della loro vita. La scuola di Don Milani lottava per crescere ogni giorno. Per afferrare ogni piccolo segnale, per dare un senso alle cose. Nella scuola di Don Milani crescere era difficile ma divertente ed estremamente appagante. I confini tra una materia e l'altra erano sottili(sfuocati). L'obiettivo non era raggiungere un dato numero di punti in una serie di materie. No. L' obiettivo era puntato sul fare accuratamente esperienza dei fatti pertinenti alla vita dei ragazzi,  tessendo una fitta tela tra le materie relative a quei fatti, in qualche modo. Si poteva iniziare leggendo un poema, poi ci si concentrava su una singola parola, analizzando il suo significato, etimologia, la sua traduzione in qualche lingua straniera; magari mentre si intagliava un pezzo di legno con un tornio. I ragazzi potevano imparare molti lavori manuali a scuola. Essi facevano esperienza di scrittura collettiva, una sorta di "wiki ante litteram"(^^),  scrivendo i concetti su pezzetti di carta, raggruppandoli e ordinandoli, scartando quelli meno rilevanti, raggruppandoli ancora e così via. Letter to a Teacher fu scritto in questo modo. Nessuno era lasciato solo; non appena qualcuno imparava qualcosa di nuovo, andava ad aiutare gli altri.

 

Fu una grande esperienza. Quei ragazzi impararono il francese, l'inglese, il tedesco. Andarono all'estero durante l' estate a lavorare e imparare. Diventarono persone istruite. La scuola convenzionale li avrebbe condannati al loro ruolo storico di "poveri". Don Milani capì che il sistema scolastico era incapace di dare "la parola" ai poveri. Enfatizzò il ruolo del sistema scolastico come uno strumento di forza del governo. Cosa cambiò dopo questa splendida esperienza? Quasi nulla. L'inerzia del sistema scolastico è incredibilmente forte.

 

Oggigiorno il contesto è molto diverso, ma il sistema scolastico è ugualmente inappropriato per rispondere ai bisogni sociali basilari. La società cambia molto rapidamente, la conoscenza cresce esponenzialmente, scuole di ogni livello faticano nel dare alle persone ciò di cui veramente necessitano. Essenzialmente, i programmi e i metodi d'insegnamento suppongono una visione molto semplificata del mondo. Falliscono completamente nella schiacciante complessità di un mondo composto da strutture e network, dal livello molecolare a quello culturale, come Fritjof Capra ha correttamente descritto nel saggio (essay pdf.) che abbiamo letto la settimana scorsa.

 

E' un imperativo CAMBIARE il ruolo di educatori. Essi dovrebbero abbandonare molto i controlli e diventare più sensibili alla crescita spontanea, ma questo esige una consapevolezza che è ancora piuttosto rara. Le organizzazioni non sono naturalmente inclinate all'innovazione. I modelli consolidati del business tendono a durare. I riscontri sono difficili da valutare nel campo dell'educazione. E' molto più facile ottenere riscontri da un'applicazione software: lo fai partire e correggi i bug. Ma come valutare i risultati di un metodo di apprendimento? Dovresti applicare il nuovo metodo su una popolazione numerosa e rappresentativa, e allo stesso tempo dovresti anche applicare un vecchio metodo di riferimento su una differente ma analoga popolazione campione. Poi dovresti monitorare la vita di tutti questi individui e poi comparare i risultati ... effettivamente non è molto fattibile... In assenza di sicuri riscontri, l'evoluzione del sistema dell'educazione è guidata da altri fattori. Guardate a cosa sta succedendo qui in Italia, Nature 455, 835-836 (16 October 2008).

 

 

"Descolarizzare" la società potrebbe essere la risposta, ma in che modo?

 

Io credo che, a questo punto, noi possiamo soltanto aver fiducia in scossoni dalle radici basati su approcci incisivi. Io vedo la mia attività di insegnamento come un'attività che punta a incidere, dove tutte quelle classi sono state spinte dalla voglia di ottenere una blogroom: un posto non convenzionale

 dove si vengono a mischiare classi differenti e altre community, dove l'insegnante controlla le attività correlate ad una materia, dove i contenuti forniti dal professore e dalle Open Educational Resources sono facilmente reperibili e usati quando gli studenti ne hanno bisogno per i loro studi. Un posto dove il professore è reperibile quando necessario e se necessario. Un posto dove il tempo non è più una restrizione, un posto dove la restrizione è data da una quantità minima di attività di apprendimento, un posto dove le persone si sentono di cooperare e non di dover competere.

 

Come creare un movimento radicale:

 

  1.   Ogni volta che è possibile, proviamo a forzare lo stato delle cose "agganciando" le nostre classi.
  2.   Stiamo attenti a fare questo prendendoci grande cura dei bisogni attuali dei nostri studenti. Non dobbiamo aver paura di insegnare qualcosa di diverso se ne vale la pena
  3. Sfruttiamo Internet condividendo i nostri lavori e risultati più che possiamo

 

Don Milani era un grande "hacker" nel campo dell'educazione, ma era solo. Internet permette a persone (che altrimenti sarebbero sole) di creare un network e, come stiamo imparando in questo corso, è solo da un network che possiamo aspettarci la nascita di qualcosa di nuovo.

Comments (2)

Giulia said

at 2:31 am on Nov 4, 2008

Ecco la prima parte dell'ultimo post...correggetemi perche' e' piuttosto complesso rendere il senso....ho fatto del mio meglio!!

michele ravenni said

at 2:44 am on Nov 4, 2008

E' stata dura ma ce l'ho fatta---scherzo!Chiunque trovi errori lo corregga pure, il wiki serve a questo!!

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