| 
  • If you are citizen of an European Union member nation, you may not use this service unless you are at least 16 years old.

  • Browse and search Google Drive and Gmail attachments (plus Dropbox and Slack files) with a unified tool for working with your cloud files. Try Dokkio (from the makers of PBworks) for free. Now available on the web, Mac, Windows, and as a Chrome extension!

View
 

Corso di informatica - Internet - Malware - Chi li scrive

Page history last edited by Trapani Marco 12 years, 7 months ago

Questa è una domanda ricorrente di chi si è ritrovato nei pasticci per via di un virus o di qualche altra sorta di malware ma è anche una domanda di interesse generale perchè si tratta di un fenomeno di dimensioni vastissime: il numero totale di virus diffusi in Internet sino ad ora pare aggirarsi intorno a 63000 (zdNet UK) e il danno economico totale causato da essi ammonterebbe a più di 50 miliardi di Euro!

 

Nel seguito userò per brevità il termine virus anche se le considerazioni svolte possono essere riferite a vari tipi di malware.

 

Non è semplice dare una risposta a questa domanda. Sono abbastanza diffusi alcuni stereotipi dello scrittore di virus che in alcuni casi sono probabilmente abbastanza rappresentati nella realtà, in altri meno. Non è facile tuttavia ottenere una statistica delle principali tipologie dei creatori di virus per il semplice fatto che gli autori hanno interesse a rimanere sconosciuti, contrariamente agli autori di altri tipi di software.

Anche gli studi più seri non possono quindi avvalersi di dati statistici affidabili e si devono limitare a generalizzare cautamente a partire da alcuni casi emblematici di autori di virus "colti con le mani nel sacco". E' quindi un argomento destinato a rimanere poco definito. Quello che si può fare è di descrivere alcune figure tipiche. Anche se esisteranno certamente degli esempi nei quali l'autore di virus corrisponde ad una di queste figure, nella maggior parte dei casi sarà realistico aspettarsi una commistione di queste figure.

 

  • Teenagers annoiati ma brillanti che vivono in ambienti familiari disturbati

    Questo è forse lo stereotipo più comune. E' indubbio che alcuni famosi casi di autori di virus che sono stati scoperti appartengano a questa categoria. Non è certamente l'unica categoria ma è abbastanza probabile che sia stata sino ad ora la più nutrita.

 

  • Programmatori affascinati dalla sfida di riuscire a scrivere un virus

    Scrivere software è un'attività creativa che "prende" molto. Ogni prossimo obiettivo può diventare una nuova sfida alle proprie capacità che non si può fare a meno di cogliere. La cosa può finire con l'essere ossessiva. In soggetti inclini a farsi prendere la mano da questo tipo di attività, in assenza di qualche inibizione di ordine etico, la creazione di un virus "di successo" può essere un obiettivo molto attraente.

 

  • Ex dipendenti di aziende in cerca di rivalsa

    Si tratta di individui che hanno sviluppato un sentimento di astio nei confronti di un'organizzazione o di una comunità a causa di reali o presunti torti subiti in attività precedenti. Potrebbe essere il caso di un dipendente licenziato da un'azienda software.

 

  • Furfanti in cerca di guadagni illeciti

    Questa pare essere una categoria in crescita. Il malaffare in questione si basa sul fatto che nell'enorme quantità di computer collegati in rete 24 ore su 24 è disponibile una vasta quantità di informazioni che può avere un qualche "valore". Per esempio i nomi di login e le password di servizi bancari online, gli indirizzi di email, i codici di licenze software. Anche il controllo di un computer può avere un valore economico. Per esempio un autore di virus può percepire una percentuale di denaro per avere introdotto in un computer un software che lancia messaggi pubblicitari non richiesti, ovvero spamming. La stessa identità personale di un'utente abituale di un computer costituisce un valore. Le abitudini e la collocazione sociale delle persone sono una informazione ghiotta per le moderne ed aggressive tecniche pubblicitarie. Questo aspetto va anche al di là dell'uso del computer. Avete presenti le telefonate irritantissime che molti ricevono la sera da aziende che hanno da vendervi qualcosa? Per che decide di usare questi metodi avere informazioni a priori sulle inclinazioni dei destinatari può portare a risultati decisivi. Secondo fonti giornalistiche tipo BBC o CNN queste forme di criminalità di tipo informatico sono nettamente in crescita.

 

  • Soggetti con motivazioni ideologiche

    Un po' come le forme di arte estemporanea praticate abusivamente su pareti di abitazioni o veicoli e che vengono utilizzate come veicoli per messaggi di denuncia, proclami di valori di libertà e via dicendo. Alcuni virus possono essere scritti con l'intento di richiamare l'attenzione su qualche tema di questo tipo o con la chiara intenzione di creare un danno al "sistema".

 

  • Le aziende di antivirus

    Questo è un argomento molto popolare, ovviamente. Facile pensarlo, visto che alcune delle aziende che producono antivirus e prodotti simili sono ormai diventate dei giganti. Pare tuttavia che non vi siano evidenze a supporto di questa ipotesi. C'è da osservare che oggi l'immagine di un'azienda è fondamentale per la sua prosperità. Si pensi alle multinazionali che hanno dovuto investire cifre colossali per convincere i rispettivi mercati di essere "buone" e non sfruttare il lavoro minorile nel terzo mondo etc. Obiettivamente, il minimo sospetto che una certa azienda di antivirus produca essa stessa i virus da combattere in modo da poter poi vendere l'antidoto, avrebbe degli effetti devastanti in termini di pubblicità. Difficile pensare che un'azienda con un mercato consolidato si esponga ad un rischio simile.

 

 

Comments (0)

You don't have permission to comment on this page.