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Corso di Informatica - Data Base - Esempi di impiego

Page history last edited by Trapani Marco 11 years, 7 months ago

La varietà di esempi è talmente ampia che è impossibile offrire qui un quadro completo delle possibili applicazioni. Nel seguito ci limitiamo a discutere i seguenti aspetti:

 

  • Un database con MS Access (o OpenOffice Base): applicazione circoscritta a livello domestico o di piccola impresa, laboratorio, ambulatorio
  • Un database gestito via Web: questa piattaforma
  • La gestione di ambulatorio medico o odontoiatrico
  • La cartella clinica elettronica, la cartella infermieristica, il futuro dello standard XML
  • HL7 per lo scambio delle informazioni sanitaria, il ruolo delo standard XML
  • DICOM per l'archiviazione delle immagini

 

Gestione di un database mediante MS Access o OpenOffice Base

 

Il modo più semplice di servirsi delle funzionalità di un database oggi è quello di servirsi di un programma all'interno delle cosiddette "suite per ufficio", che comprendono applicazioni per scrivere testi, gestire fogli elettronici, comporre presentazioni da proiettare, disegnare, scrivere formule matematiche e, appunto, gestire un database.

Le più note di queste suite sono Microsoft Office e OpenOffice. La prima è un prodotto commerciale convenzionale di grandissima diffusione e la seconda è un prodotto open source, che si può scaricare dalla rete liberamente quindi. Nella tabella seguente riporto i componenti principali di queste "suite".

 

Tipo di applicazione OpenOffice Microsoft Office
Scrittura testi Writer Word
Fogli di lavoro Calc Excel
Presentazioni Impress PowerPoint
Database Base Access

 

La caratteristica principale dei sistemi tipo Base o Access è che una singola applicazione consente di fare tutto, dalla formazione della struttura del database alla definizione delle maschere e a tutte le caratteristiche di accesso fino alla gestione corrente con formulazione di interrogazioni, inserimento di dati, estrazioni di report. È anche possibile accedere a database preesistenti in una varietà di formati.

 

Tuttavia, le caratteristiche velocità di accesso e di affidabilità non consentono di impiegarli in applicazioni che comportano grandi volumi di dati e di accessi e che devono essere utilizzati in forma distribuita, cioè da numerose postazioni remote, oppure attraverso Internet.

 

Possono essere idonei per applicazioni a livello di ufficio, ambulatorio, laboratorio o di tipo domestico. Per esempio, ho conosciuto un odontoiatra che ha sviluppato una serie di applicazioni in Access per accedere al database dell'applicazione di gestione del proprio studio, creando così una serie di funzioni personalizzate rispetto a quelle già disponibili. L'esempio è interessante perché si tratta di una persona che, pur avendo un certo interesse per gli strumenti informatici, non è certamente un professionista del genere. Segno che strumenti di questo tipo consentono di costruirsi degli strumenti utili con un minimo di applicazione, fermo restando che la progettazione di un database efficiente è una affare piuttosto complicato.

 

Per agevolare l'utente generico nella realizzazione di un database personale o di piccola dimensione, in Access sono disponibili alcuni database preconfezionati idonei ad applicazioni specifiche fra le quali la gestione di inventari, rubriche di indirizzi, agende, manutenzione di impianti, ordini, patrimoni. Provare ad utilizzare uno di questi esempi per qualche interesse o utilità personale può essere un buon modo per prendere confidenza con il mondo dei database. È proprio iniziando da un esempio standard e poi cercando di adattarlo a proprie particolari esigenze che si finisce con l'imparare ad usare uno strumento informatico.

 

Può essere utile aiutarsi con una delle tante pubblicazioni reperibili sul mercato. Una di queste potrebbe essere il manuale "Come si fa un database con Access" scritto da Claudio Romeo e pubblicato da Tecniche Nuove (Milano, 2005). È una guida molto pratica alla costruzione di database di varia complessità a partire dai modelli preconfezionati in Access. Gli esempi proposti comprendono la gestione di contatti, un database di un'enoteca, la gestione dei bookmark di pagine Internet, un archivio di fotografie e filmati per i viaggi, la gestione di una discoteca, e un database ornitologico.

 

Riguardo a queste applicazioni personali semiserie, non guasta l'avvertimento che un database, dopo che è stato impostato, deve anche essere utilizzato! L'utilità di un database è proporzionale alla completezza ed alla correttezza delle informazioni che contiene: sfortunatamente, le informazioni non saltano da sole dentro al database e, alla lunga, l'aggiornamento sistematico con i nuovi dati può risultare noioso.

 

Database gestiti da Web

 

Sono veramante innumerevoli le applicazioni che gestiscono un database via Web. Spesso, la consultazione di pagine Web comporta l'accesso ad un database: gli orari in trenitalia, il servizio di Amazon per la ricerca e l'acquisto di libri e altro, il servizio di iTunes per l'acquisto di musica, le Pagine Bianche e le Pagine Gialle per i numeri telefonici, la banca dati Medline per la ricerca delle pubblicazioni scientifiche mediche e via e via altri esempi li potete immaginare da voi.

 

Abbiamo già osservato che la piattaforma ATutor che state usando in questo corso di informatica è un altro esempio di impiego di un database mediante strumenti Web. L'esempio è particolamente significativo perché si basa su tecnologie che sono di grandissima diffusione oggi. In primo luogo è un bell'esempio di software open source, cioè software che viene distribuito liberamente dagli autori e del quale chiunque può leggere il codice e contribuire allo sviluppo.

Riassumendo un po' i riferimenti che abbiamo già fatto a questo esempio, per sommi capi l'applicazione funziona così.

 

Il software si scarica dal sito ATutor e deve poi essere installato nel proprio Web server. Come abbiamo visto nell'appropriata sezione, il Web server è un computer, connesso stabilmente ad Internet e tenuto acceso 24 ore su 24, utilizzato per offrire pagine Web alla comunità. Il software ATutor consiste in una serie di file che devono essere piazzati nella zona visibile al mondo esterno dei dischi rigidi del Web server. Questi file sono in sostanza delle pagine html, il formato fatto per essere visulazzato dagli strumenti di navigazione in Internet.

 

In realtà queste pagine html contengono delle sezioni particolari scritte in un codice diverso, che si chiama PHP. All'occhio di una persona che conosce un inimo di programmazione, le parti scritte così assomigliano moltissimo ad un programma scritto in un linguaggio tradizionale, come potrebbe essere il linguaggio C. Ed effettivamente, queste sezioni sono quelle che danno "vita" alle pagine html, poiché rendono attive le pagine, mediante i classici sttumenti di interazioni delle interfacce grafiche: bottoni, caselle o tondini da marcare, spazi per l'inserimento di testo e via dicendo.

Affinché il Web server sia in grado di gestire appropriatamente le pagine corredate da istruzioni PHP, è necessario che vi venga installato un appropriato modulo software, che essendo open source, è liberamente scaricabile, precisamente da PHP.

 

Nel nostro caso, le pagine della piattaforma sono ospitate in un server che si trova nell'aula informatica. È quello che risponde quando voi date l'indirizzo lai.dfc.unifi.it/ATutor per intendersi. Quando voi accedete a questo indirizzo, il vostro browser (Netscape, Mozilla, Internet Explorer, Safari o altro) chiede al server di inviare le pagine del corso e, una volta ricevute, le rappresenta sullo schermo del vostro computer. Tuttavia, il processo non consiste in una passiva trasmissione di pagine scrittte in html. Il server, trova le pagine richieste sul proprio disco rigido ma prima di inviarle va a vedere le parti scritte in codice PHP ed esegue delle azioni in basi alle istruzioni che vi trova scritte.

 

Tipicamente, tali istruzioni consistono in buona parte in comandi SQL mediante i quali le informazioni appropriate vengono estratte o alterate nel database contenente il materiale del corso, i dati degli studenti e i risultati delle loro azioni. IL DBMS richiesto da ATutor nella fattispecie, è MySQL, anch'esso un prodotto open source.

Per completare la descrizione del sistema che stiamo usando, manca solo da specificare il gestore delle pagine Web e il sistema operativo utilizzato nel Web server. Nel nostro caso il primo è Apache e il secondo è il sistema operativo . Attualmente, circa il 70 % di tutte le pagine web del mondo sono gestite mediante l'accoppiata Linux-Apache. Il più eclatante esempio di successo di un prodotto open source all'interno del tessuto economico e industriale convenzionale.

 

Ebbene, la combinazione costituita da sistema operativo Linux, gestore Web Apache, applicazione di gestione del database scritta in PHP, DBMS MySQL, rappresenta forse la soluzione più diffusa al mondo per la gestione di sistemi dedicati alla condivisione delle informazioni.

 

La gestione di un ambulatorio medico o odontoiatrico

 

Nella medicina di famiglia i computer sono impiegati molto grazie alla loro capacità di accumulare dati in maniera strutturata, affinché si possano recuperare facilmente ed impiegare in svariati modi. La convenzione per la medicina generale, cioè l'accordo fra la Sanità Pubblica e la Medicina di Famiglia, prevede da molti anni l'obbligo, per i professionisti, di dotarsi di una cartella clinica, per tracciare negli anni il percorso clinico di ciascuno di noi. E' evidente che, con l'accumularsi dei dati, districarsi in una serie di fogli, per quanto ordinati essi siano, diventa sempre più difficile, nonché possibile fonte di errori e dimenticanze.

 

Con l'impiego di un sistema informatizzato si ottiene una notevole riduzione delle incombenze burocratiche, la possibilità di eseguire ricerche, anonime, di ogni genere (pensiamo al corretto uso dei farmaci, alla medicina preventiva, sia per fasce di età sia per soggetti a rischio); in alcune zone d'Italia è già operante il collegamento telematico con gli sportelli di ASL e ospedali, quindi si evitano due file, una per prenotare e l'altra per ritirare gli esiti; i dati possono essere messi a disposizione dei medici che collaborano con il nostro e degli eventuali sostituti. In alcuni studi, poi, è già possibile interpellare il sanitario via posta elettronica, per semplici quesiti o interpretazione di accertamenti.

 

Oggi sono disponibili molti prodotti per la gestione degli studi medici e odontoiatrici. Riportiamo un elenco di alcune tipiche funzionalità che si possono avere con un sistema di gestione di uno studio medico ...

 

  • Archivio Paziente
  • Anagrafe paziente convenzionato S.S.N./Privato
  • Dati e codice A.S.L.
  • Gestione automatica esenzioni
  • Gestione illimitata di ticket malattia
  • Assistenza domiciliare integrata/programmata
  • Registro A.S.L.
  • Anamnesi Fisiologica con liste scelte personalizzabili
  • Anamnesi Patologica (problemi attivi/passivi)
  • Anamnesi allergica
  • Anamnesi vaccinale
  • Esame Obiettivo
  • Diario clinico
  • Diario pressioni arteriose
  • Prescrizioni di Farmaci, Analisi, Esami vari e Visite specialistiche, Terapie
  • Registrazione automatica e predisposizione per l'inserimento esiti e/o referti
  • Ricettazione manuale su moduli S.S.N. o privati con testo libero
  • Gestione di prestazioni personali accessorie
  • Certificazioni I.N.P.S. e Certificazioni su modulo privato
  • Archivio Ricette con possibile duplicazione di ricette ripetitive;
  • Archivio Farmaci: circa 15.000 farmaci inseriti secondo i criteri dettati da Farmacuf
  • Gestione codifica codice nosologico di malattia secondo I.N.P.S.
  • Codifiche dei codici ISTAT di malattia
  • Archivio esenzioni malattia

 

ed uno relativo alla gestione di uno studio odontoiatrico ...

 

  • Archivio anagrafica Pazienti
  • Anamnesi Paziente
  • Foto del paziente
  • Diario Clinico
  • Categorie di sconto Pazienti
  • Gestione Pazienti a gruppi
  • Gestione gruppo familiare
  • Stampa fattura a nome del genitore
  • Archivio anagrafica Medici
  • Gestione Equipe mediche
  • Foto dell'operatore
  • Gestione fatturazione separata
  • Gestione Listini e listini per medico
  • Categorie di sconto prestazioni
  • Gestione materiali in prestazione
  • Gestione strumenti in prestazione
  • Suddivisione in fasi della prestazione
  • Note al trattamento
  • Note operative
  • Colori preventivo, iniziato, eseguito e storico
  • Gestione costi laboratorio
  • Gestione anagrafica laboratori
  • Gestione costi prestazione
  • Utilità modifica prezzi di listino
  • Scheda dentale
  • Inserimento cura in preventivo
  • Inserimento cura diretta
  • Inserimento cura storica
  • Gestione prestazioni iniziate e/o eseguite
  • Modifica preventivo iniziale
  • Modifica dentatura o singolo dente
  • Inserimento libero di note sullo schema dentale
  • Note libere gestibili per simboli
  • Collegamento a Videoradiografici
  • Stampa Estratto Conto per totali o importi singoli
  • Stampa Preventivo per totali o importi singoli
  • Stampa Fattura per totali o importi singoli
  • Associazione prestazioni/incassi
  • Gestione scadenze da estratto conto
  • Stampa preventivo/estratto conto in lingua del paziente
  • Gestione Concordato
  • Stampa immagine piano di cura nel preventivo
  • Rappresentazione grafica ed elenco trattamenti
  • Visualizzazione per quadrante
  • Visualizzazione a livelli di prestazione
  • Piano di cura preventivo, accettato,
  • non accettato, storico, finito e finito non pagato
  • Duplicazione piano di cura
  • Personalizzazione grafica per utente
  • Stampa scadenzario pagamenti
  • Stampa pazienti debitori
  • Stampa registro radiografie
  • Gestione promemoria
  • Backup programmabile e automatico
  • Trasferimento pazienti
  • Creazione lettere semplificata
  • Dati sempre modificabili

 

Gli esempi precedenti sono stati tratti dalle informazioni commerciali di due prodotti, tali e quali, a puro titolo di esempio della quantità di aspetti che possono essere contemplati da un sistema informatizzato. Vi sono una grande quantità di prodotti destinati a questo tipo di gestione. Ovvio che non si possa qui fare pubblicità a nessun sistema. Peraltro, chi scrive non avrebbe le benché minime competenze per giudicare.

 

Invece possiamo citare esplicitamente i prodotti per la gestione degli studi medici nella categoria del software open source. Nel sito Web di uno di questi, tkFP, si trova una raccolta di link a prodotti analoghi. Difficile orientarsi perché, pur essendo un prodotto di nicchia sono già una ventina! C'è da dire che sembrano essere tutti in inglese e non sono riuscito ad appurare se ve ne siano delle versioni in italiano. Tuttavia, se la tipologia di prodotto trova sufficiente riscontro anche nel mondo open source si può esser certi che prima o poi appariranno anche delle versioni in italiano.

 

La storia narrata nel sito di tkFP è particolarmente interessante; è affine ad un'altra esperienza riportata da un medico americano che, in forte controtendenza rispetto alle consuetudini di quel paese, ha deciso di dar vita ad uno studio medico minimale orientato alla qualità del servizio al paziente anzichè alla quantità perseguito mediante l'economia di scala. Appena possibile aggiungerò qualche commento in proposito.

 

Non si deve pensare che tutti questi sistemi siano esaustivi delle necessità di gestione delle informazioni mediche. Vi è un aspetto che pone ancora grossi problemi ed è quello che va comunemente sotto il nome di cartella clinica elettronica e che merita una discussione più approfondita.

 

La cartella clinica elettronica

 

Svilupperò pienamente questo capitolo successivamente. Prenderò in considerazione vari aspetti fra i quali la cartella infermieristica, un richiamo allo standard XML in questo contesto, lo standard HL7 per lo scambio delle informazioni sanitarie. Per ora segue solo un'introduzione del problema.

 

La cartella clinica è lo strumento utilizzato per la raccolta dei dati della storia clinica di un assistito, dati che vengono raccolti durante gli incontri con gli operatori sanitari, per la prevenzione o in occasione di episodi di malattia. La redazione e la conservazione della cartella clinica sono obblighi per i quali la legge responsabilizza i primari dei reparti ospedalieri.

 

Bisogna anche rilevare che la mole dei dati di origine diagnostica è cresciuta a dismisura negli ultimi anni e la cartella clinica in formato cartaceo si è trasformata in molti casi in un pesante faldone pieno zeppo di documenti provenienti da molte fonti diverse nel quale non è facile reperire temprestivamente le informazioni necessarie.

 

L'importanza di comunicare e confrontare dati in ambito sanitario è evidente. In moltissimi aspetti della pratica medica è sempre più importante un approccio collegiale e multidisciplinare. Computer e reti non possono non giocare un ruolo rilevante in questo contesto e la cosiddetta "cartella clinica elettronica" (Electronic Medical Record, EMR, in inglese) è un po' il nucleo intorno al quale si sviluppa l'informatizzazione sanitaria. Allo stesso tempo la cartella clinica elettronica rappresenta paradossalomente proprio il punto debole o comunque meno definiti all'interno dei sistemi esistenti per via dell'inerente varietà e complessità dei suoi contenuti.

Approfondirò successivamente questo argomento.

 

 

DICOM: lo standard per la condivisione delle immagini mediche

 

Nella sezione precedente abbiamo richiamato l'attenzione sul fatto che le informazioni diagnostiche che corredano la cartella clinica di un paziente siano cresciute moltissimo con lo sviluppo delle tecnologie diagnostiche. Indubbiamente le tecniche di imaging medico rivestono un ruolo fondamentale e edestinato sicuramente a crescere ancora molto.

Fino ad ancora qualche decennio fa l'imaging medico si identificava essenzialmente con la radiologia: le immagini mediche erano le lastre radiografiche. Ora il panorama è estremamente variegato e vi è una marcata tendenza allo sviluppo di tecnologie ibride che stanno a cavallo fra discipline tradizionalmente distinte. Richiamiamo brevemente le caratteristiche essenziali delle teniche di imaging medico più consolidate.

 

La radiologia convenzionale è ancora molto importante sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo. Oggi, in rapporto ad altre tencologie più sofistificate rappresenta per molti problemi diagnostici la tecnica di prima impatto e bassi costi che consente,se non di dirimere un quesito tout-court, di orientare appropriatamente le indagini successive. In sostanza le proiezioni radiografiche convenzionali son proiezioni che riflettono in parte la densità dei tessuti e in parte la specificità chimica, per esempio per la visualizzazione delle strutture ossee, caratterizzate da un numero atomico Z medio marcatamente diverso da quello degli altri tessuti. Sono largamente prodotte su lastre di natura fotografica anche se stiamo assistendo ad un forte sviluppo e diffusione di tencihce di natura digitale. E' importante rendersi conto che la natura delle immagini radiografiche convenzionali è essenzialmente morfologica, vale a dire che le immagini rappresentano la morfologia delle strutture interne al corpo. Non va dimenticato il settore odontoiatrico nel quale le immagini radiografiche giocano un ruolo essenziale, specialmente con l'avvento delle versioni digitalizzate che consentonon una drastica riduzione della dose di radiazioni ionizzanti al paziente ed una maggiore elasticità nella valutazione diagnostica delle immagini.

 

La prima novità rispetto allo scenario della radiologia convenzionale, novità che ha avuto un impatto grandissimo sulla diagnostica medica e sulla pratica medica, è la comparsa della Tomografia Assiale Computerizzata (TAC, o, in inglese, Computerized Tomography, CT). Proposta da Hounsfield e Cormack, che presero per questo il premio Nobel per la medicina nel 1979, ha consentito di realizzare un sogno antico: quello di potere "disegnare" le strutture come se si potessero vedere in delle immaginarie "fette" del corpo. Da qui il nome TAC: tomografia vuol dire disegno di piani "tagliati". Se si vuole, una tecnica per certi versi affine a questa è quella del microtomo, impiegata per l'analisi di campioni istologici in anatomia patologica. Anche lì si tagliano delle fette per davvero e sono fette di spessore microscopico per poterle osservare in trasparenza mediante un microscopio. Il paziente non si può ovviamente affettare ma lo si fa figuratamente mediante la TAC. Con la TAC si inviano dei fasci di radiazione X attraverso il paziente, come nella radiografia convenzionale ma anziché lungo una solo direzione, quella della proiezione radiografica, lungo tante direzioni prese giro giro intorno al corpo cercando di coprire tutti i punti di vista (matematicamente realizzando un caampionamento angolare completo). Grazie alla soluzione matematica fornita dal matematico Johannes Radon nel 1917, ed alla disponiibilità di computer sufficientemetne potenti è possibili processare i dati relativi alle radiazioni trasmesse attraverso al corpo ricostruendo la forma delle strutture che hanno atttenuato parte di tali radiazioni all'interno del corpo. La tecnica è aggiustata in modo tale per cui le immagini che si ottengono sono sostanzialmente delle mappe di densità dei tessuti presenti nella sezione rappresentata. Anche questa tecnica è di natura sostanzialmente morfologica in quanto rappresenta la forma delle strutture. La TAC ha anche il vantaggio di offrire un'ottima qualità delle immagini (tecnicamente si parla di un'ottima risoluzione spaziale) e fornisce delle immagini che sono molto accurate anche nella riproduzione delle proporzioni relative fra le strutture del corpo. Questa è una caratteristica che conferisce alla TAC un ruolo cruciale nella generazione dei piani di trattamento utilizzati in radioterapia per combattere i tumori, dove è fondamentale discernere con la massima accuratezza le zone malate che devono essere bersagliate dalle radiazioni rispetto a quelle sane che invece devono essere salvaguardate il più possibile.

Una branca diagnostica che si è sviluppata in termini cronologicamente corrispondenti a quelli della TAC anche se con un'evoluzione diversa, più progressiva e varia, è quella della medicina nucleare. Con questa pratica si iniettano delle molecole marcate con isotopi radioattivi, i cosiddetti traccianti, che si distribuiscono all'interno dell'organisimo. A seconda della molecola iniettata, si ottiene un distribuzione particolare. Vi sono molecole che si localizzano nei tessuti cerebrali, altre in quelli cardiaci, altre ancora in quelli renali e via formando una grande varietà di possibili indagini diagnostiche. Le radiazioni emesse dai traccianti vengono poi rivelati da speciali apparecchi originati nel mondo della fisica nucleare in grado di fare delle immagini- proiezione secondo certe direzioni. Queste sono quelle che si chiamano scintigrafie. Successivamente sono comparse versioni tomografiche di tali apparecchi le quali, grazie al fatto di accumulare una serie di proiezioni prese da angoli diversi, possono ricostruire la distribuzione interna al corpo del tracciante radioattivo, in modo analogo a quello con il quale la TAC ricostruisce la distribuzione della densità dei tessuti. Queste tecniche, sono di due tipi che prendono il nome di SPECT (Single Photon Emission Computed Tomography) e Positron Emission Tomography (PET). Il fatto diverso rispetto alla TAC è che la distribuzione del tracciante dà informazioni relative alla funzionalità anziché alla morfologia. Questo tipo di informazione può essere talmente rilevante che i medici utilizzano molto spesso volentieri queste tecniche anche se la qualità delle immagini è molto scadente rispetto a quello quella TAC.

 

Un'altra importantissima tecnica di imaging è la risonanza magnetica (MR o, in inglese, Magnetic Resonance, MR). In questo caso si sfruttano le proprietà magnetica dei protoni, presenti in gran copia negli atomi di idrogeno che compongono l'acqua la quale costituisce, come noto, oltre il 60% del nostro corpo. La tecnica si basa su sofisticati metodi di perturbazione di un campo magnetico costante nel quale viene posto il paziente. L'insieme dei protoni del paziente risponde a questa sollecitazione facendo sì che il paziente si comporti come una vera propria antenna che riemette onde elettromagnetiche a radiofrequenza. Delle bobine formate e dislocate in modo opportuno rivelano questo segnale che viene digitalizzato ed inviato ad un computer il quale è in grado di ricostruire delle immagini di sezioni interne al paziente grazie ad un complesso metodo matematico di ricostruzione delle immagini. Come nel caso della TAC, anche queste sono immagini di natura morfologica e rispetto alla TAC, hanno il vantaggio di non comportare l'uso di radiazioni ionizzanti, quali i raggi X, che inducono potenziali danni di natura tumorale negli anni a venire. Ci sono situazioni dove la RM può sostituire validamente la TAC o, in certe circostanze come per esempio lo studio della colonna verterbrale, addirittura fornire risultati superiori. In altri casi la TAC è superiore e conviene accettare un maggiore rischio a fronte dei maggiori benefici, come per esempio nel controllo dell'evoluzione di certi tipi di tumori, dove la grande accuratezza nel descrivere le proporzioni spaziali le dà un netto vantaggio.

 

Infine, esiste il mondo dell'ecografia che utilizza la parziale riflessione delle onde sonore da parte delle superfici di separazione fra tessuti diversi. Si tratta di una tecnica che fornisce informazioni morfologiche che non sono di grande qualità spaziale e che dipendono molto dall'abilità e dall'esperienza del medico che esegue l'esame. Ha tuttavia il grande vantaggio di essere relativamente economica, rispetto alle altre tecniche di imaging, e di non comportare nessun rischio e nessun problema per il paziente. È noto il vasto impiego dell'ecografia su donne in gravidanza, circostanza nella quale ovviamente è necessario avere grande attenzione ad ogni possibile rischio.

 

L'enorme produzione di immagini mediche, alcune delle quali intrinsecamente digitali come nel caso delle varie tomografie e della risonanza magnetica dove le immagini sono frutto di un processo di ricostruzione matematico, pone dei grossi problemi di archiviazione. D'altro canto la crescente necessità di poter trasmettere e condividere immagini di tipo diverso al fine di ottimizzare il processo diagnostico e la conduzione delle terapie pone problemi di formato di immagini e di trasmissioni di grandi moli di dati. La nascita di uno standard accettato universalmente per la codifica e la trasmissione delle immagini mediche deriva dalla necessità di risolvere i succitati problemi.

 

L'esigenza è stata sentita oltre vent'anni fa con la nascita di un primo standard, cosiddetto ACR-NEMA, da American College of Radiology e National Electrical Manufacturers' Association, le due importanti associazioni americane che presero l'iniziativa per la creazione di uno standard per la trasmissione delle immagini radiologiche. Questo primo standard si è poi evoluto nel DICOM (Digital Imaging and Communications in Medicine) che è in realtà un'estensione del protocollo di trasmissione dei dati TCP/IP impiegato in Internet (vedi la sezione pertinente nel capitolo dedicato ad internet). Essendo un vero e proprio protocollo di comunicazione, esso prevede tutta una serie di servizi per cercare insiemi di immagini in archivi remoti e per la trasmissione verso sistemi remoti. Oltre a questo, lo standard definisce anche il modo nel quale i dati devono essere codificati nel computer ed il modo nel quale devono essere descritti, cioè nell'organizzazione dei metadati. Fra i metadati si trovano le informazioni anagrafiche del paziente, le informazioni relative al tipo di studio, le impostazioni della macchina che è servita ad acquisire i dati ed eventualmente a ricostruire le immagini, i suoi fattori di tarartura e via dicendo. È una codifica concepita per essere estremamente generale in modo da poter descrivere qualsiasi tipo di immagine medica. per questo motivo è diventata anche molto complessa e la documentazione che descrive lo standard DICOM è estremamente estesa e in continua evoluzione. Si spiega in parte così una realtiva lentezza con la quale lo standard è stato accettato dai fabbricanti di apparecchiature medicali. La situazione ha preso ora ad evolvere in modo abbastanza deciso ma è ancora lungi da poter essere ritenuta soddisfacente sul piano della condivisione delle immagini al fine di un sostanziale beneficio del paziente.

 

Seguirà successivamente un ulteriore approfondimento dello standard DICOM.

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