La crescita esponenziale delle conoscenze, la crescita esponenziale delle prestazioni tecnologiche per unità di costo, la spinta alla disintermediazione in numerosi contesti, produttivi, sociali e culturali, l'esplosione del software open source, la massa che gioca un ruolo sempre più attivo nei mercati e in numerose attività sociali, la comparsa della figura del prosumer (producer-consumer), cioè del consumatore che partecipa alla produzione di beni e servizi, la rete che stravolge innumerevoli assetti organizzativi e crea fenomeni inusitati di portata planetaria, sono alcuni degli aspetti chiave dei nostri tempi che taluni chiamano proprio tempi esponenziali.
Sono moltissimi gli ambiti nei quali scenari così dinamici pongono nuovi ordini di problemi. E' ormai normale che anche per grandi organizzazioni con attività di portata internazionale e una storia quasi secolare il problema fondamentale sia la sopravvivenza. Spesso la soluzione si profila mediante uno stravolgimento di modelli di attività che sembravano destinati a durare per molti anni a venire.
Uno degli aspetti ineludibili e più esposti alle perturbazioni che questo scenario comporta è la condivisione della conoscenza, che ormai è sfuggita al claustro delle biblioteche e si ritrova diffusa nella massa di informazione che ci circonda e travolge. Questa situazione fa sentire il bisogno di individuare modalità specifiche di “percorrere” le nozioni, modalità che sono di fatto il metalinguaggio della crescita culturale e l’oggetto cruciale dell’apprendimento, per il raggiungimento del quale si profila la necessità dell’intervento didattico.
In un simile contesto chiunque sia impegnato seriamente in qualsivoglia attività formativa e non voglia eludere la realtà nella quale ci troviamo è costretto ad affrontare una sfida che prende la mosse da una semplice domanda: come deve essere la formazione in un mondo del genere?
L'aggiornamento professionale continuativo rappresenta una delle risposte del mondo della formazione alle esigenze attuali del mondo del lavoro ma la sua mera esistenza è solo un primo passo. I modelli didattici disponibili sono nella sostanza molto più attinenti a quelle che potevano essere le esigenze nel primo novecento che a quelle odierne e si rivelano oggi largamente inadeguati.
La dinamicità del contesto richiede una rivisitazione profonda del ruolo del discente che privilegi lo sviluppo di capacità autonome di studio e aggiornamento rispetto all'acquisizione di nozioni e competenze destinate a mutare e rinnovarsi ad ogni piè sospinto.
Appare sempre più evidente che la rete fornisce il territorio nel quale ciascun individuo può apprendere autonomamente ciò di cui necessita per la propria professione ed i propri interessi. Un territorio nel quale le risorse sono semplicemente disponibili in un ecosistema vibrante di informazioni e strumenti all'evoluzione e salute del quale sono interessati tutti.
Le percezioni saranno differenti in campi diversi ma nessuno può eludere e ignorare una realtà così globale e pervasiva né si deve peraltro pensare che sempre e comunque i nuovi scenari debbano sostituire tout-court i precedenti. La velocità degli eventi impone un atteggiamento sensibile al nuovo e incline ad integrare il vecchio con il nuovo.
I pregiudizi e le posizioni aprioristiche non servono. La tendenza alla dicotomizzazione delle questioni è quasi una malattia culturale italiana. Dobbiamo invece imparare ad essere aperti, curiosi, flessibili, collaborativi. Già questo è formazione.
Questo corso deve essere pensato come un percorso nel quale si scoprono nuove risorse formative acquisendo nel contempo gli strumenti necessari per l'esplorazione e lo studio. Il percorso è composto di letture e di attività e per questo è necessario che si dipani in un lasso di tempo relativamente esteso. Un lasso di tempo di alcuni mesi che troverà conclusione negli eventi in presenza che avranno luogo nell'ambito dei lavori Congressuali.
Non vi è dubbio che da un lato il percorso che proponiamo richieda un impegno ed un coinvolgimento diverso e forse notevolmente maggiore di quello di un corso di lezioni convenzionali ma dall'altro lato potrà essere molto più divertente e stimolante; riprendendo la frase di Italo Svevo a proposito dell’Ulisse di James Joyce:
"Non è per lettori distratti questa lettura" ma sappiate che se superate il primo gradino del percorso noi vi trascineremo in una danza affascinante.
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